SCUSI, VUOL SCOP*** CON ME?

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Proposte oscene e surreali. Ovvero, qualcuno riesce a spiegarmi perché certe persone danno per scontato che tu sappia tutto di loro?

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Tenere una rubrica su un portale gay vuol dire anche uno scambio continuo con i lettori. Le cifre che segnalano i contatti per ogni singolo pezzo non comunicano quanto una sola mail, che si tratti di complimenti, di precisazioni, di interrogativi fondamentali o di insulti. Quando poi si parla di sesso, come in questo caso, si aggiunge un’altra variabile: le richieste di incontro.
Un tempo i miei pezzi venivano corredati con parecchie foto di bononi e succedeva che alcuni lettori ci provavano spudoratamente, nella convinzione che potessi essere uno di quelli. Presumo ne scegliessero uno in particolare ma credo anche si sarebbero accontentati del primo che capitava.
Anche ora che non ci sono più troppe foto depistanti, continuo però a ricevere qualche avance. Ogni volta mi sento ad un bivio: che fare? Accettare o fingermi incorruttibile? Per dirimere questo conflitto di interessi tipicamente italiano adotto un sistema che consiglio ai meno esperti: mi decido per l’incontro solo se l’altro mi piace. In caso contrario, per non macchiare la mia deontologia, rifiuto.
Tra tanti spasimanti mi è toccato una volta anche un tizio che, oltre ad ignorare come fossi (come tanti immagino proiettasse su di me i suoi desideri) nemmeno si preoccupava di informarmi di come fosse lui:
Flavio: «La tua mail mi ha fatto sorridere. Perché dovrei aver voglia di conoscere un perfetto sconosciuto che non mi dice nemmeno nulla di sé? E perché lui vorrebbe conoscere me? Boh…»
Anonimo: «ciao come stai tutto bene aspetto un tuo incontro ok un bacio»
Flavio: «Ok»
Anonimo: «ciao io sono libero dal mattino fino alle 16.00 del pomeriggio ok fammi sapere tu»
Flavio: «Io dalle 16.30 a sera. fammi sapere».
Anonimo: «e come se lavoro io da quell’ora in poi oppure vederci la domenica sera»
Flavio: «Domenica sera c’è la finale dei mondiali ma va anche bene un’altra volta».
Anonimo: «in settimana dal mattino in poi non sei mai libero raccontami un po’ di te di dove sei. Anche cosa cerchi se non ti dispiace»
Lui mi aveva contattato, rispondendo a un mio pezzo, e veniva a chiedere a me cosa cercavo. Perdonatemi allora se a quel punto il gioco cominciava a prendermi la mano…
Flavio: «Vorrei fare sesso con te, però da fidanzati. Non mi piacciono le avventure da una botta e via»
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Flavio: «Vorrei fare sesso con te, però da fidanzati. Non mi piacciono le avventure da una botta e via»
Anonimo: «mi dispiace non posso fidanzarmi»
Flavio: «Io però senza non me la sento di lasciarmi andare»
Anonimo: «Non mi posso fidanzare col primo che capita bisogna piacersi poi all’inizio basta anche iniziare a vedersi in foto o altro»
Flavio: «È vero ma non è tutto»
Anonimo: «tutto cosa io cerco una nuova amicizia»
Flavio: «Anche io. Amicizia mi va bene. Con fidanzamento e sesso. Oppure anche solo con fidanzamento se non vuoi fare sesso.»
Anonimo: «si mi andrebbe benissimo poi senza fare sesso non riuscurei a stare con te perciò lo farò volentieri ma una foto tua ti va di mandarmela»
Flavio: «Volendo sì»
Anonimo: «ok allora mandamela se vuoi»
Flavio: «Quando vorrò te la manderò. ma prima devo anche un po’ sentirmi sicuro dei tuoi sentimenti. E poi non vorrei tu fossi troppo giovane per me»
Visto che all’inizio non si era preoccupato di chiedermi l’età, avevo spudoratamente mentito, dichiarando vent’anni di più. Se mi aveva scritto collegandomi ai maschioni delle foto avrebbe dovuto cedere. Invece era ancora lì, con questa lodevole ostinazione per uno di cui non sapeva niente. E che continuava a non sapere niente di lui, ovvio.
Anonimo: «ne ho 37 anni poi anche tu potresti essere troppo vecchio x me ma a volte l’eta non conta si ci puo anche dimostrare di meno fisicamente»
(si decide ad allegarmi delle foto ma manda tre foto porno): «immagginati come le foto che ti ho mandato se io sarei su di te cosa fai vai a guardare l’età» (io non rispondo) «cos’è successo ti sei offeso per le foto»
(ancora non rispondo, ma la cosa non doveva averlo turbato): «ciao ci sei stamattina»
Flavio: «Certo che ci sono ma perché me lo chiedi?»
Anonimo: «aspetto ancora tue foto caro»
Flavio: «Lo so ma tu non mi hai ancora fatto capire che intenzioni hai. E se poi dovessi pentirmene?»
Non mi ha fatto sapere più nulla. Probabilmente non aveva intenzioni serie. Forse anch’io non sarò stato troppo gentile ma gli uomini, si sa, prima parlano d’amore e poi ti lasciano da sola. La mamma mi ha insegnato ad apprezzare gli uomini, Mia Martini ad essere prudente.
Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, è autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista “dall’interno”, e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull’universo familiare di gay, lesbiche e trans.
Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.

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di Flavio Mazzini

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