SESSO ANIMALESCO

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Non cambierebbe nulla avere un ruolo attivo o passivo, trovare cani, gatti o cavalli (o asini). Mi piacciono, certo, ma non per andarci a letto e nemmeno guardarlo...

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Tranquilli, nessuna storia che riguardi sesso tra uomini e animali.
Se c’è una cosa che mi fa schifo, che non riuscirei a fare e cui spero di non esser mai costretto sotto tortura è proprio sesso con animali. Non cambierebbe nulla avere un ruolo attivo o passivo, trovare cani, gatti o cavalli (o asini). Mi piacciono, certo, ma come mi piacciono i bambini, non per scoparci e nemmeno guardarlo fare da altri.
Quando nel mio libro parlavo di perversioni e animali alludevo ai gattoni che carezzavo pigramente mentre il mio partner occasionale era indaffarato a giocare con le mie parti intime. Carezzare un animale è un atto di amore, una partecipazione fisica paragonabile a carezzare un bambino piccolo. Sono categorie che vanno protette. In quei casi divento improvvisamente moralista.
Qualche volta in chat mi sono sentito domandare se possedevo un cane: sono state le uniche volte in cui davvero non ho voluto sapere più nulla, la mia curiosità si è spenta d’improvviso, come quando passo di fianco a un grave incidente. Altri osservano morbosamente, io volto la testa e tiro dritto.
Eppure pochi giorni fa (va da sé che questo è il motivo per cui ho deciso di scrivere questo pezzo) un amico mi ha parlato di Wild Sex, trasmissione in onda sul canale satellitare National Geographic. Tirchio come sono non farei mai un abbonamento alle pay tv e quindi non mi si sarebbe mai spalancata questa finestra sulla sessualità ferina, tendenze omo comprese.
E sì, perché in Wild sex (informazioni sul sito www.wildsex.it) pare sia raccontato di tutto, senza ostentazione, con l’occhio dell’etologo, del documentarista rigorosissimo, per dimostrare che tra le bestie, e tra le più varie, esistono la masturbazione e altri tipi di pratiche sessuali sganciate dalla riproduzione (rituali erotici sopraffini, violenti o orgiastici e, non ultima, l’omosessualità), e non sono nemmeno casi eccezionali.
Come per noi uomini, il sesso può essere vissuto in mille modi e con mille significati, al punto da far apparire l’eterosessualità monogama, indirizzata alla procreazione, quasi una stranezza tra le più ardite (ma non ditelo a S.S.). Quel che esiste in natura sarà naturale, no? O sono naturali solo quelle cose che fanno comodo a qualcuno?
D’altronde, senza elencare tutte le variabili esistenti, ricordo anch’io nel mio piccolo di aver assistito a comportamenti insoliti…
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D’altronde, senza elencare tutte le variabili esistenti, ricordo anch’io nel mio piccolo di aver assistito a comportamenti insoliti. Come nel caso del simpatico Camillo, buffo e pacifico cagnolone di una mia amica, con una grande passione per il cane dei vicini. Si dice che i cani somiglino ai padroni e almeno in quel caso era vero: omo lei, omo lui.
C’è chi dice che per certe bestie si tratta solo di un modo per esplorarsi, o di un arrangiarsi in mancanza di meglio. Sarà anche vero ma io non ho mai visto due ragazze sfregarsi e slinguazzarsi con tanta dolcezza e passione come le due cagnoline bonsai di un altro mio amico (è vero che non ho mai assistito a un accoppiamento saffico troppo da vicino, però le due topoline erano davvero senza freni).
Quando la scienza indaga senza freni censori scopre verità scomode. Ci si è difesi e/o vergognati per anni ipotizzando una naturalità basata anche sul comportamento animale ma poi ci si rende conto che ad uno studio più approfondito si ribalta completamente qualunque tesi.
Per quanto non si possa fare a meno di sorridere pensando a certi accoppiamenti selvaggi, viene anche da pensare chissà quanti tagli ci saranno stati imposti negli anni (forse gli Angela utilizzano solo prodotti già censurati o forse la tv italiana non ama si propongano simili stravaganze).
Eppure, se il documentario sugli animali ha un fine educativo, lo avrebbe ancor più mostrando tutti gli aspetti della natura, anche quello finocchio. Un aspetto sicuramente meno rilevante ai fini statistici ma comunque consistente, visto che le specie animali che praticano l’omosessualità sono centinaia, per non parlare di quelle che sono soggette al cambiamento di sesso, agli ermafroditi e perfino alle gravidanze dei maschi.
I nostri bambini imparerebbero molte cose con Wild Sex, come anche gli amici della Margherita. Anche se devo ammettere che io stesso sono caracollato alla notizia che perfino al re della foresta piace farsi inculare. Ho avuto una reazione simile a quella che (immagino) avrei se scoprissi qualcosa del genere su mio padre. Chissà quanti retaggi ancora dovrò rendermi conto di avere…
Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, è autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista “dall’interno”, e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull’universo familiare di gay, lesbiche e trans.
Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.

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di Flavio Mazzini

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