SESSO DA GIOVANI: BUONO È MEGLIO

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Una ricerca mette a confronto gli USA puritani con la liberale Olanda. Sopresa: i ragazzi americani hanno molti più 'incidenti' e malattie. Perché anche da giovani basta saperlo...

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Un sociologo ha svelato la verità sulle convinzioni riguardanti il sesso tra giovanissimi in due paesi, concludendo che una visione troppo drammatica del sesso tra adolescenti può portare a situazioni pericolose per la salute sessuale dei ragazzi.
Stiamo parlando di uno studio condotto in USA e Olanda. Gli USA, che attualmente stanno cercando di persuadere gli adolescenti a non fare sesso fino al matrimonio e hanno leggi sull’aborto restrittive, hanno ancora, nonostante la diminuzione avvenuta negli anni ’90, un tasso di gravidanze adolescenziali, aborti e infezioni trasmesse sessualmente tra i più alti del mondo occidentale. Al contrario, l’Olanda, con la sua visione liberale del sesso giovanile e dell’omosessualità, ha tassi bassissimi.
Negli Stati Uniti, per esempio, le ragazze adolescenti hanno tre volte più aborti e otto volte più parti delle loro controparti olandesi. Negli USA il 10 percento delle malattie sessualmente trasmissibili (MTS) diagnosticate riguardano persone tra i 15 e i 19 anni di età; in Olanda la percentuale scende al 4%.
Una ricerca delicataMa la dottoressa Amy Schalet non si è accontentata di mettere in relazione questi dati così diversi con le politiche sanitarie pubbliche dei due paesi. Ha voluto cogliere le convinzioni culturali che ci stanno dietro. Così, con pazienza e amore, tra il 1991 e il 2000 ha realizzato 130 interviste approfondite con adolescenti statunitensi e olandesi e con i loro genitori su relazioni, sesso e diventare adulti. Poi ha condensato le sue scoperte in un libro, la cui prima parte “Dobbiamo aver paura della sessualità adolescenziale?”, è pubblicata su internet e costituisce una gradevolissima lettura.

La dottoressa ha compreso che c’erano tre differenze principali tra gli atteggiamenti genitoriali sulle vite sessuali dei loro figli teenager in USA e in Olanda. Innanzitutto, i genitori statunitensi considerano gli ormoni degli adolescenti come se fossero “fuori controllo” in modo che essi non possono prendere decisioni responsabili sulla loro sicurezza e salute sessuale; perciò i genitori devono proibire il sesso prematuro. I genitori olandesi sono convinti che nel momento in cui gli adolescenti sono abbastanza grandi da fare sesso, lo sono anche per assumersene la responsabilità.
In secondo luogo, i genitori USA credono ci sia una “battaglia tra i sessi“. Vedono il sesso come una transazione: i ragazzi direbbero di tutto per fare sesso con le ragazze e le ragazze potrebbero far sesso per tenersi i ragazzi. Gli olandesi difficilmente parlano di sesso, ma di “innamorarsi” e di “fare l’amore“: sono convinti e in realtà si aspettano che il sesso non avvenga finché non ci sia una genuina relazione emozionale.
Infine, nelle risposte a quelle che Schalet ha scoperto essere le domande più rivelatrici nove genitori su dieci in USA hanno reagito con orrore all’idea di permettere ai loro figli adolescenti di fare sesso con il loro ragazzo o la loro ragazza nella loro stanza da letto. «C’è un tempo e un luogo per quello, e non è a casa» ha detto un genitore. Al contrario nove genitori su dieci in Olanda hanno detto: «Certo, perché no». Come ha detto una madre: «Magari non farei salti di gioia davanti alla porta della stanza da letto ma è meglio che lo facciano lì che nascondendosi da qualche parte».
Due diverse visioniI genitori americani vedono il sesso precoce come qualcosa che deve essere impedito «perché potrebbe rovinarli per il resto dei loro giorni». Al contrario i genitori olandesi hanno riferito di aver accompagnato la figlia dal medico per prendere un anticoncezionale, cosa che nessun genitore USA ha fatto.

I genitori olandesi svolgono il loro ruolo insegnando che il sesso va di pari passo con la relazione. Una madre ha rifiutato di far portare a casa al figlio una ragazza che aveva conosciuto quella sera in discoteca, ma ha detto che glielo avrebbe permesso se fosse stata sicura che si trattava di una vera fidanzata.
E l’apertura degli olandesi sull’omosessualità è esemplificata da una signora che ha detto che quando suo figlio gli ha detto che un suo amico era gay, «non abbiamo avuto alcun problema perché lui è e rimane Johan, voglio dire lo chiamiamo Johanna per scherzo ma è sempre il solito Johan».
Nel tentativo di incapsulare le differenze culturali, la Schalet ha detto che la cultura americana “drammatizza” la sessualità adolescenziale, vedendola come qualcosa di oscuro e pericoloso che deve essere controllato. La cultura olandese invece la “normalizza” cercando di aiutare i ragazzi a collocare i sentimenti sessuali all’interno del contesto dell’amore e delle relazioni familiari.
Schalet conclude sollecitando gli USA a liberarsi delle politiche incentrate sull’astinenza e di «impegnarsi a fornire ai ragazzi le informazioni che servono loro per esercitare un giusto possesso dei loro corpi».
Nota. In uno studio recente in corso alla Texas University, i ricercatori hanno scoperto che gli studenti di quasi tutte le classi delle scuole superiori nel Texas erano più attivi sessualmente dopo aver partecipato a programmi di educazione sessuale incentrati solo sull’astinenza. I programmi non incoraggiavano il sesso tra adolescenti; piuttosto i ricercatori credono che i messaggi di astinenza non abbiano fatto nessuna differenza nel normale sviluppo delle vite sessuali dei teenager. Il presidente George W. Bush ha annunciato recentemente che nel 2005 investirà 273 milioni di dollari in programmi incentrati solo sull’astinenza.

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di Gay.com UK

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