Siamo gli egoisti del sesso?

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Siamo perennemente insoddisfatti e sempre pronti a dare la colpa agli altri. Il ritratto di pochi, incapaci di gestire i propri istinti, o un affresco tristemente più ampio...

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Era un po’ che tenevo da parte la mail che segue. Non sapevo bene come e dove inserirla, se dare spazio all’ennesimo lamento, utilizzarlo come esempio delle troppe persone che ancora si nascondono, tentare un raffronto Nord/Sud e provincia/metropoli o semplicemente buttare via tutto, nella speranza si trattasse solo dello scherzo di qualche buontempone.

In un primo tempo avevo pensato di riutilizzare un titolo come: "Diverso tra i diversi", ma l’altra notte, rileggerla in un momento di tensione e fatica (il "mestiere di vivere", lo chiamava qualcuno assai più bravo di me), mi ha comunicato sensazioni diverse, più vicine a qualcosa del tipo: "Schifoso tra gli schifosi". Ma non pretendo di ergermi a giudice sommo. Ogni persona, ogni vicenda (sessuale) ha diritto di essere esaminata con attenzione. Lascio quindi a ciascuno le considerazioni che preferisce:

Ciao, ho 35 anni, non sono gay, sono un bisex… "mentale". vorrei, non vorrei… per me è un gioco che dura ogni giorno, un gioco perché la mia ironia e il mio positivismo non lo rendono una tragedia. se fossi un altro tipo di persona, a quest’ora mi sarei suicidato. amo le donne, perché solo di loro posso innamorarmi…amo gli uomini, perché solo loro possono dar vita alla mia parte femminile… trasgressiva e senza regole. mi sono sposato, nel 2001. ho pure una figlia. intrappolato in un ruolo… casa, marito, lavoro… mi piace fare l’amore con gli uomini… mi piace essere posseduto… ma la mia omosessualità son riuscito a viverla solo 2 volte nella mia vita e la prima è stato un disastro. ho sempre avuto paura delle malattie, dei pericoli associati ad una sessualità " fuori dai canoni". Sono siciliano… famiglia super perbene alle spalle… ho vissuto come un uomo normale… intendo "borghese", con ipocrisie e luoghi comuni… non mi manca il coraggio di una scelta decisa… è solo che penso che non ne valga la pena. da tempo abito a Milano… città ideale… dove il diverso è nella media e puoi scomparire nella folla, anche se porti cerone e tacchi a spillo… io amo Milano. ma resto me stesso. con tutte le paure, e i preconcetti della mia casta… anche se non la vivo più… adesso, oltre che sposato, sono pure divorziato… ho una compagna nuova… e sono felice. ma mi manca un uomo.. la parte più segreta di me stesso. ho coinquilini gay… con i quali mi diverto ad ammiccare…loro sanno…ma io non faccio nulla. ho frequentato il loro mondo…un po’ con invidia, alle volte con disgusto. sono molto selettivi. sono molto elitari come modo di fare. tendono ad escluderti, ma solo perché non ci stai. le lesbiche son pure peggio, neanche ti rivolgono il saluto, perché sei etero… e sei uno schifo di persona solo perché uomo. più li conosco più mi allontano da loro e mi dispiace. di lavoro faccio il creativo… sono un artista. ho una sensibilità estetica-sociale fuori dal comune… approvo tutto, anche se distante da me. eppure vedo le coppie di gay incontrarsi nei battuage, con atteggiamenti ossessivi… decadenti e molto, molto retrogradi… le saune…se vai per amicizia non sei gradito, se vai per il sesso si. comprendo i problemi della società… ma se si parte male fin dalla base…cosa mai potrà cambiare? se vedo isolarsi la comunità gay, come potrà mai esserci integrazione, se il solo modo di approcciare è il " ci stai"… dove andremo a finire? allora hanno ragione gli etero " per bene " a fare disparità…a negare diritti… non siamo maturi…non siamo pronti… il gay pride in questo paese è solo una farsa… una mera caricatura del carnevale di Rio… accontentiamoci di questo allora, e non pretendiamo altro… siamo dei bambini che vogliono correre prima di saper camminare. resto così e basta… spero in un incontro che sia mio, mio e basta…degli altri non mi frega… devo pensarla così?

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Non fosse la noia che sopraggiungerebbe dopo un po’, ci sarebbe da stilare un elenco delle numerose contraddizioni, del voler tenere sempre tutto insieme senza rinunciare a nulla, salvo poi sentirsi perennemente insoddisfatti, quasi al centro di un gigantesco complotto. Quando basterebbe saper fare dei sacrifici e, guardandosi allo specchio, stabilire un ordine di priorità che tenga conto dei propri istinti (soprattutto sessuali), rispettando le persone che ci circondano, senza attribuire loro la colpa delle nostre frustrazioni.

Sposato, con una figlia, separato, una nuova compagna, coinquilini gay, lesbiche, artista… Ammesso pure che la mail sia uno scherzo o che sia infarcita per scopi sensazionali, pure quanti casi simili si incontrano ogni giorno in chat, nei battuage, per strada? Ormai mi sembra che noi gay, sia chi si accetta, sia soprattutto questi anfibi, incapaci di scegliere tra la terra e il mare e senza la spina dorsale per contenerli entrambi, abbiamo preso la stessa brutta piega: quella di lamentarci di tutto e di tutti, senza mai spendere un minuto per un esame di coscienza.

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