SICURI, MA PAGANDO

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Sesso e dark 3/ Il comportamento dei tedeschi

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BERLINO. La capitale tedesca ha 14 organizzazioni addette all’Aids. Due anni fa fu deciso di raggrupparne i collaboratori che si occupavano di prevenzione e di fondare il team di prevenzione per l’Aids. Al primo posto si pone la campagna informativa con una serie regolarmente aggiornata di opuscoli dettagliati e corredati di immagini che spiegano quali rischi da quali rapporti sessuali possono incorrere e quali misure sono necessarie per evitare il contagio sia dell’HIV che dell’epatite, il materiale informativo viene poi distribuito soprattutto nei punti di informazione come Mann-o-Meter e il centro di consulenza gay.

Le riviste di cultura e informazione gay -a Berlino sono almeno tre- sono molto attive e si occupano apertamente di propaganda informativa.

L’organizzazione madre Aiuto-Aids organizza in cambio di un’offerta lezioni informative per gli allievi delle scuole medie.

Il preservativo in un paese dove il cattolicesimo deve reggere la dura concorrenza non solo del protestantesimo, ma anche dell’ateismo non è assolutamente un tabù, enormi manifesti pubblicitari con preservativi colorati e con la scritta provocante "stai anche tu al gioco!" tappezzano la città, il preservativo è insomma un elemento del quotidiano, quasi oggetto simpatico e divertente, se si pensa che in Germania la piccola tasca da orologio dei jeans viene chiamata la tasca del preservativo.

Anni fa si formarono a Berlino gruppi di volontari che allora in cilindro e abito scuri gentilmente si muovevano nelle zone calde e facevano opera di "illuminazione" distribuendo preservativi, questi gruppi esistono ancora e attuano regolarmente la loro opera di prevenzione tra l’altro di notte nei parchi.

Dovunque sono installati distributori, ma il prodotto non è quasi mai completamente gratuito, solo alcuni locali regalano il preservativo dopo che il cliente ha pagato il biglietto di ingresso.

L’uso è comunque diffuso e la consapevolezza dei rischi è consolidata. Due tendenze pericolose si stanno tuttavia manifestando: da una parte gli HIVpositivi che secondo una comunicazione dei medici berlinesi tendono talora a non usarlo ignorando la possibilità di infettarsi con un’altra forma magari ancora più grave del virus e dall’altra i giovanissimi nella fascia fra i 16 e i 20 anni, che si "divertono" a farlo senza per il puro gusto della trasgressione.

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di Emanuele Sgherri – da Berlino

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