Valerio Pino e i bisex di Sanremo

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L'abbiamo conosciuto in versione efebica, poi in quella di maschio latino, con tanto di storia con Ricky Martin. E ora, alla vigilia di Sanremo diventa bisex: gay è...

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Negli ultimi mesi è stato impossibile non diventare un agiografo di Valerio Pino, l’ex ballerino professionista di Amici. Dopo un lungo soggiorno in Spagna, l’adepto di Tersicore è tornato in patria totalmente trasformato. Abbandonando lo stile efebico conforme alle prime edizione del talent della De Filippi, ne ha assunto uno più massiccio e nerboruto, perfetto per il festival ursino di Colonia ma, cosa più sorprendente, ha iniziato a fare il giro delle sette chiese gay dichiarando la sua propensione per gli uomini. Da qui gli step che ogni starlette gay integrata e internazionale deve scalare per far parlare di sé. Una relazione con un super VIP? C’era! E si scopre ha ballato "la vida loca" tra le lenzuola di Ricky Martin (per la qual cosa, vista la sua bellezza, non occorrerebbe neppure essere gay). Foto nudo da calendario d’officina? Presente. Testimonial pubblicitario? Anche. A completamento del curriculum non gli restava che diventare DJ, attore porno o entrambe le cose. Lui invece ha puntato ad un’alternativa più sobria cantando una canzone, anche questa omo-diretta.

Insomma tutto faceva presagire che per il prossimo Euro Pride gli tributassero una statua portata a spalla da nerboruti go go boy come nuova icona gay, scaraventando giù dall’altare una Patti Pravo o una Dalida qualsiasi. Poi arriva la doccia fredda. Pino è vero che va con gli uomini ma non disprezza le donne. E, a conferma di questa sua apertura nella politica sessuale, su "Di Più" spuntano fuori delle foto con la modella Feliza Gomez (??) ripresi mentre con la naturalezza di un fotoromanzo di Grand Hotel si baciano appassionatamente. "Sono un uomo a cui piacciono gli uomini, ma che ha un grande problema perché gli piacciono anche le donne", conferma poi in un’intervista a Vanity Fair (in confronto al suo, l’ufficio stampa delle sorelle Hilton è un venditore di padelle da fiera paesana). Tutto lascia quindi immaginare che Pino sia bisex e guarda caso proprio a ridosso di Sanremo dove sarà il primo ballerino. Ora, non bisogna certo essere un amante delle teorie del complotto per farsi venire il sospetto che questa dichiarazione di Valerio gli sia stata suggerita per smussare gli angoli della sua immagine.

Vanno bene escort e cocaina, ma il pubblico italiano non è ancora pronto a un ballerino dichiaratamente gay (d’altronde si sa, la triade del machismo include questa categoria persino prima dei rugbisti e i calciatori). Quindi rassicurarci del fatto che anche le donne sono molto gradite farà desistere i sostenitori del Family Day dall’organizzare raduni di preghiera lungo le coste liguri. Del resto la bisessualità, ammesso che esista, è come il ghiaccio per i cocktail: diluisce l’asprezza dell’alcol e lo rende più gradevole al palato. Ma a questo punto c’è da capire cosa si intenda con questo termine, perché se i suoi estremi sono molto semplici da spiegare (non ci piove: i gay vanno con quelli dello stesso sesso, gli etero con quelle del sesso opposto), la bisessualità è difficilissima da definire. Per definirsi tali bastano una pomiciata ubriachi la notte di capodanno con la propria compagna di liceo a 16 anni sui divanetti di un disco-pub o un bacio a favore di camera che di rubato ha solo il prezzo della rivista che lo pubblica?

Ho sempre avuto delle difficoltà a credere all’esistenza dei bisex. Ne ho conosciuti, certo, ma il mio scetticismo per l’autocertificazione e la mia visione manichea della sessualità non riescono a cancellare l’espressione sarcastica che mi si dipinge sul viso ogni volta che sento qualcuno dichiarare di essere un onnivoro sentimentale. Mi sembra piuttosto un’etichetta perfetta da attaccarsi sul risvolto della giacca per gli omosessuali in transizione dall’ipocrisia all’accettazione. Uno per tutti: George Michael. Ricordate? Si era professato bisex prima che il grand tour delle toilette pubbliche di Los Angeles annientasse ogni dubbio sulla sua gayezza. Ma al di là del mio scetticismo va comunque apprezzato il fatto che per la prima volta un artista del cast sanremese ammette la propria omosessualità (per ora ridotta al 50%) sperando solo che nei giorni che mancano al debutto il Santo non faccia il miracolo completando il percorso di redenzione del bel Valerio, portandolo a diventare il protagonista di un pessimo adattamento della funesta canzone di Povia.

di Insy Loan ad alcuni meglio noto come Alessandro Michetti

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