Alessandro Fullin: «Non sono più gay, piuttosto divina!»

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"Ho votato Partito Comunista a 18 anni, poi mi sono convinto che sono l'ultima dei Romanov e ho cambiato idea".

alessandro fullin
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Nel 2009 Papa Ratzinger annunciò al mondo che il Purgatorio, come luogo fisico, non esisteva più.

Dante Alighieri, saputa la notizia, si precipita per la seconda volta nell’oltretomba per dipanare la spinosa questione e riscrivere la Divina Commedia. Ma dove mettere ora gli invidiosi, gli iracondi e gli accidiosi? Dubbi e tormenti attendono il Poeta che scopre inoltre che l’amore per Beatrice, dopo sette secoli, si è un po’ appannato. Tra demoni e cherubini, fiumi infernali e rinfrescanti panchine ecco una rilettura in chiave camp dell’immortale poema che getta nella stessa bolgia Paolo Malatesta con gli Abba e Farinata degli Uberti con Liz Taylor. Questa la sinossi de La Divina, il nuovo spettacolo dell’attore comico e un po’ naif Alessandro Fullin che, dal 10 al 22 gennaio, sarà in scena al Teatro Sala Umberto di Roma.

Se è vera la tesi di Papa Ratzinger sul purgatorio, lei dove pensa di finire un domani?

Da piccolo rubavo le forcine. Per la legge del contrappasso finirò nel girone delle spettinate. 

Il suo spettacolo è liberamente ispirato dalla Divina Commedia. Lei, in tutta sincerità, si sente più divina o più commedia?

Sto ragionevolmente nel mezzo.

Nel suo show ci sono Paolo Malatesta, Farinata degli Uberti, ma anche Liz Taylor e gli Abba. Che razza di bolgia 2.0 è codesta? 

Oh, lo so. Non c’é molta coerenza temporale, ma gli Abba dovevo metterli assolutamente. E anche Liz Taylor: non si può fare una torta senza lievito.

A che tipo di pubblico è indirizzato il suo spettacolo?

Alle signore della mia età.

Qualcuno l’ha definita come il portabandiera dell’umorismo omosessuale. Strategia commerciale?

Non saprei cosa rispondere. Del resto io non sono più gay da tanti anni…

Prego?

Mi definirei con più esattezza in questi modo: una transgender pigra, ecco. 

L’ironia, per molti gay, è stata l’antidoto contro la depressione. Quanto le è stata utile nella sua vita?

Molto. L’ironia e l’autoironia son da sempre i migliori antidepressivi naturali che io conosca. 

Si dice che i comici, in realtà, sian tutti così tristi..

Un po’ di malinconia ci vuole. Nelle giuste dosi naturalmente. Per divertire il prossimo bisogna avere anche un po’ di leggerezza.

È stato difficile dichiararsi gay, a Trieste, negli anni ’70?

Diciamo che non é stata proprio una passeggiata. 

Nel 2008 per Mondadori pubblicò: “Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna?“; ad oggi c’è riuscito?

No, ma non importa. Ho chiuso da un pezzo con l’atletica leggera.

Nello stesso libro si scatenò contro l’utilizzo delle pinzette da parte del sesso forte gay e non. A quanto pare qualcuno l’ha ascoltata. Oggi, invece, contro cosa si batterebbe?

Difficile trovare una battaglia altrettanto fondamentale per l’intera umanità.

È da un po’ che non la si vede in tv. Le manca la televisione?

Farei volentieri un’altra sitcom, ma a quanto pare, ultimamente, fanno solo fiction con Carabinieri. E li credo davvero di essere fuori parte. 

Scrisse: “Molti studiosi hanno affermato che l’omosessualità è stata legata all’idea del Genio. Vedi Leonardo e Michelangelo. Poi, quante cretine.” 

(Ride, ndr) Direi che si commenta da sola. 

Che poi, giusto per capire, perché si da spesso, se non sempre, del femminile?

Ah, sì? Non me n’ero mai accorta.

Il suo cuore, politicamente parlando, da che parte sta?

Ho votato Partito Comunista a 18 anni, poi mi sono convinto che sono l’ultima dei Romanov e ho cambiato idea. 

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