BANFI: DA DESTRA, DIFENDO I GAY

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Non si ferma il caso "Mio figlio". Sul "Secolo d'Italia" Buzzanca fiero di essere di destra ma contro le discriminazioni. E Nonno Libero: "Anch'io ho scritto una serie...

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ROMA – Sembra che tra gli effetti collaterale della miniseria Mio Figlio in cui Lando Buzzanca era un commissario padre di un poliziotto gay, ci sia anche una sorta di risveglio civile della destra.

Il protagonista della serie, che non ha mai fatto mistero delle sue convinzioni politiche, ha dichiarato in un’intervista al “Secolo d’Italia” che «proprio perche’ sono di destra non sono un bacchettone e combatto tutte le forme di discriminazione».
Oggi gli fa eco Lino Banfi, che dalle colonne del Corriere della Sera afferma: «Un padre vero dovrebbe fare di tutto per far felice un figlio. E non è giusto considerare certi aspetti della realtà in modo ristretto. Vorrei vedere come si comporterebbe chiunque, indipendentemente dal credo politico, scoprendo l’omosessualità di un figlio».
Facendo riferimento alle critiche che ‘Il Secolo d’Italia’ ha rivolto a Lando Buzzanca, per il fatto di essere di destra e di aver parlato di omosessualità, Banfi si chiede: «Perchè prendersela con un bravo artista per una stupidata del genere? Ci sono molti intellettuali di centrodestra. C’è per esempio Albertazzi. E poi tanti scrittori e giornalisti. Forse li hanno curati poco. Peccato, perchè non ho mai negato le mie simpatie per il centrodestra».

Banfi parla anche della commedia girata per raiuno insieme a Nino Manfredi Difetto di famiglia, in cui interpretava il fratello di un gay anziano: «I dirigenti Rai avevano qualche paura, l’argomento era tosto, ma lo affrontammo con grazia. E’ lì il punto. Anche nel bel film di Lando c’è il padre che dice al figlio, ‘adesso ti metti a fare la zoccola con un camionista’. Nelle mani di un attore meno esperto di lui sarebbe diventato tutto vaccareccio, fetente. Invece Lando ha avuto misura».
Lino Banfi chiarisce anche i suoi rapporti con il centrosinistra: «A dire la verità, ho sempre lavorato bene anche quando c’erano governi dell’Ulivo e sono adorato dal pubblico di sinistra. Per me il massimo sarebbe un governo Fini-Veltroni: due persone con tante affinità in comune. So che l’accoppiata fa ridere, ma Walter è l’unico candidato premier del centrosinistra per il quale potrei tradire il centrodestra».

Sulla tematica omosessuale l’attore dichiara nell’intervista al ‘Corsera’ che «ho scritto una sceneggiatura con mio genero Fabio, ‘Piccoli padri’. Racconta di un industriale del sud che ha una figlia ormai quarantenne, da anni trapiantata in Francia. Dopo il funerale della oglie scopre che la donna vive da anni con una ragazza. Soffre, fatica, poi accetta. E quando sua figlia scoprirà di dover morire di leucemia, diventerà quasi il padre della ‘fidanzatà e la porterà in Italia. Lo vorrei interpretare con mia figlia Rosanna. Il tema è scottante, attualissimo. E aggiungo, normalissimo. ‘Piccoli padrì sono proprio quelli che non sanno e non vogliono capire».
Sulla polemica scatenata dal ‘Secolo’ interviene anche l’on. Pippo Gianni (Udc) segretario della Commissione vigilanza della Rai, e lo fa citando la famosa massima di Voltaire “Non condivido la tua idea ma darei la vita perchè tu la possa esprimere”. «Prendo in prestito Voltaire – dice il deputato centrista – perchè è esattamente la sintesi di quello che penso di tutta questa storia che sta rasentando il ridicolo. Voltaire sintetizza il mio pensiero al di là della questione omosessuale. A proposito degli omosessuali, al contrario di quello che pensa qualcuno, questi non sono tutelati dalla legge 484 e non devono esserlo in quanto persone assolutamente normali. Piuttosto ciascuno deve essere libero di vivere la propria sessualità in modo sereno e a seconda di una coerente scelta di vita. Dovremmo, semmai, liberarci dal pregiudizio ed questa la difficoltà sia a destra che a sinistra. Rispetto alla fiction vorrei dire che Buzzanca ha dato davvero una straordinaria prova d’attore. E di questi tempi…».

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