CHI HA PAURA DEL BACIO LESBO

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Sulla vicenda del Festivalbar censurato, una lettera aperta di Sergio Lo Giudice al direttore di Italia Uno. Ma le Tatu che si baciano, non le vedremo.

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BOLOGNA – C’è di che vergognarsi se in Italia un bacio tra due donne scatena ancora polemiche così accese. Ma tant’è, è bastato che Blob mandasse in onda il bacio lesbico che non vedremo mai, per piombare nel moralismo più retrivo. Il bacio televisivo delle due Tatu, artiste russe minorenni, ha scioccato il pubblico del Festivalbar ed è stato deciso di non mandarlo in onda. Zac, tagliato. Sulla vicenda interviene il presidente dell’Arcigay Sergio Lo Giudice, che afferma "La censura è un insulto ai sentimenti dei giovani omosessuali e all’intelligenza dei loro coetanei eterosessuali". La lettera aperta di Sergio Lo Giudice è indirizzata al presidente Nazionale di Arcigay, al direttore di Italia Uno, Luca Tiraboschi. La pubblichiamo integralmente:

Gentile Direttore,

apprendo dalla stampa che Italia Uno avrebbe intenzione di tagliare dall’edizione televisiva del Festivalbar 2002 il bacio che le due artiste russe T.a.T.u. si sono scambiate durante la loro performance. La motivazione sarebbe quella del rispetto dei telespettatori più giovani.

Le scrivo a nome dell’Arcigay, associazione che presiedo e cui sono iscritti decine di migliaia di giovani di questo paese per esprimerLe il senso di offesa che abbiamo avvertito a questa notizia.

Mi chiedo come ritiene possibile che la rappresentazione di un atto di affetto, una manifestazione spontanea e naturale di intimità e sentimento tra due ragazze possa essere considerata alla stregua di qualcosa di indecoroso, osceno o che comunque possa turbare i giovani.

Le decine di migliaia di ragazzi e ragazze omosessuali che vedranno l’attesa trasmissione e che hanno la stessa età delle due artiste russe proprio a quell’età cominciano, come tutti, a vivere le loro prime esperienze di amore e di affetto. Perché a loro si inibisce la possibilità di vedere rispecchiati i propri sentimenti, la propria affettività nell’esibizione di due cantanti, come accade da sempre per tutti gli altri loro coetanei eterosessuali? Ma soprattutto perché privare anche questi ultimi dell’opportunità di comprendere in modo naturale che esistono anche altre forme di relazioni affettive tra le persone, anche tra i giovani come loro, che come tutte le altre possono essere liberamente e legittimamente interpretate e rappresentate dall’arte, dalla musica, dallo spettacolo?

In un periodo in cui i serial televisivi più seguiti proprio dai giovani inseriscono personaggi esplicitamente gay nelle loro vicende, in cui le aziende aprono alla pubblicità (trasmessa sulle principali reti televisive nazionali e in ogni orario) con espliciti riferimenti all’omosessualità e in cui si inizia timidamente a parlare di sessualità diverse nei corsi di educazione alla sessualità delle scuole, apparirebbe davvero anacronistico e codino censurare quel bacio.

Riteniamo che questa scelta rappresenterebbe non solo un grave insulto verso tutti i giovani omosessuali di questo paese, rifiutati nella loro identità e nella loro dignità di cittadini di pari valore, ma anche un’offesa all’intelligenza di tutti i loro coetanei, senza alcuna distinzione, ritenuti incapaci di comprendere appieno il valore positivo di affetto, intimità, libertà che un bacio, in pochi secondi, ha la capacità di trasmettere.

Non ci aspetteremmo questo da parte di una rete televisiva da sempre attenta al mondo giovanile e alle trasformazioni della società.

Certo di un Suo ripensamento, le porgo i migliori auguri di buon lavoro

Sergio Lo Giudice
Presidente nazionale Arcigay

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