COPPIE GAY ALLA RIBALTA

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Polemiche dopo 'Porta a porta' dedicato alle unioni gay. Ma De Giorgi e Grillini si dichiarano soddisfatti: "Mastella e Mussolini aderiscono alla legge sul Pacs. Eccesso di visibilità...

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PISA – «Ci criticano per l’eccesso di visibilità mediatica? Ma è proprio questo che ci ha permesso di portare al centro del dibattito la questione delle unioni gay, e che ci ha fatto raccogliere l’adesione anche di persone fino a qualche tempo fa poco "gay-friendly"». Il giorno dopo, Grillini traccia un bilancio positivo del dibattito svoltosi a "Porta a Porta", il "sancta sanctorum" televisivo di Bruno Vespa, cui hanno partecipato Alessio De Giorgi e Christian Panicucci, novelli "sposi" o, meglio, "pacsati" gay. I primi a farlo in Italia: ed è proprio questo che ha attirato l’attenzione dei media suscitando lo scalpore che ha condotto i due a confrontarsi televisivamente con il ministro dei Rapporti col Parlamento, Carlo Giovanardi, gli onorevoli Mastella (centrosinistra) e Mussolini (centrodestra), l’avvocato Maretta Scoca e il vescovo di Como mons. Maggiolini, alla presenza del presidente onorario dell’Arcigay e deputato Ds Franco Grillini. E’ intervenuta anche la ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo, che ha ribadito che «il piano del Governo non prevede il riconoscimento delle coppie di fatto», posizione confermata anche da Giovanardi.

Alessio De Giorgi si dice tutto sommato soddisfatto della serata: «Siamo riusciti a far passare alcune cose, come l’adesione di Mastella al progetto di legge sul Pacs, che considero importanti». Dello stesso tono la reazione di Grillini: «Anche la Mussolini ha lasciato intendere che firmerà il progetto di legge sulle convivenze da me presentato lunedì scorso» afferma. In ogni caso, secondo il presidente onorario Arcigay, il solo fatto di approdare al salotto di Vespa costituisce un fatto senza precedenti, «per il quale credo che occorra ringraziare Alessio e Christian che con il loro gesto hanno portato l’attenzione pubblica sulla battaglia relativa alle unioni gay». E la visibilità data dai mezzi di informazione a quel gesto, non giustifica, secondo Grillini, le critiche di "spettacolarizzazione" ieri avanzate da molti degli ospiti presenti: «A parte il fatto che queste critiche giungono da esponenti di una maggioranza che detiene il controllo del 90% dell’informazione, nel nostro paese, se si vuole parlare a una grande pubblico, è inevitabile agire in questo modo. E’ stata l’esplosione mediatica voluta da Alessio e Christian che ha consentito di aprire il dibattito».

Se Grillini può vantare di aver "portato a casa" l’adesione verbale di Mastella e della Mussolini al progetto di legge sul PaCS, in realtà le posizioni emerse nella puntata di ieri di "Porta a Porta" non sono affatto tutte favorevoli. «I contributi per le famiglie il Governo continuerà a darli solo a quelle eterosessuali – ha detto ad esempio il ministro Giovanardi – che possono garantire un futuro ad un Paese dove c’è una grande denatalità. E’ impensabile affiancare questo modello di famiglia a quello della famiglia costituzionale altrimenti tra venti anni saremo estinti». «E’ una battutaccia da bar Sport – taglia corto Grillini, commentando a freddo le affermazioni del ministro – ed è assurdo affermare che se si accettassero le coppie gay si corre il rischio dell’estinzione. Piuttosto bisognerebbe preoccuparsi della sovrappopolazione che affligge il pianeta».

Un coro di no alle adozioni per le coppie gay è arrivato da tutti i politici presenti. Ma la polemica si è accesa soprattutto quando Alessio De Giorgi ha ammesso che a spingerlo a coronare il "sogno d’amore" con il suo compagno proprio nella Capitale è stato anche un fatto politico: «non mi dispiaceva che la cerimonia si svolgesse in una sede non lontana dal Vaticano». Apriti cielo: Giovanardi ha parlato di piccola provocazione inutile e di cattivo gusto: «Io sono tollerante e voi non lo siete», ha aggiunto il ministro. Replica anche da parte di Alessandra Mussolini: «trovo poco furbo farlo come una sfida. Andiamo avanti passo dopo passo e con calma. Avrei evitato se fossi stata in voi qualche aspetto di colore». E’ polemica anche la risposta di Clemente Mastella secondo il quale si può parlare «di libertà quando non c’è stravaganza. Non mi piace questa sfida al Vaticano. Tanto clamore ed eccitazione non incoraggia la strada che molti di voi hanno intrapreso – ha aggiunto Mastella rivolto alla coppia gay – perché sono contrario alle esibizioni».

Secca anche la replica del vescovo di Como Alessandro Maggiolini: «non riesco a capire come si possa utilizzare un momento così intimo e privato che dovrebbe sanzionare un amore in una azione politica e di cattivo gusto».

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C’è stato poi un duro botta e risposta tra lo stesso presule e il presidente onorario di Arcigay Franco Grillini quando nel corso della trasmissione mons. Maggiolini ha detto ironicamente «non vedo perché in queste unioni ci si debba fermare solo alla coppia, magari potreste aprirle a quattro o cinque persone o magari a uno stadio». Replica di Grillini: «ma tutto questo già succede nei vostri seminari».

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