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Il "Dizionario dei telefilm" scopre i segreti dei serial tv

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Sapevate che Ellen non è l’unico telefilm a tematica omosessuale? Sapevate che dagli anni ’60 l’America ha prodotto decine e decine di serie gay? Alcuni sono arrivati sui nostri schermi, altri non li vedremo mai, e altri ancora hanno cambiato direzione in fase di montaggio. Parliamo di serie quali "Con affetto tuo Sidney" (Love Sidney), creata da Oliver Hailey come sequel al film-tv

"Sidney Shorr: a girl’s best friend", dal quale mostrava una differenza significativa: nella pellicola Sidney era omosessuale, ma i dirigenti dell’NBC – nonostante il parere contrario degli autori – imposero invece la condizione dell’eterosessualita’ ai produttori.

La stessa sorte toccò a "Kate and Ellie": la serie racconta di due amiche del collegio che vanno a convivere in un appartamento di Greenwich Village con i rispettivi figli dopo che i reciproci matrimoni sono andati a rotoli: Susan Saint James interpreta la bruna Kate McArdle, quella con maggiore esperienza e politicamente attiva; Jane Curtin – vincitrice dell’Emmy nel 1984 e nel 1985 – e’ la bionda e piu’ conservatrice Allie Lowell. Per evitare qualsiasi accusa di lesbismo nei confronti delle due protagoniste la CBS impose che Kate ed Allie venissero sempre filmate mentre andavano nelle rispettive camere da letto.

Passando attraverso classici quali "Tre cuori in affitto", dove un fantastico John Ritter da vita al personaggio di Jack Tripper, un aspirante cuoco playboy che per potere dividere l’appartamento con due ragazze si finge omosessuale sia nei confronti dei loro parenti che dei padroni di casa, si arriva a serie più moderne, come "Xena la principessa guerriera".

Il serial neozelandese ha talmente tanti sottintesi lesbici che è diventato un cult in ambiente gay e le protagoniste, Xena e Olimpia, sono state elette "coppia ideale" in diversi mardi gras australiani.

I telefilm hanno una storia, una vita propria, e chi li segue con passione non si accontenta di guardare le immagini sullo schermo, ma vuole conoscerne i retroscena che li accompagnano dalla creazione alla messa in onda. Per tutti gli appassionati di telefilm, arriva un prodotto inedito: scritto a quattro mani da Leo Damerini, addetto stampa di Mediaset, e Fabrizio Margaria, il "Dizionario dei telefilm" è un’opera completa, unica in Europa.

Dice Damerini: «Seguo i telefilm da quasi 10 anni come promozione, ma ne sono sempre stato appassionato, fin da quando trasmettevano "Gian Burrasca". Quando sono approdato in televisione, mi sono affezionato ai telefilm, ho iniziato a seguirli, guardarli, studiarli. Per esigenze di lavoro, con il mio collega abbiamo deciso di studiare gli archivi Mediaset, e poi ci siamo allargati: testimonianze, siti internet, fan clubs, ecc… alla fine avevamo così tanto materiale che abbiamo deciso di fare un Dizionario assolutamente completo.»

Talmente completo che tra le oltre 1500 serie recensite, raccoglie dati su decine di serial a tematica più o meno apertamente gay, sia che abbiano protagonisti omosessuali, sia che in qualche episodio siano apparse delle guest stars che introducevano l’argomento. Uno dei migliori pregi dell’opera sta nei collegamenti storici: ad esempio, le generazioni più giovani che oggi vedono X-Files, forse non sanno che negli anni ’60 esisteva una serie che si intitolava "Ai confini della realtà", che trattava le stesse tematiche, o che magari il rapporto che si instaura tra Moulder e Scully assomiglia un pò a quello che c’era in

"Agente speciale" tra John Steed e Emma Peel.

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Chi magari ricorda "Quel selvaggio West" non sa che è stata una delle prime serie gay della storia della televisione, per stessa ammissione del suo creatore che era omosessuale dichiarato. I due protagonisti, Jim West e Artemus Gordon (interpretati da Robert Conrad e Ross Martin) vivono le loro folli avventure nel West, dove incontrano scienziati pazzi o illusionisti che attentano alla vita dell’America. Un vero cult degli anni ’60, anche perchè mescolava due generi: West e fantascienza. Il film "Wild Wild West" di qualche anno fa con Willy Smith ne era un remake moderno. I protagonisti si travestivano spesso da donne, e quando uno dei due trovava una fidanzata l’altro diventava geloso: questa è stata forse la prima serie che è arrivata in Italia con due protagonisti pseudo-gay.

Da allora la TV ha levato molte barriere e a piccoli passi, i telefilm hanno fatto proprio un "coming out" in questo senso, anche se in Italia si fanno un passo avanti e due indietro: il rinomato "Queer as Folks", nato in Inghilterra e già rifatto in America, è stato eliminato improvvisamente dalla prevista programmazione senza alcun motivo. Il Dizionario è il libro adatto per coloro che amano la TV, che vogliono scoprire il "dietro le quinte" e le curiosità legate alle proprie serie preferite e agli attori che ne sono protagonisti.

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