Diego Passoni: “Ecco perché ho deciso di sposarmi”

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L'amore, i sogni, le fedi, il viaggio di nozze, i suoceri e la scelta delle bomboniere: a pochi giorni dal grande giorno Diego racconta tutto a Gay.it.

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Diego Passoni aveva le idee chiare sul suo futuro: non pensava minimamente che un giorno si sarebbe sposato. O almeno così dice. Pensava che il suo futuro sarebbe stato tra gatti randagi, scatolette al manzo e croccantini di pollo.

Invece, perché la vita è sempre piena di imprevisti e ricca di colpi di scena, per la voce (oramai) storica di Radio Deejay è arrivato il grande giorno. Infatti, a quarant’anni suonati e dopo qualche anno di convivenza, Diego, l’ultimo ragazzo single della Milano che conta, si sposerà con Pier Mario Simula sabato prossimo a Palazzo Reale. Ma chi saranno gli invitati? E i testimoni? E perché ha scelto di dividere il grande giorno in un due tranche? Avrà fatto una lista di nozze? E alle bomboniere chi ci avrà pensato? Ma soprattutto: cosa avranno inciso nelle fedi?

Si può già dire: “congratulazioni”?

Ma certo! Non sono superstizioso, per me portano bene anche prima dell’evento.

Avresti mai pensato che sarebbe arrivato anche per te il grande giorno?

Fino a qualche anno fa, a dire il vero, non pensavo nemmeno che avrei avuto una relazione stabile. Ero abbastanza vicino ad entrare nel mood “gattara”, e invece…

Quali sono i motivi che ti hanno portato a scegliere di fare questo grande passo?

Il grande passo si fa tutti i giorni, ed è un grande passo verso l’altro, provando a imparare a lasciare indietro qualcosa delle tue priorità, e accogliendo le sue. È un lavoro a volte difficile su di sé, ma l’unico per trovarsi davvero, ed è un lavoro lungo una vita intera.  

Quando qualcuno sostiene che il “matrimonio” sia la rovina di ogni coppia, a pochi giorni dalla tua unione, come ti fa sentire?

Penso che nelle relazioni non ci siano regole; l’amore va da sempre dove vuole e non ci sono mai strategie. Vogliamo e lottiamo da sempre per la libertà di vivere l’amore in tutti i modi possibili, però siamo noi i primi a essere spesso conformati a stereotipi più dei conformisti stessi. Per esempio, noi, al terzo round della nostra storia, che è iniziata quasi dieci anni fa, siamo la dimostrazione che la minestra riscaldata è buona, anzi: squisita! 

Tua mamma come ha preso la notizia della vostra unione?

Mia mamma chiede continuamente a Pier Mario se sia davvero sicuro di tenermi per tutta la vita. Non ha molta fiducia in me come compagno di vita!

E i tuoi suoceri?

Sono due persone per bene e con me sono sempre stati deliziosi. Con sua mamma mi rilasso, mia suocera è splendida: una signora discreta e molto gentile. Con suo padre mi confronto in continuazione su progetti culturali e artistici.

 

Andiamo sulle domande impegnate: che look avete scelto per il grande giorno?

Vista la data, qualcosa di fresco. Io devo ringraziare Andrea Pompilio, che è un designer di talento che mi onorerà con un suo abito. Pier Mario, invece, ha scelto un completo di Antonio Marras.

Vi siete affidati ad un wedding planner alla Enzo Miccio o avete fatto tutto da soli? 

Abbiamo chiesto all’amica Cecilia di aiutarci a mettere insieme i pezzi, ma non faremo una festa in stile Boss delle Cerimonie. Avendo un gruppo di amici e parenti già molto colorito, abbiamo puntato alla sobrietà per il resto. Si fa per dire, naturalmente. (ride, ndr)

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Hai parlato della scelta dell’anello, ma non delle fedi. Come saranno?

Le più classiche del mondo, in oro giallo. All’interno abbiamo fatto incidere il titolo di una serie tv, che però era la frase più semplice e rappresentativa: “This Is Us”, che sarà anche l’hashtag ufficiale della giornata.

Apprendo dalle pagine di Vanity Fair che la cerimonia sarà divisa in due parti: il pranzo con i familiari e testimoni, mentre la festa, la sera, con il resto degli invitati. Insolita come cosa, no?

La mattina, in comune, vogliamo dare risalto alla parte istituzionale, all’esercizio del nostro diritto a unirci, e di come questo diritto sia un pezzo di un cammino lungo e mai finito. E come puoi immaginare è la parte che ci interessa di più.

Sei da sempre molto salutista. Che menù avete adottato per il grande giorno?

Salutista? Io? non direi! Comunque mangeremo e berremo un po’ di Sardegna. Abbiamo scelto le nostre pietanze preferite. Tutto verdure, crostacei e formaggi.

Che tipo di festa farete la sera?

Sicuramente sguaiata, spero anche divertente. Sarà in un posto a noi molto caro: “Al Fresco”.

E quanti invitati ci saranno?

Siamo già oltre le previsioni, ci stringeremo!

Piuttosto, il tuo futuro marito ha detto di essere rimasto piacevolmente colpito dal modo in cui tu ti prendi cura di te stesso. Un po’ strana come cosa, no?

È la dimostrazione che mi conosce profondamente. Tolta l’attrazione e le affinità, c’è una dimensione in cui dell’altro impari ad amare l’anima, e come combatte le sue battaglie, il modo in cui prova a fare bene tutti i giorni e lottare per il meglio.

E tu hai detto di esser rimasto colpito dal suo rimanere quando nessuno sarebbe rimasto. Se ti dicessi che mi son perso?

Semplicemente: quando cadono le maschere, e resti in piedi, nudo in tutto il tuo essere fragile, storto, e anche sbagliato, è il momento in cui l’altro ha la possibilità di conoscerti per come sei davvero. E a quel punto, se ti resta accanto, diventa la tua casa. 

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