Edoardo Pesce (I Cesaroni): “Dopo il bacio gay, anche le adozioni”

di

L'attore: "Il bacio gay dei Cesaroni scandalizza? Siamo indietro al pari dell'Ucraina"

17960 0

Se fosse un bimbo andrebbe già alle elementari e molti genitori (nonché i loro bambini) ormai la seguono con fedeltà da ben sei anni. Stiamo parlando de “I Cesaroni”, serie tv di ruspante romanità in onda nella prima serata del martedì su Canale 5, ormai entrata nel costume nazional-popolare italiano anche se ispirata in realtà alla spagnola “Los Serrano”. Radicata nello storico quartiere della Garbatella, di cui utilizza alcune location naturali, ultimamente languiva un po’ come ascolti, ravvivati nella nuova edizione dalla polemica per la relazione gay del nuovo arrivato, un fratello dei Cesaroni di cui non si conosceva l’esistenza, l’avvocato Annibale, e di suo marito Luigi sposato in Spagna. Il casto bacio tra i coniugi ha scatenato reazioni omofobe di alcuni spettatori che si dovranno rassegnare: nella terza puntata dell’altro ieri l’omosessualità di Annibale è stata resa nota alla famiglia. Ne abbiamo parlato con Edoardo Pesce che interpreta Annibale, in procinto di andare su un altro set, quello cinematografico di “Se Dio vuole” di Edoardo Falcone dove recita con Laura Morante e Alessandro Gassman (proprio quest’ultimo aveva interpretato, ma per solo due episodi, un altro personaggio gay nella seconda serie de “I Cesaroni”, tale Oreste, il quale però tentava il suicidio).

Come è nato il personaggio di Annibale Vitale e perché hai scelto di interpretarlo?

Quando ho fatto il primo provino, il personaggio non era omosessuale: me l’hanno detto solo in seguito. Ho deciso di non renderlo una macchietta, ho puntato sulla naturalezza. Non volevo fare “Il vizietto” ma che avesse massima dignità. Desideravo che in una fiction nazionalpopolare il tema dell’omosessualità fosse raccontato in maniera più realistica.

C’è stato feeling con Gianluca Gobbi che interpreta tuo marito Luigi Romeo?

Gianluca è un attore teatrale dello Stabile di Genova, avevo già lavorato con lui in “Ultimo”. È stato semplice entrare in sintonia, ci siamo divertiti. Più che un amante, Luigi per Annibale rappresenta una famiglia, una figura anche paterna. È una sorta di compensazione famigliare.

Perché, secondo te, un bacio gay in prima serata scandalizza ancora l’Italia?

Non lo so, siamo in un Paese arretrato su questo tema forse al pari solo dell’Ucraina. Il cinema l’ha sdoganato da tempo ma la tv non ancora.

Che pensi dei commenti omofobi sulla pagina Facebook di Tv Sorrisi e Canzoni?

Mi ha un po’ inquietato questa diatriba con alcuni cattolici tradizionalisti. Questi commenti omofobi sono assurdi. Purtroppo c’è un ritorno a una certa omofobia. Se pensi a quanti ragazzi gay si suicidano o cadono in depressione, è preoccupante.

La scena della bottiglieria in cui Cesare, interpretato da Antonello Fassari, s’immagina un matrimonio gay supercamp è significativa: molti italiani vedono ancora l’omosessualità con gli stessi cliché di Cesare.

Penso che sia proprio così, rappresenta la visione di tutte le persone che considerano l’omosessualità una cosa diversa dal modo di intendere un rapporto tra due individui.

Sei favorevole o contrario a matrimoni e adozioni gay?

Assolutamente favorevole sia al matrimonio che alle adozioni omosessuali: ci sono così tanti figli infelici di coppie etero! Sono fidanzato con una ragazza olandese che ha una coppia di amici gay. Uno dei due è figlio di due donne omosessuali e il fratello di una delle ragazze ha dato il seme alla cognata.

Leggi   Torino, omofobia in una panineria: "Questo è da campo di concentramento"

La tua romanità è forte: come vedi Roma? Non trovi che sia una città in cui purtroppo l’omofobia perdura?

Sì, c’è ancora molto forte questa omofobia, lo senti dappertutto, il tema è affrontato in maniera superficiale. Ho anche frequentato locali gay quali l’Alpheus e la Muccassassina, vado al Gay Village. Noto un certo ‘overacting’ negli omosessuali più giovani, quasi una macchiettizzazione provocatoria da parte di loro stessi, come se dicessero: “Sono così, qual è il problema?”.

Conosci “Plus belle la vie”, il serial francese su France 3 in cui il personaggio gay del barista fidanzato col dottore va avanti da dieci anni e recentemente hanno preso in affido un maschio e una femmina? Credi che il personaggio di Annibale ‘sopravviverà’ a lungo?

Non lo conosco ma ne “I Cesaroni” verrà trattato questo argomento: Annibale e Luigi vogliono adottare un bambino in Spagna.

Mi puoi dare qualche altra anticipazione sulle prossime puntate? I Cesaroni accetteranno definitivamente l’omosessualità di Annibale o “l’unica famiglia” resterà Luigi?

Diciamo che avranno varie reazioni, ogni fratello rappresenta un punto di vista diverso: Augusto è il più liberale, Cesare ha una visione più tradizionale. Ci sarà una sorta di famiglia allargata.

Hai interpretato altri ruoli gay nella tua carriera?

È il primo ruolo di omosessuale ma nella serie “Romanzo criminale” il mio personaggio, Ruggero Buffoni, andava a trans. Quando trovano la sua carta di credito in mano a una transessuale lui confessa: “Siete una manica di limitati!”. Quella battuta l’ho inventata io.

Un’altra tua grande passione è la musica: tornerà il tuo spettacolo di teatro e canzone “I was born in Tor Bella Monaca”?

Lo sto rivedendo, devo aggiustarlo un po’ ma posso dirti che tornerà l’11 dicembre.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...