E.R., LESBICHE IN PRIMA LINEA

di

Dietro il coming out della dottoressa Weaver.

756 0

Fanno già discutere gli sviluppi sentimentali di alcuni dei protagonisti di E.R. Medici in Prima Linea in onda ogni lunedì sera su RAI 2 in prima serata.

La serie televisiva nata dalla penna di Michael Crichton (notissimo scrittore, autore di bestsellers tradotti in tutto il mondo in più di ventiquattro lingue n.d.a) e prodotta dallo stesso insieme alla Amblin Television (di Steven Spielberg) e a John Well, porta sui teleschermi una storia omosessuale.

Gli sceneggiatori della celebre serie tv nelle storie trattate avevano più volte inserito il tema dell’omosessualità coinvolgendo pazienti affetti da Aids, oppure affrontando lo scomodo tema delle decisioni da prendere in casi d vita o di morte e l’impossibilità legale di assecondare il compagno o la compagna di fronte all’autorità parentale legittima. Ma stavolta ad essere coinvolte in una relazione sono due protagoniste: la Dottoressa Carrie Weaver (responsabile del pronto soccorso) e la Dottoressa Legaspi (di psichiatria).

I segnali precursori di un interesse un po’ più che amichevole da parte della Legaspi si erano manifestati alla fine della scorsa stagione, ma quello della Weaver sembrava spostato altrove. Omosessuale dichiarata fin dall’inizio, la Legaspi aveva preso a condividere più tempo con la Weaver con la quale aveva intensificato i rapporti professionali già da diverse puntate.

L’orientamento sessuale della responsabile del pronto soccorso era sempre stato chiaro, si sa che in passato aveva avuto un paio di relazioni sentimentali finite male, e non ultima una che l’aveva coinvolta anche sul lavoro.

Quello della Weaver è sempre stato un personaggio scomodo, odiato/amato dai colleghi e dallo stesso pubblico. Piccola di costituzione dai capelli rossi corti tagliati a maschietto, severa e inflessibile, stacanovista e perfezionista fino all’inverosimile, è sempre stata pronta a controllare l’operato dei "suoi" medici, ma anche ad assecondarli e a difenderli con fermezza. La stampella che si trascina per i corridoi ha spesso suscitato l’ironia del personale medico, ma nello stesso tempo le ha dato un senso di "demoniaca autorità" esercitata ad ogni occasione. Il suo personaggio è stato inserito nella seconda stagione della serie, anche se è la terza che l’ha messa al pari dei suoi colleghi per spazio dedicato all’interno delle puntate. Inizialmente era relegata al ruolo di "cane da guardia" che fiutava le mancanze dello staff, un po’ un’antagonista ai "buoni", ma ben presto questo ruolo ha perso forma e gli sceneggiatori hanno scritto per lei storie sempre più presenti o che hanno dato adito a pettegolezzo come la breve relazione con un affermato professionista di colore.

Anche quest’anno non si smentisce e spiazza gli spettatori con la decisione di intraprendere una relazione con la collega, inizialmente rifiutata. Impacciata, titubante e timida tutta d’un tratto nel salutarla con un bacio la prima di andare in ospedale, dopo una notte trascorsa insieme, ritrova impeto e fermezza nel sottolineare che quanto è successo tra loro deve rimanere segreto. Staremo a vedere.

L’attrice Laura Innes, che interpreta la Dottoressa Weaver ha avuto nel 1997 la Notion Per gli Emmy nella Categoria per miglior attrice non protagonista così come nel 1998, nello stesso anno ha vinto lo Screen Actors Guild Awards nella categoria Miglior Ensemble (nominata anche nel 99′)ed ha avuto la Notion Viwers for Quality Television Awards nella categoria miglior attrice non protagonista. Degno di nota il suo ruolo accanto a Gene Hackman e Morgan Freeman in Deep Impact del 1998.

Leggi   Trono gay, minacce anonime a Maria De Filippi: "Ora tremo"

di Elena Torre

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...