GAY SENZA BARRIERE

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Intervista a Massimo di Felice, regista e curatore di 'Good as you'. Che ci svela i retroscena, le intenzioni e gli argomenti del primo programma gay della tv...

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"Il nostro scopo? Diffondere in tutti delle sane insicurezze, in modo da mettersi tutti in discussione, gay e etero, e aprirsi così al gioco imprevedibile della vita!" Così parlò Massimo di Felice. E’ lui il factotum, il genietto che ha fatto uscire dalla lampada la prima trasmissione tutta gay in una tv italiana (vabbè, una pay tv, ma che ci possiamo fare se la Rai ha cassato ‘Gaiezza’?). E’ lui il regista e curatore di "Good as you", colui che ha preso il format francese, lo ha ‘iniettato’ di impertinenza e maggiore improvvisazione, insomma lo ha nutrito con più ‘calorie’ e ne ha fatto un programma condotto da "quattro non-professionisti in scena, nel ruolo di autori di sé stessi". Così il regista descrive Sandro, Benedetta, Gianna e Roberto (clicca qui per le loro schede), i quattro ‘ragazzi qualunque’ ma neanche tanto visto che sono prima di tutto belli, poi bravi perché hanno, si dice, un talento quasi naturale davanti alla macchina da presa. Loro, i quattro ragazzi, scrivono, inventano e realizzano Good As You, in onda su Canal Jimmy emittente della piattaforma Tele+ Digitale, ogni giovedì alle 21. E con i ‘magnifici quattro’ ci sarà Pierluigi Diaco nel ruolo dell’etero impunito, a fare quel che gli riesce meglio, ovvero provocare. E ci sarà anche una cara, ‘vecchia’ conoscenza: nei panni della dottoressa Fullin, a rispondere alle lettere dei telespettatori, una specie di posta del cuore insomma, il talentuoso e scoppiettante Alessandro Fullin.

Diradato ormai il mistero intorno al primo programma gay della televisione italiana, parliamo con Massimo di Felice di quali saranno i temi trattati nelle prime puntate (Gay.it ha messo a disposizione sui forum una linea diretta con la redazione del programma – clicca qui) e dei retroscena, i dietro le quinte.

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