GAY.TV A RISCHIO CHIUSURA?

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Voci di corridoio o timori fondati? E' crisi economica per l'unica emittente gay al mondo. Motivo? Le aziende non investono sui media gay. Ma guadagnano sui loro soldi....

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Continuano a inseguirsi “voci di corridoio” su una possibile imminente chiusura di GAY.tv. Fabio Canino, dal palco del Kiss2PaCS, lo scorso 14 febbraio, ha lanciato un accorato appello: «GAY.tv rischia la chiusura e non certo per mancanza di pubblico! – ha detto Canino – Questa tv, unica al mondo, pur con un grandissimo ascolto e gradimento, rischia la chiusura per mancanza di pubblicità. Infatti i grandi inserzionisti pubblicitari rifiutano di fare pubblicità su una tv con questo marchio».
E’ purtroppo vero: le grandi aziende in Italia non hanno ancora superato il blocco psicologico che le tiene lontane dal mondo della pubblicità su media gay, ed ogni iniziativa legata al mondo della comunicazione omosessuale ne ha esperienza diretta. E sicuramente fa arrabbiare sapere che molte di queste aziende – pensiamo a quelle che lavorano nel campo della moda – sono create e gestite proprio da omosessuali.
GAY.tv nasce nel maggio 2002, dall’idea di costruire un media digitale a 360°, a tematica gay, con contenuti di alta qualità e rivolti non solo al pubblico gay, ma a chiunque abbia piacere, voglia e anche necessità di seguire un punto di vista nuovo. Dalla fiction al cinema, dall’intrattenimento puro a quello di informazione, e tanta musica: il palinsesto di GAY.tv è ricco e variegato, come variegato è il pubblico, protagonista sempre grazie alle sinergie di contenuto tra tv, web, telefonia ed eventi live.
Il gruppo finanziario che investe nel progetto GAY.tv è una holding di capitali olandesi, la Corill, attivo nella produzione e distribuzione di contenuti digitali per tv, web e telefonia.
Ora tutto questo è a rischio. Nulla è definito, e i dirigenti dell’emittente più amata anche dai lettori di Gay.it ci hanno garantito che presto ci comunicheranno come stanno esattamente le cose. Certamente le voci che si inseguono non sono tutte fondate: ieri è apparso sul forum di www.gay.tv la notizia secondo cui l’80% del personale sarebbe già stato licenziato. Infondata. Niente di tutto questo è accaduto ad oggi, anche se chiaramente non è possibile escludere un ridimensionamento futuro.
«Non sempre le cose vanno come dovrebbero. Sicuramente non vanno sempre come vorresti – scrive Giuliano Federico, responsabile del sito internet di GAY.tv – Alcune volte però, hai la netta percezione che i tuoi desideri, oltre ad essere tali, sono condivisi anche da altri. Perché in fondo possiamo dirlo, che ci sono cose giuste a prescindere. Io credo che per esempio GAY.tv sia una cosa giusta, a prescindere». Federico continua dicendo che GAY.tv «dovrebbe, e dico dovrebbe, esistere a prescindere persino dalla sua effettiva capacità di generare profitto, di essere cioé un business. Ma questo non è possibile. Oggi non c’è spazio per nulla che non generi movimento di denaro. Questa è la realtà di GAY.tv, un’impresa che vuole essere qualcosa in più di un’impresa di business. Adesso sta a chi la ama e a chi ne ha intuito il valore in senso assoluto, partecipare a questa impresa».
Intanto Fabio Canino halanciato una azione simbolica per dimostrare l’effettivo potere di acquisto della comunità gay: «GAY.tv ha presentato una Compilation mooolto gaya dal titolo Movin Out la compilation di gay.tv. Se questa compilation riesce ad entrare a breve nelle classifiche di vendita dei cd si dimostrerà una volta per tutte che la comunità gay ha un enorme potere d’acquisto obbligando così le grande aziende a fare pubblicità mirate anche per noi».

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