Giornalista gay minacciato durante la sua trasmissione tv

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E' successo sabato scorso a Maurizio Gregorini, conduttore di "Outing" programma in onda su Teleroma 56. In studio l'avvocato di Arcigay: "La violenza omofobica facilitata dalla mancanza di...

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Minacce di morte e insulti al giornalista Maurizio Gregorini, recapitati durante la puntata di sabato 14 febbraio della trasmissione ‘Outing’, il programma a tematica gay di Teleroma 56 condotto da Gregorini stesso. "Maiali rotti in culo per voi faremo nuovi lager. Vogliamo la razza pura, ne vedrete molti di più di morti  froci e lesbiche", sono alcuni dei messaggi oltraggiosi giunti al giornalista . La notizia è stata diffusa oggi dopo che Gregorini ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Roma tramite l’avvocato Daniele Stoppello, responsabile legale di Arcigay Roma, presente in studio durante la trasmissione.

"Ero presente in studio – ha dichiarato Stoppello – quando tra i vari sms inviati in trasmissione sono giunti anche questi messaggi minacciosi ed intimidatori. Trovo inaccettabile che in un programma in cui si tratta il tema dell’omofobia intervengano persone così violente nel pensiero e così irresponsabili da non temere di poter essere perseguiti penalmente. Credo che la denuncia in simili casi sia l’unico modo per far emergere le proporzioni dilaganti della violenza omofobica, esternata facilmente per l’assenza di leggi specifiche che tutelino le persone lesbiche, gay".

"C’è un clima culturale molto ostile verso le persone lesbiche e gay e trans – afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma – I segnali sono di tutti i tipi e coinvolgono ampi settori della società. Adesso abbiamo bisogno più che mai di mettere in campo una vera offensiva, ma abbiamo bisogno di un grande sostegno da parte delle Istituzioni, in quanto la maggior parte delle vittime di episodi di omofobia, dalle minacce alle aggressioni, non denuncia i fatti per paura che le conseguenze in famiglia, a scuola o sul posto di lavoro, possano peggiorare la propria situazione, specialmente quando non hanno dichiarato il proprio essere gay o lesbica, diventando cosi’ vittime dei propri aguzzini".

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