GOOD AS YOU, FROCI IN TV

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Che differenza c'è tra "ricchione" e "finocchio"? Per la sesta puntata del magazine gay, un viaggio tra le molestie e gli insulti sul luogo di lavoro, nel mondo...

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Good As You, il primo magazine orgoglioso di essere omosessuale trasmesso su Canal Jimmy (in esclusiva su Tele+ digitale) è arrivato al suo sesto appuntamento! I quattro giovani conduttori, Sandro Cisco, Benedetta Emmer, Gianna Pala Contini e Roberto Stocco, che hanno brillantemente superato la prova (anche stando ai giudizi che sono stati espressi sul forum di Gay.it, sul quale i quattro dialogano con gli spettatori) hanno preparato una puntata speciale per giovedì 30 maggio alle 21,30 su Canal Jimmy – Tele+ Digitale. Ci racconteranno del coming out di un celebre cantante lirico, di un’artista transgendere molto atipica, ci parleranno di mobbing e della terminologia usata in genere per definire i gay, e infine ci porteranno a teatro. Ma vediamo il programma nel dettaglio.

Gianna Pala Contini ci presenterà un servizio dedicato a Gianni Socci, cantante lirico di buona fama nazionale e internazionale, che racconterà come e perché a un certo punto della sua vita ha deciso di scrivere un libro, non pubblicato, sulla sua vita di omosessuale e di distribuirlo ad amici e conoscenti. Un coming out radicale e totale nella sua cerchia sociale che, se ha allontanato coloro che non l’hanno accettato, ha suscitato invece un rapporto più profondo con quelli che oggi sono suoi amici. Ma cos’è un coming out? I conduttori-autori di Good As You ci chiariranno una volta per tutte il significato di espressioni come coming out, outing, fag hagg, così come ci spiegheranno la differenza tra le parole italiane “frocio”, “ricchione” e “finocchio”.

Sempre Gianna Pala Contini ci farà poi conoscere Herman Castriota, un artista transgender dalla figura assolutamente androgina, un cantante e violinista con un repertorio musicale che spazia dalla musica classica al pop. Ci parlerà della sua partecipazione alla compilation Tutti pazzi per Rettore e a quella Nessuno mi può giudicare, ideata in occasione del World Pride 2000.

Dopo il bel canto e la musica, l’eterodisturbatore Pierluigi Diaco e i nostri quattro conduttori torneranno nel backstage per discutere dei problemi di discriminazione che possono sorgere sul luogo del lavoro, avvalendosi della partecipazione di un’esperta, la dottoressa Maria Gigliola Toniollo, Responsabile Ufficio Nuovi Diritti della CGIL. La dottoressa racconterà come fino a dieci anni fa il problema della discriminazione per orientamento sessuale fosse ignorato anche dagli stessi sindacalisti, finché con alcuni colleghi decise di dare vita al primo telefono amico per gay e lesbiche e al primo sportello di consulenza presso la CGIL di Milano. Oltre ai casi particolari di mobbing di cui sono vittime gay e lesbiche, la dottoressa Toniollo segnalerà la difficile situazione dei/delle transessuali, costretti a difendere a tutti i costi il lavoro quando ce l’hanno, superando battute mordaci, ostilità quotidiane e incomprensioni, ma penalizzati soprattutto quando sono in cerca di lavoro, per il fatto di avere un nome che non descrive un genere.

Ma come dimenticare la dottoressa Fullin e la sua altrettanto preziosa “consulenza medica”? A lei il compito di svelare altri lati della cultura gay, lesbica e trans, grazie agli spunti provenienti dal pubblico a casa.

Sandro, Benedetta, Gianna e Roberto ci porteranno poi al teatro Testaccio di Roma dove è in programma fino al 2 giugno lo spettacolo Maschio non mi somigli affatto – scritto e diretto da Gabriele Pinotta, Igor Dammassa e Giacomo Gensini – ovvero “una serata tra amici”. Sì, perché per entrare dovranno suonare il campanello e aspettare che i due attori dello spettacolo, gli stessi Gabriele Pinotta e Igor Dammassa, li introducano nel teatro che non è più palco e platea, ma il loro appartamento. Si sederanno quindi su poltrone, divani e cuscini come semplici ospiti, non più come spettatori, e saranno invitati a prendere parte a un acceso e coinvolgente confronto tra Gabriele e Igor, eterosessuale l’uno omosessuale l’altro, la strana coppia già ribattezzata “Sandra e Raimondo del duemila”. Una serata tra amici nata dalla voglia di osservarsi aldilà di schemi e stereotipi, trascinati soltanto dall’ironia, dalla battuta e dal gioco, con l’effetto sorprendente della messa in scena di un’autentica “Sit-Com”.

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