Vergognoso Grande Fratello Vip: l’omofobia conta meno di una bestemmia

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Marco Predolin ha snocciolato frasi omofobe una dopo l'altra, ma lo si ferma solo ora. Per una bestemmia.

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Hanno detto che se bevi dallo stesso bicchiere di un omosessuale ti prendi l’HIV e che i figli delle famiglie omogenitoriali saranno automaticamente gay, hanno ipotizzato pestaggi e roghi omofobi contro gli effemminati, hanno ridicolizzato e schernito, minacciato e diffamato: al Grande Fratello Vip in un paio di settimane ci è toccato ascoltare davvero di tutto.

Di fronte alle porcherie intollerabali e retrograde pronunciate da alcuni dei concorrenti, però gli autori non si sono scomposti. Durante la diretta di settimana scorsa, infatti, non è stato preso alcun provvedimento e, nei giorni seguenti, abbiamo appreso che per la valente squadra di burattinai telecatodici “il Grande Fratello Vip è solo un gioco“: don’t worry be happy, le cose serie sono altre, non è necessario alcun intervento.

Le vergognose frasi ignoranti e discriminatorie di Giulia De Lellis, Marco Predolin e Jeremias Rodriguez di fatto non hanno sortito alcun effetto in chi gestisce il programma. Solo Predolin settimana scorsa aveva ricevuto da Signorini un blando rimprovero per le sparate contro Cristiano Malgioglio: per il resto il nulla più assoluto, tutto è stato insabbiato con leggiadrissima omertà. Nessuna presa di posizione ufficiale, nessuna penalità, nessun contro-messaggio è stato lanciato a tutela delle identità prese di mira dalle uscite demenziali degli inquilini della Casa di Cinecittà.

Ora è successo che Predolin – sì, lo stesso della maggior parte delle schifezze omofobiche e sessiste, nonché della palpata genitale riservata a Carmen Di Pietro – ridendo e scherzando s’è fatto scappare una bestemmia contro la Madonna. Ebbene: nel giro di poche ore pare sia scattata impietosa la reazione del team autorale del programma. Il televoto Bossari-Di Pietro potrebbe essere annullato e tutto lascia intendere che gli autori stasera metteranno alla porta l’ex conduttore. La disparità di trattamento è inaccettabile, lascia sgomenti: son queste le “cose ben più importanti” a cui alludevano gli autori? Una bestemmia vale più della dignità delle persone LGBT? 

Il problema è televisivo ma non solo: la bestemmia infatti è considerata legalmente un illecito. Fino al 1999 nel nostro Paese era intesa dal codice penale come contravvenzione “concernenti la polizia dei costumi”: dal 1999 la bestemmia non ricade più tra i reati, ma è considerata un illecito amministrativo (legge 25 giugno 1999, n. 205). L’omofobia invece, come ben sappiamo, non è ancora oggetto di alcun provvedimento legislativo specifico, e certamente questo condiziona e predetermina azioni e reazioni, anche in contesti pop e disimpegnati com’è quello del reality televisivo condotto da Ilary Blasy. Se lo Stato non ritiene di dover punire gli omofobi, perché dovrebbe farlo il Grande Fratello Vip?

La disparità di trattamento che le frasi omofobiche e la bestemmia probabilmente riceveranno restituiscono un’immagine chiarissima della gerarchia valoriale del nostro Paese. Si tutelano entità immaginarie e ipotetiche – a cui una fetta della popolazione è aggrappata per tradizione – e si chiudono entrambi gli occhi sul trattamento riservato all’identità e alla reputazione di persone in carne ed ossa, quotidianamente discriminate, offese, violate.

L’atteggiamento esibito da Mediaset in queste settimane è semplicemente ingiustificabile: si è rinunciato a usare le gravi e imbarazzanti frasi dei concorrenti per intavolare una riflessione sul rispetto delle differenze mentre ora ci si accanirà contro uno di quegli stessi concorrenti ma per un motivo molto più prevedibile e tradizionale. Un motivo che non produrrà nessun incentivo alla cultura dei diritti e dell’accettazione e che tuttalpiù confermerà il nostro democristiano amore per l’ipocrisia.

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Jonathan Bazzi 

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