Grey’s Anatomy eterofobo, le Femen indegne: gli strani dati di Sotel

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È il primo servizio online a rilevare il gradimento dei telespettatori. Ma chi è Sotel?

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A rilanciare la notizia è LezPop . Secondo gli utenti di SoTEL.tv, che si autodefinisce Servizio Opinioni Teleutenti, l’amatissima serie Grey’s Anatomy è tra i peggiori programmi televisivi dell’ultimo mese, insieme a “Questioni di Famiglia”, andato in onda su Rai 3, e alla prima puntata di Anno Uno, il programma condotto da Giulia Innocenzi su La7. Cos’hanno in comune questi programmi? L’essere friendly e rappresentare storie di coppie gay e famiglie omogenitoriali, nel caso dei primi due, mentre al talk figlio della scuola di Michele Santoro viene rimproverata l’aver ospitato il gruppo delle Femen, partecipazione giudicata “offensiva, blasfema, vergognosa, volgare, indegna, riprovevole, antidemocratica, indecente”.

Grey’s Anatomy viene definito “eterofobo”, mentre Questioni di famiglia (per altro, nel frattempo, sospeso) sarebbe colpevole di avere “attaccato la famiglia tradizionale”.

Il comunicato ufficiale

Secondo il comunicato diffuso dalla piattaforma, che vanta pure un’app, La7 sarebbe stata travolta da “un vento di proteste” per la puntata di Anno Uno con le Femen e per la messa in onda di Grey’s Anatomy “soprattutto accusata per la rappresentazione di amori omosessuali e di modelli famigliari “altri””. “Che tristezza. Un programma a dir poco squallido, in cui si propina come normale qualcosa che lede i diritti primari delle persone: dove sono i diritti dei figli?…” sarebbero i commenti degli utenti (circa 10.000 in tutto allo scorso giugno). “Anche il reality Questioni di famiglia , Rai 3 – si legge nel comunicato -, non viene risparmiato questo mese, accusato di fare propaganda omosessuale e di essere pieno di sentimentalismi e luoghi comuni”.

I programmi più apprezzati? Le iene, Il nostro piccolo grande amore (in onda su Real Time), le fiction di Rai 1 (in testa Che Dio ci aiuti giudicata “ottima fiction adatta alle famiglie”), I Cesaroni e The Mentalist.

Chi produce questi dati?

Ma chi Sotel.TV? Lanciata l’1 novembre 2013, la piattaforma è la prima che raccoglie le preferenze dei telespettatori su quello che va in onda in TV e redige report mensili. Nasce su iniziativa del Club Santa Chiara “associazione nazionale che raccoglie i dirigenti, imprenditori, giornalisti e singoli operatori provenienti dai diversi settori del complesso mondo della comunicazione”. Presidente è Marco Palmisano , dirigente Mediaset e autore di due libri tra cui uno autobiografico e uno intitolato “La gioia di un giorno qualunque”, con prefazione di Roberto Formigoni. Nel libro “si racconta, molto semplicemente, della grande felicità e dei vantaggi, personali e sociali, che il cristianesimo vissuto produce in chi ha la fortuna – la Grazia – di incontrare qualcuno che glielo faccia gustare e capire, con la testa e con il cuore”.

Il vicepresidente, invece, è Angiolino Lonardi , dirigente Rai. Nel 2011, Lonardi, scriveva di un “attacco del governo alla famiglia”. Nel suo articolo, Lonardi scriveva che la famiglia, vittima principale della crisi economica, vive una vera e propria eutanasia data dalla mancanza di figli. Scrive Lonardi: “racconta, molto semplicemente, della grande felicità e dei vantaggi, personali e sociali, che il cristianesimo vissuto produce in chi ha la fortuna – la Grazia – di incontrare qualcuno che glielo faccia gustare e capire, con la testa e con il cuore”.

Il comitato scientifico

I dati forniti dal Sotel vengono certificati dal comitato scientifico interno . Chi è il presidente? Armando Fumagalli, docente di semiotica all’Università Cattolica di Milano e collaboratore di Avvenire. Insieme a lui, c’è anche Paolo Braga , ricercatore di semiotica alla Cattolica di Milano e collaboratore della Fondazione Perseus che ha tra gli scopi “promuovere una comunicazione che valorizzi le tematiche relative alla persona e la famiglia e rivolge le sue attività ai professionisti della comunicazione, specialmente ai giovani” ed ha istituito un premio di sceneggiatura in collaborazione con il Fiuggi Family Festival che si intitola “Family and Italian Style”.

Questi sono solo elementi, va da sé, utili come spunto di riflessione: le deduzioni le lasciamo ai lettori. Un ultimo elemento è utile riportare, per potersi fare un’idea più precisa. Sotel non si limita solo a raccogliere dati: lo scorso novembre, infatti, a seguito della puntata di Anno Uno con le Femen, dalla sua pagina Facebook ha lanciato la petizione voluta dal Club Santa Chiara per chiedere a Urbano Cairo, l’editore di La7, “un impegno per una maggior attenzione ai contenuti e ai messaggi veicolati dalla programmazione di questa televisione”. Gli esempi riportati sono proprio il progamma condotto da Giulia Innocenzi e Grey’s Anatomy. Guarda caso, gli stessi che nel report di novembre, il mese dopo la petizione, risultano “bocciati” dagli utenti della piattaforma.

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di Caterina Coppola

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