IL GAY NON TIRA PIU’

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Allarme dagli States: in tv le storie omosessuali non fanno più 'audience'. E anche in Italia potrebbero avere i giorni contati. Storia di un fenomeno di moda che...

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NEW YORK – Un grido d’allarme giunge d’oltreoceano: la "moda" del gay che fa audience, sembra in netto calo, e la nuova stagione invernale televisiva americana, potrebbe presentare un’improvvisa diminuzione del numero di personaggi omosessuali nei programmi televisivi di prima serata. Se in Italia, dove arrivano con qualche anno di ritardo, le sitcom americane cariche di personaggi gay stanno solo in questi ultimi due anni diffondendosi lentamente nei palinsesti delle reti nazionali, potrebbe verificarsi presto una inversione di tendenza nella visibilità gay sul piccolo schermo.

A lanciare l’allarme americano, in un recente comunicato, è stata la Gay and Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD) secondo la quale la rappresentanza gay nella nuova programmazione tv di prima serata è diminuita di almeno due terzi rispetto alla stagione 2001-2002.

In America la proposta televisiva è molto più ampia della nostra, e già da anni sono state lanciate trasmissioni come "Queer as Folk" o "Will & Grace" (foto) incentrate su situazioni da Gaylife, che, invece, in Italia ancora hanno difficoltà a trovare spazio nei palinsesti ufficiali. Certo, noi abbiamo il nostro parrucchiere del "Bello delle donne", il commesso di – appunto – "Commesse". L’ultimo arrivato in ordine di tempo è Baby, il personaggio interpretato da Paolo Sassanelli in "Padri", sceneggiato la ci prima puntata è andata in onda pochi giorni fa, protagonista di una storia in salsa gay: lo si vedrà confessare ai quattro amici un antico amore per un musicista di una band rivale. Però scordatevi di vedere in Rai o Mediaset l’avvocato di "Will & Grace" o il ricco imprenditore di "Queer As Folk"…

In questo panorama, preoccupa l’idea che, seguendo le mode americane, anche in Italia, prima ancora di assistere al boom del personaggio gay, si assista alla sua scomparsa dal piccolo schermo. Secondo la GLAAD, è quello che sta avvenendo in America: la cancellazione di programmi come "Spin City", "Felicity" e "The Education of Max Bickford" sono tra le cause principali della inversione di tendenza, che lascia solo sei trasmissioni con personaggi gay o lesbiche: "Buffy il vampiro", "Dawson’s Creek", "E.R.", "NYPD Blue", "Will & Grace" e il nuovissimo "MDs".

L’assenza di "That 80s Show" e "The Education of Max Bickford" lasciano anche la nuova stagione sui network priva di personaggi bisessuali o transgender. "La diversità della comunità gay non può essere sintetizzata in sette personaggi – ha detto il direttore del settore media e spettacoli della GLAAD, Scott Seomin – specialmente quando tutti questi personaggi sono bianchi".

Il resoconto della GLAAD, comunque, non include i programmi di prima serata delle tv via cavo, piuttosto diffuse in America: tra questi, "Queer As Folk", "Six Feet Under" e "Sex and the City" (foto). Questi tre programmi sono i più popolari tra le varie offerte proposte dalla tv via cavo che hanno personaggi gay.

Infine una nota di ottimismo: non tutti gli attivisti omosessuali condividono la preoccupazione espressa dalla GLAAD. John Aravosis, che ha condotto la campagna "Stop dr. Laura", nata per fermare il talk show di Laura Schlessinger, autrice di pesanti affermazioni omofobe, ha detto al Los Angeles Times che il numero di personaggi può non essere il più accurato indice dell’accettazione: "Che crescano o diminuiscano – ha detto Aravosis – uno o due personaggi gay non sono tanto importanti quanto il fatto che la TV ci ha accettati come una parte normale della composizione della società".

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di Gay.com

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