Imma Battaglia: “Io, Eva, l’Isola, Luxuria e Gianni Alemanno”

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"Io ho sempre sostenuto, dal lontano 2001, che la questione sessuale non deve essere politicamente schierata. Gianni Alemanno fu la mia più grande vittoria".

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Imma Battaglia ha un grande pregio: non cerca neanche lontanamente di sembrare simpatica a tutti i costi! Parla a ruota libera, si esprime con concetti veri, crudi e che talvolta rasentano l’anticonformismo più sfacciato. Non dice mezze verità, non dice quello che non pensa per sembrare quella che non è. Se ne frega beatamente delle critiche. Ama Eva Grimaldi, ama la vita, ama il suo lavoro e ama anche le battaglie che porta avanti da sempre per il mondo gay.

Per la sua partecipazione a L’Isola dei Famosi, per il coming out della sua amata e per quelle foto sul settimanale Chi, Imma Battaglia è stata amaramente criticata e in questa intervista esclusiva parla del suo rapporto con Eva, delle polemiche con Vladimir Luxuria, ma anche di Virginia Raggi, di Gianni Alemanno e del nuovo Gay Village che sta progettando in un modo totalmente innovativo all’insegna delle larghe intese.

Parti per raggiungere il tuo amore e il web insorge: “È tutta una messa in scena!” Cos’è successo?

Questo, senza offesa per nessuno, dovreste spiegarmelo voi! A me, a dire il vero, sembrano tutti impazziti. Io ed Eva, a Roma, non ci siamo mai nascoste. Viviamo, oramai da qualche anno, la quotidianità come tutte le coppie di questo mondo e, senza nasconderci, abbiamo già fatto il nostro coming out. Poi, andando al reality, io ed Eva immaginavamo che avrebbero scavato nel privato e che la nostra relazione sarebbe diventata di dominio pubblico, ma non mi sarei mai aspettata una reazione come quella che sto vedendo e vivendo. Ho persino paura ad uscire di casa…

Però, converrai con me, che l’uscita del settimanale Chi, abbinata al coming out di Eva è sembrata un tantinello organizzata, non trovi?

Ma quale organizzata! Poco prima di partire Eva mi propose di fare un posato assieme a lei, per evitare che in un futuro prossimo venissero utilizzate foto nostre prese nelle situazioni peggiori: come in costume, al mare, o a passeggio con la spazzatura. Alfonso Signorini, che è un amico della mia compagna, sono anni che le chiedeva un posato. Eva non aveva mai parlato della sua omosessualità in video, ma questo non vuol dire che non l’abbia fatto con le persone a lei care. Poco prima che iniziasse il reality, ad esempio, si è riunita con la sua famiglia e ha parlato, anche con loro, della nostra storia. Può piacere, può non piacere, ma l’uscita su Chi, abbinata al coming out, al mio arrivo in Honduras e alla Festa della Donna, è stata del tutto casuale.

E tu perché sei dovuta andare fino in Honduras?

La verità? Mi è stato chiesto dagli autori! Nessuna cosa organizzata da chissà quanto tempo, anzi. È stata una cosa, per dirla alla romana, “cotta e magnata” alla quale non ho detto neanche subito di sì! Mi han chiesto di partire perché vedevano Eva decisamente provata e molto giù di tono. Io, prima che partisse, le avevo promesso che se mai mi avessero chiamata, avrei dato la mia disponibilità, ma mai avrei pensato che mi avrebbero presa in considerazione. 

E che effetto ti ha fatto rivedere Eva dopo tutto questo tempo?

È stata un’emozione indescrivibile. Avevo una carica emotiva addosso che non so neanche se sia arrivata nel modo più giusto, ma alla fin fine, l’importante è che sia arrivata a lei, non trovi? 

E cosa vi siete dette a telecamere spente?

Ci siam dette molto poco, ma non ci siamo mai tolte gli occhi di dosso. Mi ha fatto male vederla così magra, triste e deperita, ma ho visto che con il mio arrivo si è ripresa alla grande. 

Qualcuno ti ha chiesto se state pensando alle nozze e tu hai risposto che non rientra nei vostri progetti. Strana come cosa per una leader del movimento LGBT come te, non trovi? 

E devo farmene una colpa se non me ne frega nulla del matrimonio? 

Beh, ma in genere, un’attivista non dico che debba essere la prima, ma quasi..

E ti sbagli di grosso. Io sono una femminista convinta, non credo nel matrimonio, ma non per questo smetterò di lottare per il matrimonio egualitario. Non lotto e non ho mai lottato solamente per i miei diritti, ma anche per i diritti di tutti gli altri. Poi, un domani, non è detto che io ed Eva non faremo il grande passo, ma ora non rientra nelle nostre priorità, ecco.

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Piuttosto, pare che stavolta non si siano visti commenti omofobi nei vostri confronti. Sta realmente cambiando la mentalità degli italiani o è semplicemente merito della vostra storia?

Una parte della comunità gay ha cominciato subito con la classica invidia! Ho letto e appreso cose da Shalpy, piuttosto che da Deborah di Cave, che mi hanno lasciata davvero senza parole. Mi hanno appellata persino come una velata (colui o colei che, nel mondo LGBT, nasconde la propria identità, ndr). Ad ogni modo, il merito è senza dubbio degli italiani, della loro apertura, ma anche di tutti gli autori, di Alessia Marcuzzi e di tutto lo staff dell’Isola. Han fatto sì che venisse fuori il nostro amore, mediaticamente parlando, nel modo più bello e pulito che c’è. Senza nessuna morbosità hanno portato avanti un messaggio politico fortissimo raccontando la storia d’amore tra due donne adulte. 

Parliamo, invece, della storia che Eva abbandonerà il gioco il 28 marzo…

Io non ne so niente. So solamente che l’ultima puntata dall’Honduras sarà il 28, tutto lì, e credimi: quello che si vede da casa è tutto vero. 

Capitolo Luxuria: è vero che ci sei rimasta molto male per quella famosa domanda che fece ad Eva durante una puntata del reality di Canale5?

Io? E perché mai? Vladimir, in fondo, non faceva altro che il suo lavoro. Eva, in quel preciso momento, fu provocata da Vladimir e, dopo la sua domanda, tentennò. Anche io, in quel momento, da casa, mi chiesi il perché della sua risposta, ma poi me ne feci una ragione. Eva è talmente ingenua, nell’accezione positiva del termine, che magari avrà avuto paura di ferire qualcosa o qualcuno. Chissà…

I più cattivi hanno pensato che le dimissioni dal Gay Village di Vladimir siano arrivate per il vostro attrito. Solite maldicenze?

I percorsi artistici, vuoi o non vuoi, han sempre una durata e Vladimir ha fatto quattro stagioni del Gay Village indimenticabili. Luxuria non si è dimessa e non c’è stata alcuna dietrologia tra di noi. Abbiamo semplicemente deciso di cambiare pagina. Avremo un’organigramma totalmente diverso.

E ora chi prenderà il suo posto?

Non avremo un solo direttore artistico, ma ben quattro persone, giovani, con un’età media di 28 anni. 

Tu sei da sempre abituata al chiacchiericcio e alle polemiche. Ricordo ancora le tue parole spese nei confronti dell’allora Sindaco Gianni Alemanno. Cos’era che ti convinceva di quell’uomo e cosa c’è, oggi, che non ti convince di Virginia Raggi?

Io ho sempre sostenuto, dal lontano 2001, che la questione sessuale non deve essere politicamente schierata. Il popolo gay doveva, deve e dovrà rivolgersi sempre a tutti i sindaci e non solamente a quelli di sinistra. E la mia tesi, a quanto pare, ha funzionato. La legge Cirinnà, non a caso, è passata anche grazie a tanta gente politicamente di destra. All’inizio fui criticata dalle varie associazioni LGBT per le mie idee, mentre oggi, a quanto pare, tutti sposano il mio pensiero. Alemanno fu la mia più grande vittoria.

Vittoria?

Una mia vittoria, senza dubbio, ma anche di tutta la comunità gay. Quando Alemanno, con la sua storia politica alle spalle, venne al Gay Village, fu un segno di cambiamento e di grande apertura. Alemanno, rispetto ad altri sindaci, fu quello che fece più incontri con le associazioni omosessuali. Ha ascoltato tutti, cercando di trovar sempre un punto d’incontro. La Raggi, invece, quando eravamo entrambe in consiglio comunale, la reputavo la più in gamba di tutto il Movimento, poi, una volta eletta, mi son dovuta ricredere.

E perché mai?

Noi, poco prima delle elezioni, la invitammo al Gay Village per un confronto con gli elettori. Tutti han dato una risposta, chi positiva e chi no, mentre lei o chi per lei, non si è degnato neanche di mandarci un messaggio per dirci: “Abbiamo già altri impegni istituzionali, ma vi ringraziamo per l’invito ricevuto.” A te sembra una cosa normale? A me no! Che poi la invitammo anche dopo la sua elezione a Sindaco di Roma, ma a quanto pare avrà avuto impegni più importanti.

E la inviterai di nuovo quest’anno?

Certo, le porte di casa mia sono sempre aperte a tutti.

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