Imma Battaglia: “Quando dicevo: Roma non è una città omofoba!”

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A pochi giorni dall'uscita di "La Battaglia Dei Sessi", Imma a tutto campo su Roma, il Gay Village, il coming out e lo sport. Ed una clip esclusiva...

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Nell’epoca in cui uomini e donne non viaggiano ancora di pari passo, ‘La battaglia dei sessi’ immagina un mondo in cui non esistono più disparità.

Il film, diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris e basato su una sceneggiatura di Simon Beaufoy, nei cinema italiani a partire dal 19 ottobre, è l’adattamento cinematografico della celebre partita di tennis, nota come la ‘Battle of the Sexes‘, avvenuta quarantaquattro anni prima tra Bobby Riggs e Billie Jean King. Il film, femminista e friendly quanto basta, in Italia, avrà come testimonial l’attivista gay Imma Battaglia e, a pochi giorni, dall’uscita nelle sale, l’indomabile Imma si racconta tra omofobia, sport, politica e quel Gay Village che forse non la riavrà mai più.

Che effetto fa essere la testimonial di un film che affronta un tema come quello della discriminazione sessuale?

Sono stata onorata, felice e davvero emozionata. Poter parlare di Billie Jean King all’Italia, e alle nuove generazioni che ancora non la conoscono, è per me motivo di grande orgoglio poiché significa restituire, ad un volto come il suo, il grande valore socio-culturale e sportivo che ha avuto questa donna nella sua vita.

E ti sei mica chiesta del perché abbiano scelto una come te?

Beh, perché proprio come Billie Jean, anch’io sono una lesbica, sportiva, attivista e cresciuta negli anni ’70. Nel film c’è un cast stellare, ma il grande protagonista di questo film è sicuramente il messaggio di parità e affermazione femminile che ha reso Billie Jean King l’icona che è diventata.

Mi verrebbe da chiederti qual è il tuo sport preferito…

Ho giocato in nazionale femminile con la pallamano, ma in realtà il tennis è stato forse il primo amore che in gioventù non ho potuto sviluppare per motivi economici, non essendo di certo lo sport del popolo. Nel contempo ho praticato e pratico tutt’ora, un sacco di sport differenti, quest’estate per esempio, ho consumato la tavola da windsurf.

Cosa pensi di tutti quegli sportivi che scelgono di dichiarare apertamente la loro omosessualità?

Penso facciano insieme un atto di coraggio, ma anche un atto dovuto! Se ci fossero più coming out di sportivi noti al grande pubblico, sarebbe più semplice parlare anche a quelle nuove generazioni che faticano a comprendere, ahimè, le diversità.

E di quelli che, invece, decidono di tenerla nascosta?

Che vivere una vita di frustrazioni non va bene e non fa bene, soprattutto per l’attività agonistica! 

Si parla sempre più spesso di sport come supporto contro l’omofobia. Pensi davvero che lo sport abbia questo potere?

Altroché, ed ha un potere ben più grande di qualsiasi altro settore dello spettacolo o della politica. Prendiamo, come esempio, i calciatori: il loro messaggio arriva ad un target molto difficile come quello degli uomini, machi e tradizionalisti.

Nel film, un attempato Bobby Riggs dice: “Non dico che le donne non appartengano al campo, altrimenti chi raccoglierebbe le palline!” Credi che ancora oggi, nel mondo dello sport, ci siano queste credenze sulle donne?

Ahimè esistono ancora, ma molto si sta facendo in tal senso, anche grazie al grande lavoro del CONI che sta puntando su nuove generazioni sportive come quelle del calcio femminile o degli arbitri di sesso femminile. Si moltiplicano, infatti, le squadre di calcio femminile e questo non può che essere un bene.

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Che poi, da femminista conclamata, credi che le donne possano ancora esser considerate il sesso debole?

Finché in televisione passeranno messaggi sessisti e maschilisti e, finché morirà anche solo una donna per mano di un uomo, che dice di amarla, e quell’uomo rimarrà impunito, mi duole ammetterlo ma sì: le donne saran sempre considerate il sesso debole, pur non essendo affatto deboli. 

E detto tra noi, secondo te, esistono ancora le vere femministe, quelle dure e pure?

Certo, basti pensare a le Femen!

Solo lo scorso anno, in Italia, le donne vittime di femminicidio sono state 120. Come pensi si possa combattere questa piaga sociale?

Con la cultura e con delle pene più severe!

A proposito di donne, come giudichi la Sindaca di Roma Virginia Raggi?

Ho conosciuto Virginia Raggi come consigliera Comunale e collega di Commissioni. Abbiamo lavorato insieme alla Delibera sul Registro delle Unioni Civili dove sono riuscita a fare un lavoro di inclusione con il Gruppo M5S e per questo, da parte sua, mi aspettavo maggiore attenzioni sui tanti temi, tra cui quello dell’omofobia.

Proprio in questi giorni, dopo la triste aggressione nei confronti del regista Sebastiano Riso, hai dichiarato: “Sindaca: se ci sei batti un colpo contro l’omofobia”. Pensi davvero che il comune di Roma non stia facendo nulla?

Sì, credo che la città di Roma si sia impoverita economicamente e culturalmente e che sia decisamente più invivibile e insicura.

Eppure, qualche anno fa, ai tempi di Alemanno Sindaco, gridavi a gran voce: Roma non è una città omofoba!’ Cambiato qualcosa?

Sono passati quasi dieci anni dall’elezioni di Alemanno e Roma è molto cambiata. Gianni Alemanno, ai tempi, di fronte ai casi di omofobia, convocò tutte le associazioni per ascoltare, capire e fare piani di azioni con l’aiuto del Tavolo permanente delle associazioni GLBT. Cosa che non accade, oggi, con la giunta Raggi. Roma, a guardarla, sembra abbandonata da tutti e decisamente fuori controllo. Quando si gira per la città si prova un senso di abbandono frustrante, destabilizzante e desolante.

Si è conclusa, non troppo tempo fa, la sedicesima edizione del Gay Village. Che edizione è stata quest’anno?

Un’edizione straordinaria da un punto di vista di qualità artistica e tecnologica, ma molto difficile da un punto di vista di bilancio complessivo, rispetto alla situazione dell’abusivismo e l’illegalità diffusa nella città che creano condizioni economiche molto complesse per una manifestazione di costi così elevati. La qualità, a Roma, non viene apprezzata e sostenuta!

Poco tempo fa, però, avevi accennato che questa sarebbe stata l’ultima edizione. Provocazione o amara verità? 

Personalmente, ad un’amara decisione, consegue un’amara verità.

Clip esclusiva da La Battaglia Dei Sessi

La Battaglia dei Sessi, in uscita il 19 Ottobre, racconta della celeberrima sfida tennistica tra uomo e donna del 1973: lo sbruffone, ex baro e ex campione Bobby Riggs da una parte, e una delle tenniste più forti della storia, Billie Jean King, omosessuale dall’altra. Sulla scia della rivoluzione sessuale e dell’ascesa del femminismo, la sfida fu un autentico spartiacque pregno di significati simbolici per la cultura e la società, nonchè un fenomeno mediatico cui assistettero più di 90 milioni di persone. Proprio la King, in questa interessantissima intervista parla di questa incredibile storia, del film che la racconta, di Emma Stone, che la interpreta e di Danny Boyle, il regista.

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