INNAMORATEVI DEL POLIZIOTTO

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Intervista a Simone Corrente: il suo gay in divisa ci sarà anche nella seconda serie di 'Distretto di polizia'. Polemiche liquidate: "Il mio personaggio è pulito e positivo"....

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ROMA. Lo rivedremo, il poliziotto gay. Farà parte della squadra anche nella seconda serie di ‘Distretto di polizia‘, la fiction tv di successo trasmessa da canale 5. Si stanno registrando le prossime puntate, a Cinecittà. Lì incontriamo Simone Corrente: venticinque anni, romano, grandi occhi castani, sguardo dolce e sorriso gentile. Simone è un attore giovane ma ha già al suo attivo numerose fiction televisive. ‘Cuori in campo‘, girata in Canada con Giancarlo Giannini, ‘Ultimo‘, ‘Ultimo due – la sfida‘, al fianco di Raul Bova e l’ultima in ordine di tempo, ‘Distretto di polizia‘, che lo ha visto protagonista di una polemica causata dal ruolo che interpretava. Un agente, omonimo del poliziotto gay interpretato da Simone nella fiction, ha protestato perché si è sentito ridicolizzato. Chiediamo al giovane attore come ha vissuto questa situazione, e la nostra chiacchierata viene più volte frammezzata dalle risate e dai commenti di tutta ‘la squadra’ – come la chiama Simone – della fiction, insieme a lui a Cinecittà.

Cosa hai pensato della polemica con il poliziotto, l’omonimo del tuo personaggio?

Ci sono rimasto molto male, perché il mio è un personaggio pulito, positivo, che è dedito al lavoro e che non intacca assolutamente né l’Arma né le persone. Nessuno può risentirsi, anche se c’è omonimia, per quanto mi riguarda. C’era il personaggio interpretato da Flaherty che era un cocainomane e raccontava cose molto più crude…

…ma non hanno detto niente.

Già; quello poteva essere magari messo in risalto, non il mio personaggio.

Credi che questo potrebbe impedire un ritorno del tuo personaggio nella seconda serie?

No, questo per fortuna no, però certo, un po’ ha intaccato la sincerità della sceneggiatura. Secondo me, infatti, gli sceneggiatori ne terranno conto e faranno attenzione nello scrivere determinate cose.

È decisamente apprezzabile che nella sceneggiatura sia stato inserito un poliziotto gay, però ho notato che hanno dato molto spazio alla vita quotidiana delle coppie eterosessuali ma non a quella del tuo personaggio.

Brava…credo che sia dovuto al fatto che veniva trasmessa in prima serata oltre ad un problema di tempi: gli attori erano tanti, non tutti potevano essere messi in primo piano. Ci sono state comunque delle scene di intimità, in cui magari mi abbracciavo con il mio ragazzo, e poi se ne parla molto: ad esempio, in una scena in cui sono in macchina con Ricky (Memphis, NdA) lui mi chiede: ‘Ma com’è andare con gli uomini?’ e io gli rispondo che è esattamente la stessa cosa, come tra lui e Paola, la sua fidanzata. Nelle prime puntate la poliziotta che si innamora di me scopre la mia omosessualità vedendomi mentre abbraccio il mio ragazzo. Durante tutta la serie ho almeno tre storie, e l’ultima dovrebbe andare avanti anche nel corso della seconda.

Cosa hai pensato quando ti hanno offerto la parte?

Beh, mi sono chiesto se ne sarei stato in grado. Ho parlato subito al regista: se si fosse trattato di un personaggio come se ne vedono tanti o una ‘macchietta’, non l’avrei fatto. Quando ho letto il copione ho pensato che sarebbe stata una sfida, e che se fossi stato credibile potevo considerarmi un bravo attore.

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Tutte le persone con cui ho parlato io ti hanno trovato bravissimo.

Grazie. Mi hanno scritto anche tanti gay, e mi hanno detto di aver gradito molto la mia interpretazione. Mi fa tanto piacere; ero molto curioso di conoscere anche il loro parere.

Dove hai trovato l’ispirazione per interpretare il personaggio? Osservazione, amicizie o studi di recitazione?

Amicizie. Ho pensato che farlo come tutti se lo aspettavano sarebbe stato troppo scontato, e poi ho pensato che lui era un poliziotto, non sarebbe stato possibile farlo effemminato. L’omosessualità ha varie sfaccettature, io ne ho cercata una che forse è più raramente interpretata perché la gente si aspetta la macchietta. Dal mio punto di vista ero prima di tutto un poliziotto venticinquenne, poi omosessuale.

Parliamo un po’ di te: che musica ti piace?

Io ascolto un po’ di tutto, non c’è un genere in particolare…Ti posso dire gli ultimi album che ho comprato: Lenny Kravitz, Eminem, i Verve mi piacciono tanto.

Cosa serve per entrare nel cast di un’importante fiction televisiva? Bravura, raccomandazioni, fortuna?

Io non ho né raccomandazioni né parenti che fanno questo mestiere. Mi dico sempre che questo è un gioco, mi stanno facendo giocare…finchè dura va bene. Credo di essere la prova lampante che è un sogno che può avverarsi in ogni momento. Non è una cosa che ho rincorso a tutti i costi: io studiavo economia e commercio, la mia vita andava avanti comunque. Il treno passa, se sei pronto riesci a prenderlo e poi, devi restare ben saldo su…è facile cadere, c’è gente che dal treno ti ci butta: devi essere forte. Ho fatto un corso di Stanislawsky e ho iniziato a lavorare. Credo che non ci sia confronto che regga con l’esperienza.

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