Jill Cooper: “A Pechino Express saremo le più friendly di tutti”

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"Pechino ti fa guardare dentro e ti mette, forse inconsciamente, nella condizione di superare le tue fobie più recondite".

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Avrebbe tanto voluto regalarsi un viaggio sabbatico in perfetta solitudine per i suoi primi cinquant’anni, ma Pechino Express, in partenza domani sul secondo canale di mamma Rai, è arrivato (poco) prima.

Jill Cooper, nata in Kansas, cresciuta in Florida, poi a New York ed infine a Roma, sarà una delle concorrenti del programma assieme all’eclettica Antonella Elia con la quale formerà la squadra de le #Caporali. Sulla carta, stando ai primi commenti sui social network, le due amazzoni sembrerebbero essere le concorrenti preferite dal pubblico gay, e alla vigilia della prima puntata della sesta edizione, la tonica, inarrestabile e incontrastabile Jill parla a ruota libera della sua ‘folle’ avventura nel game show più cool che c’è.

Cosa ti ha spinta ad accettare di partecipare a Pechino Express?

Non penso esista al mondo un solo motivo per non partecipare ad una trasmissione come Pechino. È davvero il programma più bello che c’è. Se ci pensi permette anche al telespettatore di girare il mondo, restando comodamente sul suo divano. 

Tutti conoscono le difficoltà della trasmissione. Tu, tornando, te l’aspettavi davvero così faticosa?

La verità? Sì! È faticosissima, magari anche un po’ di più di quanto mi sarei aspettata, però la rifarei altre mille volte. Al di là delle dinamiche del gioco, è un’esperienza che ti rimette al mondo. Ti fa guardare dentro e ti mette, forse inconsciamente, nella condizione di superare le tue fobie più recondite. Mai avrei pensato di fare certe cose e invece…

E che bilancio faresti di quest’esperienza?

Ho compiuto da poco quarantanove anni e per i miei primi cinquant’anni, mi sarei voluta regalare un viaggio sabbatico in perfetta solitudine per un massimo di tre mesi, ma Pechino è arrivato prima e nel momento migliore. Mi ha permesso di guardarmi dentro come non avevo mai fatto in vita mia. Mi sono dedicata completamente a Jill. Che bello. 

Partiamo dalla coppia: quando hai scoperto di essere in squadra con Antonella Elia cos’hai pensato?

In realtà è andata in un altro modo: la produzione stava cercando un compagno, o una compagna, per Antonella. Io, per un altro lavoro, ero negli studi di Magnolia e ho incontrato casualmente Cristiano (Rinaldi, ndr). Dal nulla mi ha guardata e mi ha ha chiesto: “Jill, che ne pensi di Pechino Express?”.

E tu?

Ho sorriso e gli ho subito detto che era il mio programma televisivo preferito. E lui, dal nulla, mi fa: “E cosa pensi di Antonella Elia”?

Ho paura a chiederti la risposta…

Sbagli! Gli ho detto che mi sembrava una donna forte e cazzuta. E lì mi ha chiesto se avrei mai voluto fare quel tipo di avventura assieme a lei. Non ci ho pensato neanche un secondo a dire di sì. 

A guardarvi da fuori sembrate molto diverse. Avete discusso molto durante il gioco?

Partiamo da un presupposto: a Pechino è impossibile non discutere. Sei sottoposto quotidianamente a stress, stanchezza e a nervi saltati che lo scazzo diventa quasi essenziale. Una sorta di valvola di sfogo per sopravvivere al gioco. Io e Antonella, quando ci rivedremo in video, ci ammazzeremo dalle risate. Ad ogni discussione cercavamo di trovare subito una soluzione per non farci travolgere dai nostri stati d’animo. 

E da dove nasce l’idea de le #Caporali ?

Dagli autori (ride, ndr). Poi, dentro di me, mi son chiesta perché proprio Caporale? Speravo di più in Generale o Ammiraglio. 

Sapete di essere, almeno sulla carta, la squadra preferita dai gay, vero?

Non sono così presuntuosa da poter dire che lo sapevo, anzi. Però, senza alcun dubbio, non ti nascondo che mi fa molto felice questa cosa. Il mio braccio destro, nonché migliore amico, è gay, così come un po’ tutti gli insegnanti che lavorano per e con me. Ho un feeling speciale con tutti loro. Ci capiamo anche senza parlare e poi, quando lavoro con loro, non è mai una lezione, ma sempre un party! 

E secondo te perché il pubblico gay è dalla vostra parte?

Credo che il merito sia principalmente di Antonella. È un’icona gay sin dai tempi di Non è la Rai. Per il resto, non saprei. Forse piaccio perché sono così ‘esplosiva’?

Qual è stata la squadra avversaria che ti è piaciuta di più?

Le las #Estrellas, ma anche #Figliaematrigna. Adorabili tutti e quattro.

E quella che complessivamente ti è piaciuta di meno?

Mmm i #Modaioli ma solo dal punto di vista del gioco. Li temevamo come avversari, tutto lì. 

Se non fossi partita con la Elia, con chi ti sarebbe piaciuto metterti in gioco?

Con Davide Tumiotto, mio braccio destro di SuperJump. È un temerario come me.

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