L’ascesa di Noemi: “E adesso, voglio cantare al Gay Pride!”

di

Ecco il disco della protagonista femminile di X Factor che domani a Milano incontrerà il suo pubblico: "Il mio fans club è gestito da gay, ormai faccio parte...

4849 0

Grande voce e frizzante personalità sono le maggiori doti di Noemi, protagonista femminile del programma X Factor. Lo scorso 24 aprile è uscito il suo primo album dal titolo “Noemi”. Un Ep che contiene sei brani, quattro inediti e due cover: “Albachiara” e “Il cielo in una stanza”, riarrangiate per lei da Morgan. Il  primo singolo, l’inedito “Briciole”, ha debuttato al numero 1 della classifica di iTunes, una canzone soul che mette in risalto le qualità interpretative della ventisettenne Veronica Scopelliti, questo il suo vero nome. Martedì 28 aprile Noemi incontra tutti i suoi fans a Milano, presso la Mondadori Multicenter di Corso Vittorio Emanuele, alle 18.

Ciao Noemi, come stai?E be’, se non sto bene adesso…! Anche se è tutto ancora un po’ evanescente.

Come mai ti sei scelta questo nome d’arte?

È il nome che avrebbe voluto darmi mia mamma, quindi mi sarebbe dovuto capitare, poi Veronica lo trovo un po’ troppo altisonante.

Come sei arrivata a X Factor?È stata mia sorella a chiamare la redazione, all’inizio mi ero pure arrabbiata con lei. Io in televisione? Non ci andrò mai! – Pensavo. Poi, quando dopo il primo provino mi hanno presa mi son detta: proviamoci! E meno male, perché adesso il mio sogno si sta per avverare.

Come hai vissuto il fatto che, pur essendo tra i favoriti, non sei arrivata in finale?

Ho compreso la scelta di Mara Maionchi di avermi eliminata, quella sera ero davvero senza energie. Dodici puntate là dentro mi avevano uccisa. Ero l’unica a non essere mai tornata a casa, in castigo nel loft. Inoltre,  incontrare il mio ragazzo in quella dimensione, mi aveva devastata psicologicamente, l’avevo vissuto quasi come un estraneo. Per fortuna fuori dal programma abbiamo ritrovato le nostre cose e recuperato il rapporto, ma sul momento la cosa mi aveva buttato giù. A parità di qualità, io non avevo più energie per andare avanti, avrei fatto brutta figura. Jury, che era entrato qualche puntata dopo era molto più in forma. Quindi sul momento l’ho presa bene, anche se il giorno dopo mi hanno assalito mille paranoie tipo: non farò più il disco, potevo vincere ecc. Per fortuna la Sony mi ha contattato e il disco eccolo qua, e sono molto contenta, anche per la scelta dei pezzi inediti. Uno di questi lo avevo già presentato a Sanremo nel 2007, ma la giuria di Baudo mi scartò dicendo che non era abbastanza forte, e invece adesso si sente in continuazione in radio, tie’!

Nessuna donna alla finalissima, quindi la vincitrice femminile del programma sei tu?

Credo di sì. Per un mese e mezzo sono stata l’unica donna nel loft, mi sentivo una regina, tutti mi accudivano e vezzeggiavano. Ma anche quando c’erano le donne, Ambra Marie o le Sister of Soul che potevano sembrare più fighette, tutti ottimi rapporti, una fantastica atmosfera.

Cosa pensi dei finalisti?

Tutti molto bravi e con un bellissimo passato musicale.

Nessuna rivalità o antipatia?

No, sembra impossibile, ma è così. Ce n’era di più fra i “boss”, ma forse solo per essere più televisivi perché dietro le quinte erano molto tranquilli anche loro. Molte discussioni, soprattutto quelle di Morgan e Simona Ventura, nascevano solo per il fatto che credevano molto nei loro protetti. La forza di X Factor è la sua veracità, ma non al servizio della polemica inutile.

Leggi   Marco Predolin shock: "Prendiamo Malgioglio e lo mettiamo sul rogo"

Gioco della torre allargato: Morgan, Ventura, Maionchi, chi salvi?

Che domande! Il mio uomo: Morgan, tutta la vita!

Per un artista che vuole emergere quindi i reality sono un po’ l’unica strada?Purtroppo sì. Sanremo è una bellissima vetrina ma è difficile arrivarci, devi essere forte come cantante e avere un entourage che lo sia altrettanto. Di Amici non amo molto la politica, è troppo televisiva, sebbene ne siano uscite cantanti clamorose, come Karima o Alessandra Amoroso. Loro sono state bravissime a emergere nonostante la pesante etichetta di un programma da alcuni definito spazzatura, o per ragazzini.

Cosa facevi prima?

Come tutti quelli che vogliono fare musica, avevo il mio gruppo, con il quale mi esibivo. Poi stavo finendo l’università, il Dams. Sono contenta che il mio passato, se pur piccolo, sia entrato in questo cd, sono le mie radici e mi rappresentano molto.

Quanto alle cover, per quale motivo le hai scelte?

Sono una grande fan di Vasco, e mettere una sua canzone nel mio primo ep è un po’ come un portafortuna. “Il cielo in una stanza” invece era la canzone che mio papà mi suonava sempre con la chitarra e cantavo da sempre. Poi fatta così  r‘n’b mi piace molto, magari sarà la prima volta che si balla non abbracciati!

Figlia d’arte allora?

Sì, mio papà negli anni ’70 fece pure un Castrocaro, infatti è felicissimo del mio successo.

Altri tuoi artisti italiani di riferimento?Avevo un amore viscerale per Mia Martini e Gianna Nannini. Devo dire però che non conoscevo alcuni brani meravigliosi come “La costruzione di un amore” di Fossati. Grazie a X Factor ho ritrovato l’amore di cantare in italiano, e l’importanza del testo, tanto che adesso lo preferisco all’inglese che invece filtra un po’ le emozioni e il tuo vissuto.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...