LA TV CURA L’OMOFOBIA

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Dopo Ellen e Will&Grace, in USA spopolano ancora trasmissioni queer. E una ricerca scopre che anche chi non ha contatti con i gay, ha meno pregiudizi. Potere del...

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Sembra che un numero sempre maggiore di maschi assolutamente eterosessuali d’Oltreoceano si sita appassionando sempre più al nuovo show televisivo di successo del canale Bravo, Queer Eye for the Straight Guy, letteralmente “Uno sguardo frocio al ragazzo etero”. Che la paura dell’omosessuale stia scomparendo? Potere del tubo catodico!
Ma sarà poi vero che la televisione ha il potere di trasformare il punto di vista della gente? O non sarà che semplicemente riflette le abitudini già affermatesi nella società? Un ricercatore dello stato del Kansas ha studiato circa 200 studenti di college della zona rurale del Kansas e ha scoperto che gli spettacoli televisivi di grande popolarità hanno sensibilmente migliorato il loro atteggiamento nei confronti dei gay e delle lesbiche.

Richard Harris, professore di psicologia all’Università del Kansas, ha chiesto agli studenti (che hanno scarsi contatti con persone gay) di esprimere il loro pensiero sugli omosessuali. E il loro atteggiamento verso gay e lesbiche è risultato essere molto più positivo dopo che erano entrati in contatto con personaggi omosessuali che venivano da loro percepiti come ritratti in una luce positiva (Ellen DeGeneres e Will di Will and Grace erano due esempi comuni).
«Sono show tra i più visti della tv, hanno una visibilità enorme – ha detto Harris – Ecco un caso in cui Will, per esempio, è un personaggio appartenente a un gruppo sul quale molte persone hanno un punto di vista negativo. Eppure questo personaggio viene ritratto in una luce molto positiva e questo influenza il nostro atteggiamento e ci spinge a essere più accoglienti verso i gay».
Harris ha intervistato tre gruppi di circa 60 studenti ciascuno. Al primo ha chiesto di pensare a un personaggio omosessuale della tv che venisse rappresentato in un’ottica positiva. Il 28 % ha scelto Will, il 18 % Ellen De Generes, il 9 % Jack di Will and Grace, e il resto altri vari personaggi.

I partecipanti allo studio hanno assegnato un voto da uno a sette al personaggio in base al fatto che pensassero che fosse, per esempio, serio o divertente, responsabile o no, morale o immorale. Poi Harris ha chiesto loro di dare un voto a se stessi sull abase di 40 frasi riguardanti il loro atteggiamento verso i gay e le lesbiche come: “Penso che gli omosessuali maschi sono disgustosi” o “la sessualità maschile è soltanto uno stile di vita diverso che non dovrebbe essere condannato”.
L’atteggiamento verso le persone omosessuali dei partecipanti allo studio era significativamente più positivo di in un gruppo di controllo e di un altro gruppo cui è stato chiesto di considerare un personaggio che venisse rappresentato in una luce negativa.
I risultati, secondo Harris, mostrano l’importanza della televisione per creare tolleranza in persone che vivono in zone remote e isolate.
Ma alcuni criticano lo studio affermando che questo tipo di ricerca non può dimostrare che i contenuti televisivi siano davvero la causa di questo cambiamento. Coloro che sono intolleranti verso i gay e le lesbiche probabilmente si rifiutano di guardare programmi come Will and Grace.
«Anche se la presenza gay nei media può influenzare in qualche modo, si tratta più del fatto che questi programmi riflettono l’apertura che sta verificandosi nella società in conseguenza della diffusione di una maggiore educazione, di una maggiore laicità e dell’attivismo politico» afferma James Hughes, direttore associato al Trinità College di Hartford, in Connecticut.
Altri si interrogano sulla durata della potenziale influenza dei media.
«I risultati suggeriscono che l’atteggiamento della gente nel breve periodo è altamente malleabile, ma questo non significa che le risposte che vengono date sarebbero le stesse il giorno dopo o un mese dopo» dice M. V. Lee Badgett, direttore delle ricerche all’ Institute for Gay and Lesbian Strategic Studies. Secondo la studiosa, le esperienze di vita sono molto più efficaci delle trasmissioni televisive quando si parla di cambiare i modi di pensare. «Le interazioni prolungate nel tempo con persone reali sono più importanti dei brevi incontri con personaggi fittizi, cvome dimostrano altre ricerche riguardanti l’atteggiamento verso i gay».
Ciononostante, Harris crede che i gruppi di attivismo gay e lesbico potrebbero seguire l’esempio del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, che ha firmato una partnership con i produttori di ER per un episodio che incoraggi lo screening contro il cancro. La tv di prima serata raggiunge molte più persone che un servizio di annunci pubblico.
Se organizzazioni come la Gay & Lesbian Alliance Against Defamation, o GLAAD, forse non hanno mai lavorato con la televisione per sviluppare specifici episodi, hanno lavorato per parecchi decenni con vari media, specialmente tv e cinema, per incoraggiare una visione positiva e più accurata dei gay e delle lesbiche, afferma Mary Ann Tolbert, direttrice esecutiva al centro per gli studi gay lesbici nella religione e nel sacerdozio alla Pacific School of Religion di Berkeley, California. La studiosa è d’accordo con chi afferma che la televisione ha un effetto potente sull’atteggiamento sociale: «Sostengo certamente questo lavoro, perché ho sempre pensato ciò che questo studio sembra confermare: che i programmi e i personaggi televisivi popolari possono avere una enorme influenza sull’opinione pubblica generale su argomenti sociali»

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