Le parole per dirlo: il linguaggio che serve al mondo lgbt

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Esperti a confronto per analizzare come i mass media affrontano i temi legati all'omosessualità. Giornalisti, registi, psicanalisti analizzano come l'informazione può abbattere i pregiudizi.

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L’importanza del linguaggio dei media e il loro fondamentale ruolo nel superare stereotipi e pregiudizi che riguardano la realtà lgbt con tutte le sue sfaccettature sarà l’argomento dominante dell’agorà voluta organizzata da Paola Concia, onorevole del Partito Democratico e che si svolgerà il prossimo 30 ottobre presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati e che si intitola ‘Le parole per dirlo’. 

"E’ un’idea che nasce da un disagio, mio come di tanti altri omosessuali le cui storie e la cui realtà viene troppo spesso raccontata in modo diverso da quello che davvero è – spiega Paola Concia, organizzatrice dell’evento -. Lo spunto è stata la vicenda di Domenico Riso, lo stewart morto in un incidente aereo. Nel suo caso nessuno ha avuto le parole per dire quello che era successo davvero e cioè che quel ragazzo è morto con tutta la sua famiglia composta dal compagno e dal figlio di lui. Certo, il fatto che non ci sia un riconoscimento sociale delle persone lgbt e delle loro famiglie, non aiuta i mass media. Ma è anche un loro ruolo quello di costruire coscienza sociale, di raccontare in modo il più fedele  possibile, come cambia la società. Ma a volte è più facile affrontate il tema in modo macchiettistico e stuzzicare i più bassi appetiti e istinti parlando del solo aspetto sessuale. Quello che amo ripetere è che sono omosessuale, non maniaca sessuale. E come me anche tutte le altre persone lgbt".

Un’occasione di riflessione, dunque, sia partendo da vicende personali, che dall’informazione che riguardano la comunità intera, il riconoscimento dei diritti e prima ancora l’accettazione della realtà.

"Si tratta di fare il punto sull’avanzamento della comunicazione, su i suoi ritardi, gli errori e i gesti di buona volontà –  continua Concia -. Di questi tempi,  la complessità è considerata una perdita di tempo. Invece, a me, pare necessario dare spazio alle tante sfumature di senso e immagine che ha, oggi, portare in tv, al cinema, in uno spot, su un quotidiano, un fatto di cronaca nera, rosa, bianca o anche solo semplicemente la vita vissuta dalle persone lgbt".

E’ probabilmente la prima iniziativa di questo genere che si tiene in Italia e vedrà la presenza di molti personaggi illustri sia del mondo del giornalismo, sia della comunità lgbt. Tra i giornalisti, solo per fare alcuni nomi, ci saranno Concita de Gregorio, direttrice de L’Unità, Stefano Campagna, giornalista del TG1 che ha da poco fatto il suo coming out pubblico, Delia Vaccarello, Alessandro Cecchi Paone, Paola Tavella e Daniele Scalise. A rappresentare il movimento gay, lesbico, bisessuale e transessuale  e i principali media specializzati ci saranno Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, Imma Battaglia, presidente di Di’Gay Project, Franco Grillini, direttore di Gay Net. E poi sceneggiatori televisivi, rgisti, psicanalisti e docenti universitari: un parteur ampio e completo per analizzare tutte le sfaccettature del linguaggio utilizzato dai mass media per affrontare le tematiche lgbt.

"La realtà è oggetto dell’informazione e ispira le fiction, ma da esse è, al contempo, profondamente influenzata – spiega ancora Paola Concia -. L’agorà avrà tempi televisivi, ognuno porterà semplicemente la sua esperienza, gli interventi saranno brevi, concisi, e speriamo interessanti per un confronto aperto e sincero tra diversi modi di pensare, scrivere, raccontare l’omosessualità e la transessualità in Italia. L’ obiettivo è creare un confronto tra esperti e operatori dei media su come oggi è comunicato l’orientamento sessuale. L’auspicio è che dal 31 cominci un percorso che coinvolga tutti i mondi della comunicazione e che spinga ognuno a trovare il proprio metodo per affrontare la questione, differente a seconda dello strumento di cui si dispone. Ma è un percorso che dovrebbe partire dalle università i cui ai ragazzi si insegna a fare informazione e comunicazione".

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L’appuntamento, quindi, è per giovedì 30 ottobre, dalle ore 15, presso la Camera dei deputati, Sala delle Colonne, Palazzo Marini, in via Poli 19, a Roma.

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