MA QUALE GAIEZZA?

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Disaccordo in Rai sul programma gay previsto per febbraio. Parte o non parte, esiste o non esiste, nulla è certo. Di sicuro slitterà di un anno. Gay.it ne...

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Disaccordo in Rai su Gaiezza. Parte e non parte, esiste e non esiste, nulla è certo. Uno spettacolo fatto solo di gay maschi, dal titolo smaccatamente provocatorio nella tv di stato? Con tutti i travagli del povero Zaccaria? Dopo annunci ed interviste sui quotidiani, che annunciavano l’inizio dello show per febbraio 2002, abbiamo sentito i diretti interessati: Carlo Freccero, direttore di Raidue e Giovanni Benincasa, autore televisivo, già colpevole di "Carràmba che fortuna" e "Libero".

A dire il vero il dott. Freccero (foto) ha risposto per mezzo della sua segreteria, che alla domanda: "Ci dite qualche cosa sul progetto?" – ha seccamente replicato: "Si tratta esclusivamente di una proposta che è stata fatta da un autore. La stessa situazione in cui si trova un giornalista che propone un’idea al direttore del giornale. Deve ancora essere vagliata e approvata".

Veramente sui giornali (Resto del Carlino e Corriere della Sera) sembrava un’idea in fase di attuazione.

"Non siamo al corrente di quanto sia uscito sui quotidiani, certo è che, se l’italiano non è un’opinione, un progetto è solo un progetto, non è stato dato nessun via libera".

Diversa l’opinione di Giovanni Benincasa (foto), più cordiale e loquace.

Ci spiega, finalmente, cos’è gaiezza?

"E’ un progetto che ho in testa. Si tratta di novanta o cento, non ho ancora deciso, omosessuali maschi, in un emiciclo, stile parlamento. I banchi saranno vecchi cofani di automobili inglesi. Un talk and show, cioè dibattito e spettacolo, nella fascia di seconda serata, condotto da una donna".

In sostanza, che cosa ci dobbiamo aspettare?

"Una trasmissione molto raffinata, vorrei mettere l’obbligo di giacca e cravatta. Persone che sanno ballare e cantare. Un motivo per cui è difficile attuare questo progetto è che dobbiamo trovare ragazzi preparati, questo vuol dire molti provini. L’intento è esaltare i gay, che, quando vogliono, hanno una marcia in più".

Quindi gaiezza si farà?

"Credo proprio di sì. La Rai è matura per queste idee ed i tempi sono giusti. Pensate al cinema: il successo de "Le fate ignoranti", "L’apparenza inganna". I gay e i cinesi sono i padroni del mondo".

Si aspetta polemiche?

"E perché dovrei? Il programma non si presta alle polemiche. Sarà raffinato, di certo non andranno in video situazioni promiscue".

Ci dica almeno quando lo vedremo e chi ha in mente come conduttrice.

"Devo ancora cominciare i provini, che, come ho detto non saranno semplici. Mi serve qualcuno che faccia anche recensioni dei libri ed un critico cinematografico. Per febbraio non saremo assolutamente pronti, mentre confido nella prossima stagione televisiva (fine 2002 e 2003 n.d.r.). Per quanto riguarda la conduttrice, non ho la più pallida idea. Prima devo trovare i maschi".

di Paola Faggioli

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