Meglio fascista che drag queen?

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Alessandra Mussolini ha chiesto che venga interrotta la trasmissione dello spot di Renault in cui si vede l'incontro tra un figlio e il padre drag queen: "Normalizza cose...

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La presidente della commissione parlamentare per l’infanzia, Alessandra Mussolini, è assorta agli onori della cronaca per avere chiesto che venisse fermato lo spot di una nota casa automobilistica (per altro in onda sulle reti televisive pubbliche e private ormai da mesi) in cui un figlio incontra il padre in versione drag queen in fila fuori da una discoteca. Dopo un primissimo momento di sorpresa, il giovane, per niente turbato, chiede al padre di tenergli il posto in coda mentre cerca parcheggio. Slogan dello spot, che fa parte di una più ampia campagna di cui abbiamo visto altri episodi (ad esempio quello con madre e figlia in macchina che passano davanti un cartellone pubblicitario gigante in cui la figlia posa senza veli) è "vivi il tuo tempo".

Come ci ha spiegato tempo fa Agostino Toscana, Art Director di una nota azienda pubblicitaria internazionale, "lo spot Renault in onda in questi giorni è raro per grazia ed ha un tocco molto disincantato in cui il padre drag queen è il simbolo di qualcosa che una volta destava scandalo e ora non più. Una chiave di lettura potrebbe essere che se chi guarda la clip è una persona che non si scandalizza più per certe cose, allora è pronta per quel prodotto". Vivi il tuo tempo, appunto.

Ma evidentemente l’onorevole Mussolini non solo non è pronta a vivere il proprio tempo, ma pensa che non lo sia neanche il publbico televisivo e che certe cose scandalizzino ancora.

La deputata del Pdl ha infatti annunciato di volere tenere sotto controllo "anche ciò che viene diffuso nei media". Ritiene infatti che vengano usate tematiche forti o temi scabrosi per attirare l’attenzione e ciò "non è giusto nei confronti dei minori". "In questo senso – dice – ho già effettuato una segnalazione a proposito della pubblicità della Renault Twingo con protagonista un travestito. Non si possono far vedere cose del genere ai bambini perché non le capiscono. Anche mia figlia mi ha chiesto spiegazioni al riguardo. Occorre fare attenzione a ciò che si trasmette con la pubblicità perché questa ti porta a normalizzare cose che tanto normali non sono". Basterebbe che i genitori fossero preparati a spiegare le cose senza imbarazzi, vergogne e tabù, probabilmente.

In un faccia a faccia con Vladimir Luxuria nel salotto di Barbada D’Urso su Canale 5 inoltre, la padrona di casa ha cercato di mettere pace tra le due che durante l’ultimo confronto televisivo avvenuto a "Porta a Porta" quando Luxuria era ancora deputata di Rifondazione Comunista, non si erano certo scambiate complimenti. In quell’occasione, gli animi si erano surriscaldati e la nipote del Duce si rivolse alla sua collega urlando: "Meglio fascista che frocio". Nella puntata di Pomeriggio Cinque di ieri, la Mussolini, però, non ha fatto marcia indietro, ma, precisando che per lei ‘fascista’ non è un insulto, ha sottolineat, un po’ indispettita, che "grazie a una sentenza della Cassazione quella parola non si può più usare. Non si può dire più niente".

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