Michele Lamanna: “Non mi sento così bello come dicono tutti”

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La moda, i boni di quest'edizione e il suo rapporto speciale con l'amico Marco Burlon con il quale, a Pechino, forma la squadra de i #Modaioli.

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Che Michele Lamanna fosse uno dei più ‘boni’ del cast di Pechino Express si sapeva già, come si sapeva che avrebbe fatto impazzire i twettaroli più incalliti: era già scritto quando, qualche mese fa, è stata confermata la sua presenza assieme all’amico di sempre Marcelo Burlon.

Oggi, dopo la prima puntata, Michele è finito realmente sotto gli occhi di tutti e questa è la sua prima intervista da Very Important Person, ma fate attenzione: guai a parlargli della sua bellezza.

Partiamo subito dai luoghi comuni: perché tutti i pugliesi decidono di trasferirsi a Milano?

Perché Milano, battute a parte, ha quel sapore europeo che altre città italiane, ahimè, non hanno. Naturalmente parlo anche e soprattutto in termini di opportunità. La prima volta che andai a Milano avevo quattordici anni e del mio arrivo in città ricordo solo persone che parlavano al telefono in inglese.

Come sei arrivato, invece, a Pechino Express?

La mia amicizia speciale con Marcelo era diventata virale sui social per colpa delle continue stories da lui fatte su Instagram, in cui mi prende continuamente in giro. Allo stesso tempo Costantino è un amico di entrambi ed era diverso tempo che ci chiedeva di partecipare al game show, ma ad ogni proposta pensavamo sempre che non fosse quello il momento giusto, fino a quando una sera, ad una cena, dopo qualche battutina, abbiamo capito di essere finalmente pronti.

Che poi, la vostra, è forse l’unica coppia di amici veri, o sbaglio?

Mmm forse sì.

Il fatto di essere bonariamente appellati come ‘modaioli’ ti diverte o ti infastidisce?

Detto tra noi ci aspettavamo un altro nome. Pensavamo e speravamo che ci appellassero come gli #emancipati, ma poi è andata diversamente. Alla fine non è che modaioli sia un aggettivo così simpatico, no? Che poi, in verità, non siamo così modaioli come si può pensare. Mi avrebbe divertito di più i #maschi o i #clubber, ma vabbè: l’importante è che si diverta il pubblico da casa e i nostri amici.

Che poi tu non sembreresti proprio un fashion victim, o sbaglio?

In realtà non sono un influencer, non sono un blogger e non sono neanche un designer, ma sono un fashion victim non convenzionale. Io, la moda, la vivo in modo trasversale anche lavorativamente. Pensa che tutti i miei amici e anche i miei genitori ne fanno parte.

Che esperienza è stata quella a Pechino?

Molto più forte di quella che immaginavo. Ho sempre seguito il programma da casa, ma non avevo calcolato minimamente lo sforzo fisico e la componente emotiva con la gente del posto. È un programma che ti cambia realmente la vita.

Tornassi indietro la rifaresti?

Ho gridato mille volte, durante il gioco, che non l’avrei mai più rifatto, ma oggi, tornato a Milano ti dico di sì.

E sempre con Marcelo?

Guai a non farla con lui. È il mio punto di riferimento, quasi come un papà.

Avete scazzato durante il gioco?

Uh! Litighiamo in posti pazzeschi quando siamo in vacanza, figurati in un contesto come quello. Però sono scazzate bianche. Oggi siamo più amici di prima.

Delle altre coppie, qual è quella con la quale avete legato maggiormente?

Con tutte, #maschi e #clubber in primis, anche se Marcelo ti direbbe di no. 

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E quella con la quale non condivideresti neanche un viaggio in aereo seppur con posti diversi?

Olfo Bosé, il nipote di Miguel. Non l’ho proprio capito.

Durante il game show c’è tempo per le zozzerie?

No, macché! Lo speravo tantissimo, ma invece niente. Non c’era tempo per far nulla. L’unica preoccupazione era trovare un posto sicuro per dormire e un piatto caldo. A fine serata mi accorgevo che non facevo mai la pipì. 

Qual è la cosa che ti è mancata di più?

La mia bambina e mia madre che sento quotidianamente, pur avendo un rapporto molto conflittuale con lei (Michele non vuole strumentalizzare la sua vita privata e preferisce sorvolare sulla domanda che tutti si aspetterebbero, ndr).

L’idea di diventare popolare ti spaventa?

No, perché non credo che Pechino porti popolarità. Laddove la portasse durerà talmente tanto poco che non sarà mai un problema. 

Una volta tornato in Italia qual è stata la prima cosa che hai fatto?

Ho fumato e mi son chiuso in un fast food tra patatine, coca cola e hamburger, a tal punto che la sera Marcelo ha rischiato di portarmi al Pronto Soccorso. Fai tu. 

Oggi sei fidanzato?

Non del tutto. Mi sto frequentando con una persona speciale, ma non so che fine faremo. Speriamo bene.

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