Paolo Mieli e i matrimoni gay “non prioritari”

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Per il direttore del Corriere della Sera i "matrimoni gay" non sono una priorità. A noi, però, sembra il caso di fare qualche precisazione in merito.

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Paolo Mieli, direttore del Corriere della sera, quotidiano più importante del nostro Paese, è voce autorevole e richiestissima nei dibattiti televisivi, spesso con collegamenti dal proprio studio, durante i quali può permettersi lunghe prolusioni prive di interruzioni. Come ieri sera su La7, all’interno della trasmissione di Gad Lerner dedicata al libro di Edmondo Berselli, "Sinistrati", spietata analisi della crisi dell’attuale sinistra italiana.

Mieli ci ha spiegato che la sinistra ha perso le elezioni anche perché, durante i due anni di Governo, aveva concesso troppo spazio a tre questioni, importanti (per carità) ma non prioritarie, la prima della quali era il matrimonio gay. Avete capito bene: non ha parlato di "progetto rabberciato di unioni civili, non solo gay" quali erano i Dico ma di "matrimonio gay".

La sua analisi, disinteressata all’evidenza che una simile questione fosse ormai necessaria in un’Europa che già da tempo l’aveva trattata (e con ben altri risultati), ha dimenticato anche di sottolineare come il soverchio spazio fosse dovuto proprio alla litigiosità della coalizione, al punto che il progetto naufragò.

Sulla instabilità della troppo ampia coalizione Mieli si è però soffermato in un altro passaggio, derivandone la sconfitta di Rutelli nella Capitale, come a dire che i romani non gradivano Pd e Comunisti insieme. Ignorando che molte persone potrebbero non aver votato il candidato Rutelli (è una mia opinione) perché troppo compromesso con le omofobe gerarchie vaticane e che, con la stessa coalizione (questo invece è provato), Nicola Zingaretti è diventato presidente della provincia.

Pochi giorni prima, il ministro del lavoro (e della salute) Sacconi, in un’intervista al Magazine del Corriere, dopo aver dichiarato di non conoscere il prezzo dei preservativi e di non ritenerne necessaria la diffusione gratuita ai ragazzi delle scuole al fine di promuovere la prevenzione, alla domanda se voterà i Di.Do.Re. ha risposto che non gli sembra una priorità.

Grazie a Mieli e ai suoi giornalisti, abbiamo scoperto che i nostri diritti (ma anche quelli delle coppie etero non sposate) non sono una priorità. Tra queste vi debbono invece essere i finanziamenti statali ai quotidiani, visto che è anche grazie a questi che Mieli può farci conoscere le sue opinioni parlando in collegamento da quello studio. Evidentemente in uno Stato sono le priorità che contano.

Flavio Mazzini

di Flavio Mazzini

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