PERCHÉ CANCELLANO QUEER AS FOLKS?

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I retroscena di un annullamento clamoroso dalla voce di chi conosce cosa si muove... dietro il tubo catodico!

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Buongiorno mio carissimo,

come prima cosa ti faccio i complimenti per questa tua rubrica che condisce con la giusta dose di acidità e sagacia le mie navigate nel magico (e gaio) mondo della rete.

Ti scrivo per conoscere il tuo parere e per dare maggiore risalto alla questione della politica di sbarramento che alcune emittenti TV, come La7, stanno portando avanti nei confronti di telefilm e trasmissioni a tematica gay o comunque in qualche modo "progressista", nel senso più lato del termine. Caso più eclatante La7.

Nasce in una notte di stelle filanti e fuochi d’artificio, che nemmeno a capodanno, promettendo mari e monti all’utenza televisiva, e noi, dopo tante delusioni, televisive e non, pensiamo «ma allora non tutto è perduto». Per tutta l’estate infuria la polemica su questo palinsesto dalle mille e una notte: quiz non miliardari ma divertenti, news a misura d’uomo, telefilm socialmente attuali come "sex in the city" (mi pare sia questo il titolo) e l’attesissimo e discusso "queer as folks".

Poi improvvisamente tutto cambia. Cambia il capitano del vapore e cambia la politica. Ne vogliono fare la CNN all’italiana (proprio uguale!), il polo dell’informazione, come se già non ci fossero abbastanza telegiornali (nazionali, regionali, comunali, circoscrizionali, condominiali).

Scompare il palinsesto programmato, fatta eccezione per i fantastici quiz, che, a mio modesto parere, almeno per quanto riguarda quelli del mattino, ricevono meno telefonate delle maghe in TV.

E che dire di Canale 5? Sospende "Allie McBeal", non credo a causa della scena lesbica, quanto più per dare spazio ai consueti talk-show pomeridiani ricchi di contenuti (concorsi di seduzione, famiglie che si accapigliano).

Come avrai capito io sono uno che la televisione la guarda e a cui la televisione piace. Non voglio entrare nella polemica se sia giusto o no mandare in onda trasmissioni a tematica gay ecc. ecc.(anche se poi mi chiedo se non sarebbe informazione anche fare vedere realtà come quella omosessuale vissuta nella quotidianità del "normale" piuttosto che non i solito stereotipi), ma almeno non voglio essere preso per il culo (o almeno non in questo frangente).

Normalmente si cambia per migliorare, ma qua in Italia pare che l’abbiamo dimenticato.

Bè, ora ti saluto, sono in astinenza da tubo catodico (e non fare battute).

Un bacio (magari…)

Teledipendente per scelta.

Carissimo teledipendente (la lettera maiuscola mi sembrava eccessiva…)

Utilizzerò la tua lettera per rispondere in realtà alle tantissime che mi sono arrivate in questi ultimi giorni e che affrontavano lo stesso argomento ovvero: la difficoltà a vedere sulle nostre televisioni programmi gay.

La tua analisi è, direi, abbastanza giusta. L’unico problema è che sei troppo ottimista….

Il telefilm che andava in onda su Canale 5 "Allie McBeal" (un telefilm che non ha avuto problemi in nessun Paese al mondo!) caro mio è stato cancellato in seguito alle proteste di chi ha visto nella scena del "famoso bacio lesbico" un attentato alla Costituzione, e non come tu credevi per dare spazio ai talk show pomeridiani (a proposito di lesbiche…). Contro quel telefilm si è scatenato tale Antonio Marziale, dell’Osservatorio dei diritti dei minori, il quale ha detto che "non si devono far vedere queste scene violente e volgari (?) in tv! è uno scandalo!" "Berlusconi ci aveva promesso in campagna elettorale una buona tv!". Guardi caro Marziale che Berlusconi ha mantenuto la promessa: il telefilm è stato cancellato. Ma stia tranquillo, i primi piani dei culi delle Letterine (adoro! geniali!) di Gerry Scotti a Passaparola alle sette di sera rimangono! come rimangono i vari film violenti con scene raccapriccianti, e siamo tutti in attesa della prima scopata al Grande Fratello! Certo anche quelle sono cose volgari e violente ma perlomeno eterosessuali e quindi vanno bene anche all’Osservatorio dei diritti dei minori……poveretti!

In Italia i gay in televisione possono essere "accettati" solo se baracconi (giullari di corte, tipo Platinette) o disposto a farsi prendere per il culo.

Veniamo ora al "caso La 7"

Doveva essere la Nuova Televisione Indipendente e forse ci stava anche riuscendo se è stata ricomprata da un Editore mooolto vicino al Governo per non avere sorprese. Quindi addio sogni di gloria, di programmi divertenti (almeno sulla carta) di punti di vista diversi e di… Queer as Folks.

Qui devo fare una precisazione. Io ho visto la serie per intero in Inghilterra e non c’è che dire, è fatta molto bene, recitata meglio e anche divertente ma, secondo me (come dissi anche a Gad Lerner che mi aveva invitato ad un talk show di presentazione della serie), trasmetterla in Italia sarebbe stato un errore, e ti spiego il perchè. Il telefilm mostra una parte del mondo gay (ripeto: una parte) che si comporta in un determinato modo che definirei con il titolo di una famosa canzone: "Sex and drug and rock and roll". Ora come ho già detto non tutti i gay sono così, e soprattutto non sono prerogative (quelle del titolo della canzone citata..) a unico beneficio dei gay ma anche degli etero, insomma di tutti! Chiaramente però nessuno avrebbe detto nulla se i protagonisti della storia fossero stati ragazzi etero ma essendo gay avrebbero scatenato un putiferio!!! Tutti i detrattori del mondo gay (chiesa, destra, bigotti e teste di cazzo in genere…) avrebbero strumentalizzato il telefilm per i loro scopi orrendi : "Vedi l’avevo detto! i gay non pensano che a drogarsi, bere e ballare!!!"

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