PUNITA PER AVER PARLATO DI GAY

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Nonostante giudichi il Gay Pride un'inutile provocazione, la ex mezzobusto del Tg2 raccontava storie gay in trasmissione. Sparita dalla TV confessa di essere stata richiamata più volte per...

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Chi non la ricorda mezzobusto del Tg2 insieme a Carmen La Sorella e Lilli Gruber? Chi non ha visto almeno una puntata de L’Italia in Diretta – programma che prosegue ancora oggi seppur con una leggera variazione nel titolo – sotto la conduzione di Cucuzza? Dopo il grande successo avuto con Al Posto Tuo – programma del pomeriggio di Raidue con tanto di aspre polemiche che seguirono dopo che la conduttrice indossò una maglietta con su scritto: “Dalla, non è un cantante, è un consiglio” – Alda D’Eusanio che fine ha fatto? E quando la rivedremo in tv? Lo abbiamo chiesto direttamente a lei e, tra le tante cose, ci ha confessato di essere ancora innamorata di un marito che non c’è più da molto tempo.
Lo sa che manca proprio la sua presenza in video?
Mi fa piacere. In ogni caso penso che quando una forte personalità si assenta manca sempre.
Al posto Tuo è stata una trasmissione di gran successo ma alla quale sono seguite tantissime polemiche. Serba ancora un po’ di amarezza per quel periodo difficile?
Amarezza c’è sicuramente, sono stata molto male. Ho cercato di tenere duro ma le polemiche sono state talmente ardue e monotematiche su di me, che in quel periodo ero diventata il simbolo del peggio che ci poteva essere. Più che amareggiata sono rimasta ferita.
In quel programma ricordo una gag con due attori bravissimi che raccontavano la convivenza di un gay e di un etero.
Il raccontare il mondo che ci sta attorno, quello che accade nel mondo affettivo di un omosessuale lo ritengo un dovere da parte di chi ha in mano uno strumento di comunicazione. Un omosessuale deve avere la possibilità di manifestarsi e di essere accettato per quello che è. Ci sono polemiche su questo, polemiche che ho combattuto aspramente.

Sulla questione irrisolta dei PaCS cosa ne pensa?
Così come trovo eccessivo il gay pride perché mi sembra una provocazione inutile, altrettanto ritengo eccessivo un giudizio così negativo e duro che la Chiesa dà sugli omosessuali e sui loro diritti ad avere una famiglia o una vita di coppia tranquilla. Che siano PaCS o che siano matrimoni, i diritti civili di qualunque cittadino, rispettoso delle leggi civili, vanno riconosciuti. Ognuno ha diritto ad avere una vita affettiva, ad aver riconosciuta legalmente la convivenza e nessuno deve permettersi, che sia la religione che sia lo Stato, di negare questo diritto. Mi indigno fortemente.
Non mi dirà anche lei “ho molti amici omosessuali” vero?
Mi scusi, io credo di avere un…
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Non mi dirà anche lei “ho molti amici omosessuali” vero?
Mi scusi, io credo di avere un atteggiamento nei confronti del mondo omosessuale diverso da altri, faccio fatica a vederlo come un mondo particolare e diverso. C’è tanta gente che dice: «Ho anche tanti amici omosessuali» come se fosse una cosa strana o di cui vantarsi. C’è chi usa questa cosa per farsi bello o per sembrare democratico o, più ancora, come un atteggiamento d’elite. Quando sono stata attaccata per la mia difesa del mondo omosessuale non ho chiamato nè l’Arcigay né altri perché ritengo che sia un dovere sacrosanto difendere i diritti dei cittadini, siano essi omosessuali o eterosessuali. Per cui faccio veramente fatica a fare una differenza tra l’amico gay e quello eterosessuale.
Chi l’ha attaccata per aver difeso il mondo gay?
Sono stata richiamata varie volte perché raccontavo storie omosessuali. Ma io lo facevo perché la trovo una grande dimostrazione di coraggio. Il coraggio di dire «vivo una condizione di sofferenza» è un atto di grande forza. La società, quella del 2000, forse anche quella del 3000, non sarà mai sufficientemente pronta ad eliminare e vietare questa sofferenza solo perché si ha una identità sessuale diversa da quella etero.
Quest’estate in Versilia e a Roma e una settimana fa a Brescia, si sono consumati episodi di una violenza barbara. Cos’è che, secondo lei, scatena tanta rabbia nei confronti del diverso?
Perché c’è un giudizio morale e religioso assolutamente vergognoso da parte di tutte le società. Io ho viaggiato molto e posso dire che l’unico paese al mondo che mi ha colpito per il suo atteggiamento di rispetto nei confronti degli omosessuali sono le isole Fijii. Ci sono stata l’anno scorso ed era bellissimo vedere che alcuni ragazzi ci servivano con il fiore sull’orecchio. Per fortuna ci sono ancora queste società innocenti e pure che considerano i loro cittadini in base alle loro capacità di dare piuttosto che per la loro identità sessuale. Purtroppo la gran parte delle cosiddette “civiltà” sono incivili. Questo giudizio negativo, questa repulsione che si ha nei confronti del mondo omosessuale è qualcosa di assolutamente incivile, non solo antidemocratico ma incivile.
È ancora innamorata di suo marito?
Si, ne sono ancora innamorata. Lo sento ancora vicino a me. Il periodo passato insieme è stato il più bello in assoluto. Con lui ero davvero felice.
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di Michele Sabia

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