QUANTE STORIE PER DUE BACI!

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Dopo l'esibizione delle Tatu, effusioni lesbo anche tra le "Ragazze di Miss Italia". Insorge il Moige: "proselitismo gay tra i nostri figli". E l'Osservatorio Minori minaccia di scendere...

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ROMA – Mentre non si placano le polemiche per il bacio lesbico delle Tatu al Festivalbar, si scatena la bagarre anche su un altro bacio saffico, quello tra le candidate al concorso di Miss Italia del film di Dino Risi andato in onda ieri sera in prima serata. Il presidente del Movimento italiano genitori, Maria Rita Munizzi, dall’alto del suo moralismo, sostiene che "il bacio saffico è stato inserito solo per promuovere e fare proselitismo gay presso i nostri figli", mentre Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei Minori, annuncia un referendum per favorire le dimissioni del presidente Rai Antonio Baldassarre.

Se per le Tatu Italia 1 aveva deciso di evitare di censurare la scena, mandandola in onda dopo la "fascia protetta" delle 22.30, il film "Le ragazze di Miss Italia", che già aveva scatenato la polemica tra il regista e l’organizzatore della manifestazione, è stato trasmesso su Raiuno alle 20.45. La cosa non è passata inosservata ai bacchettoni che sorvegliano il tubo catodico, che puntualmente hanno inondato le agenzie di stampa di dichiarazioni di fuoco. Annunciando guerra ai dirigenti Rai.

Il Moige, che segnala di aver ricevuto numerose proteste e lamentele da parte di telespettatori, chiede l’intervento della Commissione di vigilanza Rai, contro Raiuno ed il suo direttore Fabrizio Del Noce, "per aver mandato in onda una fiction insulsa culminata con un bacio saffico".

"Si continua a trasgredire la fascia protetta con insulse ed alquanto evitabilissime [sic] sceneggiature – afferma invece Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio – Non è piu’ possibile accettare che autentica spazzatura entri nelle case delle famiglie andando in barba alle esigenze psicopedagogiche dei soggetti in eta’ evolutiva. Diventa molto difficile da digerire quando ad andare contro l’etica ed il costume sociale del Paese è uno strumento dello Stato".

Marziale ha indetto una sorta di consultazione referendaria per "sfiduciare" Baldassarre: "Si tratta – dice Marziale – di una prova generale per quanto offriremo in una dinamica in crescendo. Se ne renderanno conto qualora ci costringessero a scendere in piazza. Quando c’è di mezzo la difesa dei diritti fondamentali dei bambini non c’è ragione, anche di Stato, che tenga".

Le due associazioni si erano esercitate in azioni di moralismo becero anche venerdì scorso, dopo la finale del Festivalbar trasmessa da Italia 1 nella quale le T.a.t.u. si esibivano in un bacio lesbico. La scena aveva suscitato "sdegno, riprovazione e incredulita’" del presidente del Moige, sempre convinta che l’omosessualità sia un prodotto da commercializzare: "Ancora una volta si utilizza una manifestazione canora per un’occulta propaganda proselitistica del mondo gay nei confronti dei nostri figli", aveva detto.

Stesso tono per Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori: "I bambini non hanno capacita’ di discernimento e emulano le scene che vedono in Tv – dice -. L’omosessualita’, pur essendo una condizione rispettabile, è sicuramente innaturale. Inoltre, le due ragazze hanno 16 anni e questo viola palesemente i diritti della carta di Treviso".

Dopo il "bis" concesso dalle ragazze di Miss Italia di Dino Risi, i moralizzatori del paese rischiavano, dunque, una "overdose" da scandalo. A loro si è unito il senatore Michele Bonatesta, componente della direzione nazionale di An e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai: "Quel bacio lesbico sbattuto in faccia ai bambini in prima serata – ha detto l’esponente di AN – con impudente violazione del codice di autoregolamentazione tv a tutela dei minori, è un’offesa alle famiglie italiane. Un’offesa che il presidente della Rai Antonio Baldassarre e il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, che ha fortemente voluto che quella mediocre pellicola fosse riesumata dai magazzini Rai e trasmessa, si potevano e ci dovevano risparmiare".

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A giudizio di Bonatesta, "un servizio pubblico radiotelevisivo che avesse a cuore gli interessi dei minori e dei loro genitori, dai quali è finanziato con i soldi del canone, avrebbe dovuto tagliare quella scena. Soprattutto l’avrebbe dovuto fare un servizio pubblico radiotelevisivo che voglia davvero voltare pagina rispetto al passato, puntando sull’instaurazione di un rapporto rispettoso e corretto con i piu’ piccoli, come sempre Baldassarre ha promesso fin dal suo insediamento".

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