Rita Dalla Chiesa: “Ci vorrebbero più Pride e meno pregiudizi”

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Alla confusione, preferisce il rumore del mare e, tra delusioni, successi e insuccessi, Rita Dalla Chiesa si confessa a Gay.it.

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La verità è che Rita Dalla Chiesa è amata da tutti. E, a fine intervista, ho capito il perché. A pensarci bene, Rita, non ha bisogno di grosse presentazioni. Il suo curriculum, la sua storia, quella di suo padre – ucciso dalla mafia nell’82 – e le sue battaglie, sono note a tutti.

Forum, ad esempio, uno dei programmi di punta del Biscione, è ancora associato a lei, nonostante la conduzione sia affidata oggi ad un’altra donna. Oggi Rita lavora in radio, sogna la tv, vorrebbe vivere in qualsiasi posto del mondo, tranne che a Roma e parla, come forse non aveva mai fatto prima, del suo rapporto con il mondo omosessuale tra adozioni, pride e unioni civili.

Partiamo dalla notizia di questi ultimi giorni: andrà realmente a Telenorba?

No, o almeno, ora come ora, non c’è nulla di certo. C’è stata una proposta, quello sì, ma che non si è ancora concretizzata.

Per una come lei, accettare un lavoro in una rete come Telenorba, non è come fare un passo indietro?

Un passo indietro? Radio Telenorba è il futuro. È la prima radio televisione, in Italia, dopo la tv generalista, con un introito pubblicitario molto importante e che si vede da Sky, al digitale terreste. A capo di tutto, poi, c’è l’ingegner Montrone che è un grandissimo professionista oltre che un grande imprenditore e, detto tra noi, non sa che studi bellissimi che hanno in quel di Conversano. E poi, chi lavora onestamente, non fa mai un passo indietro, anzi. Poi la cosa più bella è il clima che c’è. Mi sembra di essere tornata alla Fininvest di un tempo. 

Nel contempo sta lavorando nella loro radio assieme ad altre due donne: Loredana Lecciso e Monica Setta. Strana come “comitiva”, non trova?

(ride, ndr) Stranissima direi. Siamo tre donne molto diverse, ma che hanno un solo grande obiettivo: far bene il proprio lavoro. 

Qualche settimana fa, Dandolo, parlò di una furiosa lite tra lei e la Setta…

È vero. Può succedere che due donne, con due caratteri molto forti, possano scontrarsi, ma grazie a Dio siamo due donne intelligenti che han cercato subito il chiarimento. Nessuna invidia e nessuna gelosia: solo classici “misunderstanding” lavorativi. Stimo Monica come donna e come professionista.

Che poi, lei, è da sempre una sostenitrice del mondo femminile. Ricordo ancora il suo sostegno nei confronti di Giorgia Meloni…

Trovo Giorgia una persona molto seria, passionale e penso, ancora oggi, che sarebbe stata un ottimo Sindaco per Roma

Visto l’esito, non si sarà mica pentita di aver appoggiato quella candidatura, vero?

Guardi: io non mi pento mai di quel che faccio! Prima di iniziare un qualsiasi progetto, ci penso talmente tante volte, che non potrei mai pentirmene. 

Però, in quell’occasione, venne contestata per aver parlato del mondo omosessuale davanti agli elettori della destra italiana..

Venni molto contestata non da Giorgia, che naturalmente conosceva benissimo le mie battaglie a difesa della comunità gay, ma dalla piazza. Ci rimasi molto male, mi creda. Pensavo di potermi esprimere liberamente e, invece, no! 

Non ha mai pensato di buttarsi in politica?

Scherza? Per fare politica bisogna essere strutturati, ed io non lo sono. O quantomeno non lo sono per far politica. Sono una donna terribilmente trasversale e non potrei mai sposare, sempre e comunque, le idee di un partito politico

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Si è mai chiesta perché piace tanto al mondo gay?

Perché avvertono l’assenza di pregiudizi nella mia persona. Non ho mai etichettato nessun individuo ed ho sempre combattuto contro le discriminazioni. Mio nipote ha 9 anni ed ha già capito tutto della vita. Con me, e soprattutto con mia figlia, ha imparato a rispettare tutti, senza stare a soffermarsi su certe sciocchezze. Gli abbiamo insegnato a non aver pregiudizi ed è quello che dovrebbero far tutti. 

La Legge Cirinnà, le piace?

Sì!

Qualcuno sostiene che siano state un flop le 2800 unioni civili celebrate sino ad oggi. Lei come le giudica?

Anche una sola unione, sarebbe stata un successo. Non è la quantità che conta, ma l’evoluzione e il rispetto. C’è chi crede nell’unione e chi no, ma è importante che ci sia la possibilità di scelta. A breve, a tal proposito, andrò all’unione di due miei amici  che stanno insieme da una vita e non vedo l’ora.

A breve partirà l’onda Pride in giro per l’Italia. Da donna eterosessuale, che effetto le fa una manifestazione per rivendicare l’orgoglio gay?

Mi piace, ma vorrei che venisse fatto anche in altre realtà.

In che senso?

Nelle grandi città l’omosessualità è ampiamente accettata, mentre in alcune realtà, purtroppo, ancora no. Facciamoci vedere e sentire anche, e soprattutto, dove l’omosessualità è ancora un tabù. Non sa quanti ragazzi gay mi scrivono, ogni giorno, per sfogarsi. Mi raccontano delle storie da brividi. Ragazzi costretti ad abbandonare le proprie città, per poter essere felici. Ricordo ancora un ragazzo, che ospitai in un mio programma, costretto a scappare da Reggio Calabria per colpa della famiglia che non accettò la sua omosessualità. Si trasferì, senza un euro, in una grande città e fu costretto a far marchette. Ma si rende conto? 

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