SEX AND THE GAYS

di

"Tales of the city" su GAY.tv, dal 30 settembre. La serie è tratta da Armistead Maupin: affari di sesso e di cuore nella vecchia, gaya San Francisco. Con...

933 0

MILANO – Tra incontri nelle saune per soli uomini e nottate nelle "disco" più "in", tra canne e promesse non mantenute, tra parodia e tenerezza, alla larga da scandali e immagini shock, inno alla tolleranza non solo sessuale, ecco anche in Italia ‘Tales of the city‘, dal 30 settembre su GAY.tv, la serie "vintage" che riconduce telefilm e romanzi nel clima del cult annunciato.

Ed era ora. Dopo aver spopolato in America, Inghilterra, Francia, Germania, Spagna e in Australia, la serie televisiva tratta dall’omonimo romanzo di Armistead Maupin approda anche in Italia. Con un cast di grandi star e guest: Olympia Dukakis, Laura Linney, Ian McKellen, Rod Steiger e Karen Black. GAY.tv trasmetterà ‘Tales of the city‘ a partire da lunedì 30 settembre alle ore 22.00 in prima visione assoluta. E lo fa recuperando il tempo perduto, visto che i romanzi best-seller dalla quale è tratta la serie risalgono alla metà degli anni Settanta e vedranno la luce anche sugli scaffali italiani grazie a Rizzoli.

"Un film a puntate tradotto in racconti letterari", li definì il suo autore Armistead Maupin quando vennero pubblicati "a striscia" sul "San Francisco Chronicle". Ma se di solito la trasposizione di un’opera letteraria di culto risulta difficile e deludente, qui ci troviamo di fronte all’eccezione che da 26 anni ha proiettato Maupin tra gli autori più celebrati dalla comunità gay. Nato a Washington nel 1944, Maupin dichiarò apertamente la sua identità negli anni ’70, facendo allora del suo coming out un vero atto politico. Negli anni ’80, confessando la sua relazione con Rock Hudson, scandalizzò l’ipocrita mondo dello showbusiness e suo malgrado divenne un vero faro di riferimento per gli omosessuali californiani.

La serie tv (divisa in tre tranche, la prima prodotta nel ’93 dall’inglese Channel 4, la seconda del ’98 e la terza del 2001 prodotte in America) è un affresco dolce-amaro della San Francisco post-hippy e ante-Aids. L’allora ‘capitale del vizio’ ospita un ventaglio di personaggi variopinti in nome degli ideali "liberal". Al 28 di Barbary Lane apre la porta di casa Anna Madrigal (interpretata da Olympia Dukakis, premio Oscar nel 1988 quale "miglior attrice non protagonista in "Stregata dalla luna"), che coltiva marijuana in giardino e tratta i suoi inquilini con affetto materno; Mary Ann Singleton (Laura Linney) è appena arrivata in città dall’Ohio e fino a ieri credeva che l’unica "erba" esistente fosse quella dei prati che circondavano il suo paese; Mona Ramsey (Chloe Webb) è la fricchettona del gruppo, copywriter in un’agenzia di pubblicità; Michael "Mouse" Tolliver (Marcus D’Amico) è a pezzi dopo essere stato mollato dal fidanzato; Brian Hawkins (Paul Gross) è l’avvocato di cause civili che si è ridotto a sbarcare il lunario come cameriere e a ricevere mance in natura dalle clienti; Edgar Halcyon (Donald Moffat) rappresenta il grande amore della padrona di casa nonché il boss dell’agenzia dove lavora Mona; Jon Fielden (William Campbell) è il bel dottore di cui s’invaghisce Michael; Beauchamp Day (Thomas Gibson) farà battere il cuore di Mary Ann; Dede Halcyon Day (Barbara Garrick) è la figlia di Edgar e la moglie di Beauchamp; la modella D’Orothea Wilson (Cynda Williams) è tornata da New York per riconquistare un vecchio amore; Norman Neal Williams (Stanley DeSantis) si veste come il tenente Colombo quando vuol scoprire il passato di Lady Madrigal. Tutti sotto lo stesso tetto, in una città che promette tanto in fatto di permissivismo e opportunità, ma che poco mantiene quando c’è da stringere un legame duraturo, sincero, di cuore.

Non mancano i volti noti di passaggio: tra le guest-star, si riconoscono Karen Black (nei panni di se stessa), Rod Steiger – il quale ha chiesto di sua sponte di far parte della serie –nel ruolo di un bibliotecario e Ian McKellen a capo di un circolo d’alto bordo riservato ai gay.

Leggi   Grande Fratello Vip, Malgioglio bacia in bocca Flaherty: "Basta polemiche"

Tales of the city è una sorta di antenato beat di "Sex and the City" in cui, nonostante l’era pre-Aids e le molte feste "peace and love", si attraversava la stessa difficoltà di rapporti, la medesima incapacità di trovare un’anima gemella, etero o omosessuale che fosse. La serie tv è scritta da Armistead Maupin, che ha dichiarato: "Desidero che il messaggio di Tales of the city raggiunga il pubblico più vasto possibile: adolescenti e nonni, e tutte le persone che credono di non aver mai conosciuto un gay. Accontentarsi di qualcosa di meno sarebbe tradire lo spirito di gioiosa accettazione della differenza che è il bello della vita in Barbary Lane."

Tales of the city, sceneggiata da Richard Kramer, diretta da Alastair Reid e prodotta da Channel 4, in Italia sarà introdotta da Giampaolo Marzi e Toni Aventino, che condurranno su GAY.tv un approfondimento arricchito di contributi sul romanzo di Maupin, filmati sulla San Francisco anni ’70, e un intervento telefonico di Daria Bignardi.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...