Silvia Farina di Pechino Express: “Sarò io la vostra nuova icona gay!”

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Tutti pazzi (o quasi) per Silvia Farina: la vamp 2.0 della nuova edizione di Pechino Express!

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Costantino della Gherardesca, in un’intervista rilasciata al sottoscritto (LEGGI >), l’ha definita come l’arma segreta queer di questa edizione di Pechino Express. E, mai come stavolta, il buon Costantino si è rivelato anche un ottimo veggente. Infatti, non appena apparsa in video, nella coppia de GLI ESTRANEI, la make up artist Silvia Farina ha attirato tutta l’attenzione mediatica su di se, superando anche personaggi molto più noti come Lory del Santo e Tina Cipollari. Twitter, dopo pochi secondi dalla sua presentazione, straripava di cinguettii per sapere chi diavolo fosse la nuova vamp del tubo catodico. C’è chi ricordava il suo bel faccino, oltre che il suo non indifferente lato B, per la partecipazione al programma televisivo Undressed, mentre c’è chi si domandava, come ai tempi di Ambra Angiolini, se la vispa Farina “C’è o ci fa?” Io ho indagato per voi, ed ecco cosa sono riuscito a scoprire in esclusiva. Ah, dimenticavo: questa è la sua prima intervista.

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Che effetto le fa passare dall’anonimato più totale all’essere un personaggio pubblico a tutti gli effetti?

Quindi è ufficiale? Sono personaggio pubblico? In tutta sincerità, devo ancora prenderne piena consapevolezza. Le saprò dire meglio dopo Pechino Express.

Lei è l’unica, del cast, a non conoscere il suo compagno (Marco Cubeddu, ndr) di squadra. Col senno di poi, si può ritenere soddisfatta dell’abbinamento?              

In realtà sono la prima, di tutte le edizioni di Pechino Express, a non conoscere il mio compagno di viaggio. E’ stata una doppia sfida. Il buon buon Cubeddu sostiene che televisivamente funzioniamo, ma la ragione ce la darà solo la messa in onda.

Non ha mai avuto pensieri inenarrabili per il suo compagno d’avventura?

Grazie a Dio, no! Anche perché sarebbe stato tragico dormire sotto lo stesso tetto!

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Senta, dica la verità: lei, c’è o ci fa?

A questa domanda rispondo sempre con un cinquanta e cinquanta. C’è un lato molto leggero e spensierato nella mia persona, ma è pur vero che la telecamera ha il potere di enfatizzare le emozioni, come fosse una caricatura, vera e propria, della personalità. Penso che attraverso Pechino Express la gente conoscerà anche l’altra Silvia, quella più riflessiva e profonda, che solo pochi eletti hanno avuto la fortuna e l’onore di conoscere.

Qualcuno sospetta che dietro il suo essere così vamp, ci sia lo zampino di qualche autore..

No, no. E’ tutta farina del mio sacco!

Qual è il concorrente, delle altre coppie, con il quale si è trovata meglio?

Ho legato di più con Cristina Bugatty. Ho una profonda stima per lei. Abbiamo avuto modo di confrontarci e l’ho trovata raffinata, elegante, ma soprattutto intelligente. Acuta e fervida, come nessuna mai. Tina Cipollari, invece, è una delle concorrenti che mi ritrovo a sentire da quando siamo tornati in Italia. Ironica, sfrontata, energica e al tempo stesso affidabile e sensibile. Da buone romane ci siamo subito piaciute! C’è chi dice che io sia la quarta figlia di Tina.

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Ma guardi che Tina Cipollari ha solo diciassette anni in più di lei…

Oh my God! Ma come siamo fiscali! Io parlavo di temperamento. Siamo molto simili in questo.

E quello con il quale non condividerebbe neanche un chicco di riso?

Non voglio e non posso dirlo, ma mi creda: sarà talmente tanto palese durante la messa in onda del programma che non ci sarà bisogno di chiederselo. Ha del paradossale, ma non mi chieda altro. Davvero.

Quale coppia avrebbe scoppiato volentieri, per sostituire uno dei due?

La coppia de I Coniugi. Lei sembrava stesse facendo le Olimpiadi. Sarcina, invece, l’ha presa con lo spirito giusto.

Che sarebbe?

“Vorrei vincere, però, intanto, mi godo il viaggio!”

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Lo sa di avere un forte ascendente sulla comunità gay?

Ho diversi amici gay. Sono così schietti, eclettici, estrosi, variopinti che come potrebbe essere diversamente? Poi, si sa, tra prime Donne, per amor di battuta, ci capiamo!

Si è mai chiesta come mai?

In ognuno di noi convive un lato femminile e uno maschile. Nel gay è molto accentuato quello femminile. Non dimentichiamoci che sono donne inside. Io, allo stesso modo, mi reputo molto femmina. Credo di essere amata o meglio ancora, capita, perché i gay hanno i miei stessi vezzi e atteggiamenti. Abbiamo, volente o nolente, lo stesso modo di approcciarsi alla vita. Tutto qua.

E’ così sicura che i gay siano delle “donne inside”?

No, ma voleva essere una battuta spiritosa per evidenziare la forte complicità del mondo gay con quello femminile. Sono certa che lei mi avrà capita, così come sono certa che farei bene ad informarmi meglio sull’universo LGBT.

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