Stasera su Sky Cinema 1 HD l’imperdibile anteprima di The Normal Heart

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In prima serata alle 21.10 il commovente film tv sull’Aids diretto da Ryan Murphy.

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“Quel che il folle Nijinsky ha scritto su Diaghilev vale per il cuore di tutti” scriveva Auden nella palpitante lirica ‘1 settembre 1939’, una delle sue più furenti e politiche, contro il mal governo e gli abusi dittatoriali (la data si riferisce all’invasione della Polonia da parte di Hitler). Quel “cuore di tutti”, “The Normal Heart” in originale, dà il titolo a uno dei più intensi e commoventi film dell’anno, in prima tv questa sera alle 21.10 su Sky Cinema 1 HD.

Nel nutrito filone di opere cinematografiche su Aids e omosessualità, “The Normal Heart” (qui trovate la nostra recensione) ha il pregio di evitare il patetismo volontaristico che spunta in sottotraccia, per esempio, in “Che mi dici di Willy?” e “It’s my party”, dimostrando un certo coraggio nel rappresentare con crudezza le conseguenze fisiche della malattia, sicuramente più dell’antesignano “Philadelphia”, riproposto da La7 la scorsa settimana. Ma il vero punto di forza del film sono le interpretazioni ‘totalizzanti’ dei protagonisti che lo fanno accostare al recente “Dallas Buyers Club” anche per lo sguardo ‘politico’ sulla questione HIV (silenzio del governo, reticenza sulla concessione di fondi per la ricerca, sottovalutazione del pericolo). Non erano mai stati così bravi né Matt Bomer – la produzione ha dovuto interrompere le riprese per qualche mese affinché l’attore dimagrisse di 18 chili – in grado di ‘abitare’ realmente il torturato corpo del suo giornalista Felix, né Mark Ruffalo, il cui battagliero Ned crea una credibile alchimia col resto del cast, in particolare Julia Roberts nel ruolo della dottoressa Emma Brookner, personaggio non ricattatorio nonostante sia costretta su una sedia a rotelle per una poliomielite contratta da piccola (è ispirata alla vera dottoressa Linda Laubenstein, la prima a pubblicare un articolo scientifico in cui correlava il sarcoma di Kaposi all’Aids). Il direttore della fotografia del film, tra l’altro, è Daniel Moder, il vero marito di Julia Roberts. Altro pregio di ‘The Normal Heart’, il non tacere la reticenza di parte della comunità gay nel denunciare la piaga e rinunciare così al sesso promiscuo, “per paura che così finisca tutto il bello”.

“The Normal Heart” è tratto dall’omonima pièce teatrale di successo del 1985 scritta da Larry Kramer, oggi quasi ottantenne, storico attivista e uno dei fondatori della linea di supporto Gay Men’s Health Crisis di cui si parla nel film. In tutto il mondo è stata rappresentata più di 600 volte e a New York fu interpretata anche da Brad Davis. Il personaggio dello scrittore militante Ned, incarnato da Mark Ruffalo, è proprio ispirato a Larry Kramer. La gestazione cinematografica di “The Normal Heart” è stata in realtà lunghissima: Barbra Streisand acquistò i diritti dell’opera per circa un decennio senza però mai trovare i finanziamenti necessari per realizzarne un lungometraggio. È riuscito nella non facile impresa il poliedrico Ryan Murphy, autore di “Nip/Tuck” e “Glee”, ottenendo i soldi da alcuni produttori indipendenti quali Brad Pitt e dal canale via cavo HBO, uno dei più attenti alla qualità sempre più ‘cinematografica’ del prodotto (vedi l’ottimo “Dietro i candelabri”). I risultati non si sono fatti aspettare e “The Normal Heart” si è rivelato un grande successo di pubblico e critica: due premi Emmy (migliore film per la tv e miglior make up) e altrettanti Critics Choice Television Awards (miglior film e Matt Bomer miglior attore).

In un periodo di massima regressione dell’attenzione nei confronti di questa malattia che, al contrario, fa registrare un aumento di contagi soprattutto fra i più giovani, questo film è davvero di massima attualità. Come ha detto Margherita Amedei, direttore di Sky Cinema: “The Normal Heart ti rimane dentro, ti crea l’orgoglio di quello che fai”.

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