A ‘Torto o ragione?’ su Raiuno si decreta: “Un nonno crossdresser non deve più vedere i nipotini”

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Un coro di intolleranti a commentare il caso.

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Oggi pomeriggio a Torto o ragione? il programma di Raiuno condotto da Monica Leofreddi, dedicato alla discussione di casi giudiziari di natura civile, s’è parlato di crossdressing e identità transgender e quello che è venuto fuori non è stato esattamente un bello spettacolo. Una rappresentazione goffa e imbarazzata quella andata in onda, assolutamente priva di messaggi di apertura e affinamento della sensibilità collettiva. Sorvolando sul programma in sé – messo in piedi ricorrendo perlopiù a attori e comparse francamente poco credibili – vorremmo spendere due parole sul valore di quello che è stato trasmesso.

Il caso discusso oggi riguardava un nonno 70enne che, dopo una vita passata a nascondersi, ha trovato finalmente la forza di coming out iniziando a manifestare la sua volontà di indossare, in casa ma anche in pubblico, abiti femminili. Questo lo scenario in cui si sono scontrati i due protagonisti in studio: il figlio dell’uomo e sua moglie, in disaccordo su come gestire la faccenda coi loro due bambini di 6 e 8 anni, ovvero i nipotini dell’uomo.

Infatti se la nuora era a favore di una frequentazione tra nonno e nipoti (non tanto per ragioni nobili, quanto per una questione di eredità da non perdere), il figlio del 70enne si diceva detto invece assolutamente contrario, convinto che quella che è stata definita “trasformazione” del nonno rappresenti un elemento traumatico per la psiche dei bambini. Il dibattito che ha preso forma in studio è ruotato quindi attorno alla domanda: un nonno crossdresser, ha diritto di continuare a vedere i nipoti oppure no?

Quasi tutti quelli che si sono espressi – conduttrice, opinionisti, ospiti – di fatto hanno manifestato un parere contrario. La conduttrice Monica Leofreddi più volte ha esternato il suo disagio e il suo essere “all’antica”, il sacerdote presente in studio ne ha approfittato per tirare in ballo la pericolosissima teoria gender, con cui si vuole insegnare nelle scuole ai maschi a vestirsi da femmine e viceversa, altri opinionisti hanno proposto poi soluzioni illuminate, come il permettere al nonno di vedere i nipoti vestito da donna sì, ma senza farsi riconoscere. Un roba alla Mrs. Doubtfire.

Più volte e più volte s’è fatto riferimento all’“egoismo” dell’uomo, che pretende di essere accettato dai parenti, nipoti compresi, con questa sua stramberia.

Monica Leofreddi ha voluto precisare: Nessuno qui sta giudicando nessuno. Non siamo qua a fare il tribunale dell’Inquisizione contro la libertà di una persona. Si tratta però di capire dove finisce la libertà di una persona perché inizia quella delle altre persone di vivere una vita coerente e serena. Insomma: puoi pure fare il travestito, ma almeno abbi la decenza di rinunciare a vedere i tuoi cari.

Davvero infelici poi le parole conclusive del giudice: “Si tratta praticamente di un capriccio, di un’esigenza che l’uomo può frenare, esattamente come ha fatto negli anni per portare avanti la sua carriera lavorativa (…) È un uomo che vuole fare quello che vuole, noncurante dei bisogni degli altri, del bisogno dei bambini di normalità (…) Siamo di fronte a una necessità a cui l’uomo deve rinunciare, perché è una necessità opinabile“.

Infine la giuria popolare, è vero, ha dato ragione alla madre dei bambini (con 7 voti a favore e 6 contro), ma non è stata data la parola a nessuno che inserisse una voce davvero progressista (e ragionevole) in quel coro di intolleranti. Monica Leoffredi ha concluso la trasmissione con espressione sconvolta, definendo il verdetto della giuria popolare “sorprendente”.

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