TV: in sette milioni per Manfredi gay

di

«Un difetto di famiglia», la fiction che parla di omosessualità, con Lino Banfi e Nino Manfredi, ha conquistato 7.648.000 spettatori con lo share, molto alto, del 34.10 per...

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


Lino Banfi confessa: «Io e Manfredi avevamo un po’ di paura. Sa… il tema dell’omosessualità e dell’intolleranza poteva sembrare un po’… arduo per la prima serata della domenica di RaiUno. E invece abbiamo dimostrato come si può trattare con successo anche un tema delicato».

«Un difetto di famiglia», la fiction con Banfi e Manfredi, fratelli separati dal pregiudizio, che si incontrano dopo 40 anni e conquistano l’amore (fraterno) perduto, ha conquistato 7.648.000 spettatori con lo share, molto alto, del 34.10 per cento.

«Certo, l’omosessualità di uno dei due fratelli – spiega Alberto Simone, regista e autore del soggetto e della sceneggiatura – è uno dei temi della storia. Ma soltanto uno! ”Un difetto di famiglia” è una storia d’amore tra due fratelli, un invito a riflettere sull’intolleranza e sul suo opposto, la comprensione tra gli uomini. È un messaggio positivo che ho voluto scrivere proprio per la televisione invece che per il cinema. Il fatto che tanta gente l’abbia visto mi conforta: questo, per me, è servizio pubblico, aiutare la gente a riflettere e a migliorare senza annoiarla».

Max Gusberti, vicedirettore di Rai Fiction, sgombra anche il campo da possibili sospetti: «”Un difetto di famiglia” non è stata rinviata di una settimana con intenti censori. Assolutamento no! È che l’altra domenica è andato in onda il ”Porta a porta ” speciale sui Mondiali di calcio. Tutto qui». E aggiunge: «Il successo della fiction dimostra che l’Italia di oggi non è più quella che emarginò il povero Umberto Bindi. Ma, oltre l’omosessualità, questo è anche un film sulla possibilità che ha l’uomo di trasformare completamente la propria vita, come accade a Banfi, che prima rinnega il ftratello gay, poi lo accetta e lo difende». Il successo di questa «commedia sentimentle», per Gusberti, «è anche dovuto alla leggerezza con cui sono stati trattati argomenti delicati».

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...