UN EMMY PER L’AVVOCATO GAY

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Miglior attore, Eric McCormack di "Will&Grace"

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LOS ANGELES. Miglior attore, EricMcCormack, ovvero l’avvocato omosessuale della serie tv "Will & Grace", trasmessa in Italia su tele+bianco. E’ stata lui la star durante lo show per la consegna degli Emmy Awards, che si è finalmente svolta lo scorso 4 novembre dopo due rinvii dovuti all’emergenza terroristica.

Eric McCormack, è dunque l’interprete dell’avvocato gay Will in "Will & Grace", la sit-com gay che da anni spopola in America e che finalmente viene trasmessa anche in Italia. Quella dell’Emmy è stata la sua prima vittoria dopo due nomination, ed è stato il solo premio che la sit-com gay "Will & Grace" si è aggiudicata, nonostante le 12 nomination. Ma già lo scorso anno la serie che ha mandato in visibilio mezza America aveva ottenuto tre riconoscimenti importanti, tra cui quello al miglior attore non protagonista, Sean Hayes. Eppure l’affascinante McCormick era rimasto fuori. Ora gli Emmy hanno rimediato.

«Sono canadese – ha detto McCormack ritirando il premio – ma questo è il mio sogno americano». L’attore, che si è definito un "gay nel corpo di un etero", è felicemente sposato da quattro anni con la moglie Janet. «E io che volevo portarmelo a letto» aveva scherzato Max Mutchnick, uno degli autori del programma, gay dichiarato.

Will & Grace racconta la storia di Will Truman (Eric McCormack) – giovane e affascinante avvocato di successo – e Grace Adler (Debra Messing, nella foto con McCormack) – interior designer alle prese coi problemi di come farsi strada nella spietata New York, due coinquilini perfetti l’uno per l’altra. Ma Will è gay e cosí, invece delle solite noiosissime love story televisive, tra i due c"è una bellissima amicizia. Ci sono poi i due amici del cuore, Jack McFarland (Sean Hayes) e Karen Walker (Megan Mullally), che rendono lo spettacolo esilarante e commovente. Nel corso delle precedenti stagioni televisive, la sitcom ha ospitato brevi apparizioni di molte star di Hollywood, tra cui Joan Collins e Cher.

In Italia la serie è trasmessa su Tele+ Bianco in prima serata: ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 20.35 con replica il giorno successivo verso le 16. Sperando che non faccia la fine di "Ellen", "Ally Mc Beal" o "Queer as Folks".

A proposito di "Ellen"… Indovinate chi ha condotto lo show degli Emmy? Proprio lei, una brillantissima Ellen Degeneres in abito maschile nero. Per rompere il ghiaccio, all’inizio dello show, ha candidamente esclamato: «Cosa può far rodere Bin Laden più che vedere me, una donna omosessuale che conduce uno show in mezzo a un mucchio di ebrei?». Frazier Moore, commentatore televisivo per l’Associated Press, la ha definita il "miglior pregio della serata", per essersi mostrata capace di condurre in porto uno spettacolo accattivante anche se privo dell’attrattiva di grandi star.

In segno di rispetto per le persone decedute negli attacchi terroristici e per quelle impegnate nei combattimenti, infatti, gli organizzatori hanno rinunciato a uno show caratterizzato da sfoggio di abbigliamento formale e dall’enfasi portata da una folla di star, optando per una serata senza fronzoli, ricca più di guardie di sicurezza che di paparazzi. Pochi anche i grossi nomi nell’elenco dei premiati: la serie "The West Wing" (foto sopra) ambientata nella Casa Bianca, ha dominato la scena raccogliendo otto premi.

Ma l’altra presenza gay (tra quelle visibili, ovviamente…) della serata è stato Todd Holland (foto), che ha vinto il premio per la regia della commedia "Malcolm in the Middle". Commovente la scena della premiazione: Holland ha dato un bacio al suo partner, seduto accanto a lui, prima di salire sul palco, e lo ha pubblicamente ringraziato nel discorso con cui ha accettato il premio.

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La miniserie "Life with Judy Garland: Me and My Shadows" ha racimolato ben cinque premi, incluso uno per la migliore attrice andato a Judy Davis, mentre il "Sex and the city" trasmesso da HBO, ideato dal produttore gay dichiarato Darren Star, ha vinto il premio come migliore commedia.

In un’apparizione a sorpresa, Barbra Streisand ha riscaldato l’atmosfera con una esecuzione di "You’ll never walk alone" davanti a un muro sul quale erano stati scritti i nomi delle vittime dell’11 settembre. E, se ricordiamo che Barbra Streisand è amata dai gay americani forse persino più di quanto i gay italiani amino Mina, possiamo capire che in un modo o nell’altro, la serata degli Emmy, è stata proprio all’insegna della bandiera Rainbows. E come potrebbe non essere così, in un’industria controllata sempre più spesso dagli omosessuali?

Per maggiori informazioni visitate il sito degli Emmy. Per la galleria fotografica, visitate Yahoo

di Daniele Fauno

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