UN SOAP-DIPENDENTE

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C'è chi vive per Dynasty e Dallas...

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Hi honey… sono un "Beverly Hills dipendente" ancora drogato dal lusso ovattato che caratterizzava i serial patinati degli anni ottanta adoravo, e sottolineo A_D_O_R_A_V_O Dynasty (per il guardaroba di Joan Collins) Dallas (per i fiumi di alcool di Sue Ellen) Flamingo Road (per i colpi di sole di Morgan Fairchild) Falcon Crest (per quel manzo di Lorenzo Lamas).

Purtroppo oggi televisivamente parlando vedo che siamo circondati da telefilm cheap, realizzati con budget irrisori e con attori privi di glamour. Finirà mai tutto ciò?

Mauro, Firenze

Non ero mai stato chiamato honey… e così non ho potuto resistere alla tentazione di risponderti anche se la tua lettera è di una futilità e sottolineo _F_U_T_I_L_I_T_A’_ da far sembrare Iva Zanicchi davvero credibile come prossimo Ministro della Cultura. Comunque devo dire che il tuo è un "problema" sentito da molti lettori particolarmente affezionati ai serial degli anni ottanta, anche se non ai tuoi livelli.

Come tu saprai ogni prodotto della comunicazione (serials compresi) rispecchia la situazione politico-sociale-culturale del momento in cui vengono realizzati.

Dynasty & C., non a caso, rispecchiavano il famoso Edonismo Reganiano dell’America Repubblicana del tempo.

Parallelamente in Italia, (era il periodo della Milano da bere di Craxi & C.), si scimmiottavano i serials americani con film tipo "Via Montenapoleone", "Sotto il vestito niente", "Miliardi", spesso interpretati dal premio oscar (!?) Carol Alt.

Negli anni novanta invece, (quando tu hai spento la tv …. presumo) l’America Democratica di Clinton mostrava una realtà televisiva molto più attenta ai temi sociali, quali la sanità (E.R.Chigaco Hope), le pari opportunità (con una grande presenza di personaggi omosessuali vincenti) e un aumento di personaggi di colore con ruoli da protagonista in soap opera "politically correct" come "Febbre d’amore", fino ad arrivare ai matrimoni misti in "The City" soap opera mai arrivata in Italia.

Ci sono comunque anche prodotti evergreen che non risentono dei cambiamenti culturali del momento (vedi Beautiful) perchè incentrati su tutto quello che alimenta il sogno americano: ricchi e famosi.

Lo sai che in america da oltre trentanni esiste una rivista (alla quale ti consiglio di abbonarti se ancora non lo hai fatto) che si chiama Luxory life style of the rich and fabolous (vita lussuosa dei ricchi e favolosi).

Ma tranquillo! come tu saprai (e avrai votato…) è arrivata in Italia la destra come nell’america di Bush, e quindi i (tuoi) tempi bui sono finiti! Una nuova serie americana tipo Dynasty è in arrivo su Raidue.

Si chiama "Titans" e come sottotitolo recita "Benvenuti in un mondo dove l’apparire conta più dell’essere" …. non male eh!?…

Voglio dirti di più: se sei interessato a sapere tutto, ma proprio tutto delle soap operas e i serials anni 80 ti consiglio di contattare una persona che della tua stessa passione (lusso, pellicce e paillettes) ne ha fatto un business televisivo. Si chiama Giovanni Grazzini ed è stato l’autore e conduttore del programma televisivo "Aspettando Dynasty", trasmesso con grande successo sull’emittente locale toscana (la tua e la mia terra!!) Canale 10 l’anno scorso.

Grazzini è diventato un cultore della materia facendo proprio una tesi di laurea su Dynasty. Puoi contattarlo alla sua e-mail: beautyfarm@Canale10.it

Sono stato esauriente? adesso vado ad occuparmi di problemi minori tipo la fame nel mondo ed il debito pubblico…

Bacioni da fictions!!!

Fabio

di Fabio Canino

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