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Insomma, Chef Rubio non ha apprezzato il coming out di Guglielmo Scilla in arte Willwoosh, avvenuto a poche ore dalla messa in onda della prima puntata di Pechino Express. Il cuoco ha deciso di farcelo sapere e ha affidato a un video diffuso su Instagram tutto il suo disappunto.

“Qual è la necessità de fa outing ( poi stranamente proprio quando c’è la prima)? A chi frega con chi scopate? A nessuno! Non è fondamentale sapere se andate con uomini donne o cani. Il sesso è una cosa che dovrebbe rimanere fuori da qualsiasi conversazione implicante un giudizio perché chi giudica non scopa e perché non si parla ma si fa. E basta fare le gang degli etero, gay, lesbiche e compagnia cantante. Conta l’essere umano sopra ogni cosa, sopra ogni sessualità. Popolo de bigotti e ipocriti”

Chef Rubio inizia subito male la sua dissertazione confondendo, come ancora in tantissimi fanno a dire il vero, “outing” e “coming out“. Al di là dei toni triviali del video e soprattutto del testo che lo accompagna (anche Willwoosh ha usato parole colorite ma la sua freschezza e il suo messaggio erano tutt’altro) bisogna ricordarci sempre che chi nega il valore del coming out sta di fatto cercando di negare visibilità alle persone LGBT.

Ognuno è libero di fare quello che vuole a casa sua“, “Quello che uno fa in camera da letto non conta“: il punto essenziale che questo tipo di esternazioni non vedono è che l’identità omosessuale (e lo stesso vale per ogni identità LGBT o comunque “non conforme”) non è riducibile affatto al mero atto sessuale. Essere gay è un insieme molto variegato e persino imprevedibile di cose e intolleranza e omofobia non scattano certo solo davanti all’atto sessuale (che peraltro quasi nessuno mostra in pubblico). Spesso basta semplicemente un atteggiamento difforme, un abito percepito come eccentrico, un modo di apparire ritenuto anomalo, bizzarro, nuovo: basta sembrare diversi, senza magari poi esserlo per forza davvero sotto le coperte. Anche gli eterosessuali capita che vengano insultati se sospettati di omoaffettività o fluidità di genere.

Essere gay è appartenenza (ovvero diversità) sociale e culturale e scegliere di dichiarare pubblicamente quell’appartenenza è, ancora oggi, nel 2017, un gesto importante e pieno di significato. Soprattutto da parte di un personaggio noto. “Conta l’essere umano sopra ogni cosa” dice Rubio. Vero, ma l’essere umano è anche la sua identità di genere e il suo orientamento affettivo e sessuale, e qualsiasi persona LGBT evoluta lo confermerà. Questi aspetti dell’identità vanno inclusi nella considerazione e nel rispetto dovuto alle persone, che è quello che del resto si fa e si è sempre fatto nel caso di persone eterosessuali e cisgender.

 

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