Comico fa coming out in diretta televisiva in Russia: “È stato bellissimo”

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Un pensiero, inevitabile, è andato anche ai gay incarcerati in Cecenia: "E a tutti quelli che si sentono chiusi in un armadio".

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Ti devi comportare bene in pubblico, soprattutto quando sei gay, e io lo sono”: così Pasha Zalutski, di professione comico, ha fatto coming out in diretta televisiva in Russia.

Pasha è un comico bielorusso di 34 anni, uno dei partecipanti dello show-competizione Otkrit Mikrofon (Open Mic): spettacolo seguitissimo (104 milioni di potenziali spettatori), in onda in prime time il venerdì sera, in tutta l’Europa orientale comprese Ucraina, Lituania, Lettonia e, appunto, Russia.

Nel corso del suo sketch Pasha ha rivelato di essere gay, lasciando inizialmente di stucco i quattro giudici che lo hanno poi applaudito e riempito di elogi per il divertente (e coraggioso) monologo. Pasha ha avuto accesso al terzo round, dove dovrà competere con gli altri trentuno artisti rimasti in gara. La finale è attesa tra qualche mese.

Pasha ha speso undici anni della sua vita negli USA, dove ha sempre vissuto apertamente la propria omosessualità. Recentemente, essendo tornato (quasi) in pianta stabile in Bielorussia, ha dovuto completamente rivedere il proprio stile di vita: “Ho dovuto riconsiderare le mie abitudini. La realtà qui in Bielorussia non è molto aperta alle persone gay. Non potevo essere apertamente gay ovunque. Ma potevo parlare del mio orientamento sessuale sul palco e l’ho fatto. Sono partito dai piccoli bar locali per arrivare a sedi via via più grandi: 18 mesi dopo sono in una TV nazionale”.

L’uomo, inizialmente intimorito, si è detto pienamente soddisfatto del suo gesto: “Il supporto è stato incredibile” ha confessato. “Ai casting i produttori hanno apprezzato il mio monologo, ma hanno preventivamente dovuto approvarlo con la rete televisiva: lo hanno fatto, e devo dire che si stanno comportando coraggiosamente prendendosi un bel rischio. Mi chiedevo anche se la mia maestra delle elementari avrebbe voluto sapere che sono gay” scherza.

A maggio si esibirà a San Pietroburgo, in quella Russia che dal 2014 vanta un bando totale alla cosiddetta “propaganda gay” con conseguente criminalizzazione di ogni eventuale promozione dell’omosessualità in presenza di bambini: in questi anni molti siti a tematica LGBT sono stati chiusi, i baci gay sono stati censurati in televisione e molti magazine sono stati multati per aver infranto la legge.

Open Mic ha etichettato lo show come aperto solo ai maggiori di 16 anni, aggirando così la legge e garantendo a Pasha la possibilità di esprimere se stesso attraverso la forza della risata. “Sì, la vena comica ha una qualità: sa guarire le ferite e aiuta le persone ad affrontare la propria vergogna. Se una persona gay mi vede parlare liberamente della mia omosessualità starà meglio, ne sono certo”.

Pasha ha riservato anche un pensiero per tutte le vittime in questo momento incarcerate nella regione autonoma della Cecenia: “Quello che sta succedendo è terribile: è una situazione tragica, non so cosa dire. Il mio pensiero va a loro ma anche a tutti i membri della comunità LGBT che si sentono chiusi in un armadio”.

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