Superquark, puntata storica: “L’omofobia è una malattia, non l’omosessualità”

di

Che mamma Rai abbia voluto farsi perdonare per la censura omofoba di alcuni giorni fa?

CONDIVIDI
2.3k Condivisioni Facebook 2.3k Twitter Google WhatsApp
39911 1

Superquark è uno dei programmi più longevi della Rai, oltre ad essere un format che unisce in modo sapiente un capzioso e commerciale interesse nozionistico ad un progetto di divulgazione scientifica di qualità. Ieri sera, in una puntata del noto show condotto da Piero e Alberto Angela, è intervenuto il professore dell’università di Tor Vergata Emmanuele Jannini, a parlare del tema della “paura del diverso”.

L’omosessualità non è una malattia: la malattia è l’omofobia, la paura nei confronti del diverso, chi è “fuori norma”. Alla base di questo ci sono le stesse molle che aizzavano i nazisti a compiere i loro delitti nei confronti dei diversi, una sorta di fragilità.

Interessante anche la riflessione sull’omosessualità femminile: “Vedere due donne che si baciano è diverso dal vedere due uomini più farlo: questo avviene poiché l’identità di genere maschile è molto più fragile, mentre quella delle donne è più solida“. Il problema sollevato è che l’uomo ha sempre paura a manifestare la propria tolleranza nei confronti dell’omosessualità, per paura di passare esso stesso per omosessuale. Secondo Jannini è stato dimostrato che i più tolleranti sono sempre i più sicuri, i più maturi, i più solidi: “l’omofobo è una persona fragile, che ha paura“. La soluzione al problema? “L’educazione al diverso, alle varie varietà dei comportamenti sessuali“. Parole importanti, significative, che dette in prima serata, su una rete nazionale, in un programma rivestito di una sorta di autorevolezza popolare, contano.

Che la Rai abbia voluto farsi perdonare per lo strafalcione sulla censura omofoba de “Le regole del delitto perfetto“?

LEGGI >> La Rai censura le scene di sesso gay ne “Le regole del delitto perfetto”

censura_rai

 

Leggi   RTL fa spot sulle unioni civili, in Rai lo rifiutano: "Troppo moderni?"
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...