L’Italia è un paese per bambini? Intervista a Sara Dania di Italy For Kids

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Come tradurre la bellezza delle nostre città affinché venga apprezzata e compresa anche dai più piccoli?

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L’Italia è un paese per bambini?

Una domanda alla quale non è facile rispondere: spesso proprio all’interno delle nostre grandi città, iperconnesse e ultramoderne, è difficile trovare la dimensione giusta per i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri piccoli.

L’idea di intraprendere viaggi e gite nelle grandi città della nostra bella Italia spesso decade se si hanno dei piccoli compagni di viaggio al seguito: i bambini si annoiano facilmente ed è difficile accontentare le loro richieste. Come tradurre la bellezza delle nostre città affinché venga apprezzata e compresa anche da loro? Lo abbiamo chiesto a Sara Dania, che lavora da vent’anni in editoria digitale e ha co-fondato il progetto Italy For Kids: mappe a misura di bambino, divertenti e educative allo stesso tempo, per visitare i tesori dei grandi centri urbani italiani. Un’ottima idea per un regalo di natale!


Sei sempre stata una “mamma editoriale”, capace cioè di condividere la tua esperienza con una più vasta platea di lettrici e lettori. Qual è l’episodio più curioso che puoi raccontarci sul mondo dell’editoria per mamme (e per papà)?

L’editoria per mamme non esisteva fino a qualche anno fa il che, in effetti, è piuttosto curioso. Esistevano certo manuali divulgativi, dal ricettario alla pediatria, ma non c’era questo spazio per l’avventura della maternità (e della paternità). E’ una narrazione piena di sfumature, dove si è rivendicato il diritto all’imperfezione e si sono condivisi problemi seri come la depressione post-partum, si sono abbattuti un po’ di cliché e si sono sondati i mille tranelli della fantomatica “conciliazione”. E’ uno spazio che le madri di questa generazione si sono ritagliate con determinazione proprio a partire dai diari online. Non è un caso che i cosiddetti mommy-blogging siano stati degli apripista di questo “nuovo” modo di comunicare e fare informazione.

L’Italia è un paese per bambini?

Di recente sono stati pubblicati dei rapporti allarmanti. Save The Children e Eurostat parlano di 3,5 milioni di bambini (!!!) a rischio povertà ed evidenziano come lo Stato spenda molto meno per il loro futuro rispetto a realtà a noi vicine. C’è molto da fare in termini di welfare e a partire proprio dalle basi, come la carta igienica che manca o i soffitti che crollano nelle scuole. A questa situazione desolante credo si debba aggiungere anche la difficoltà di essere figli di una generazione di genitori in crisi. Siamo adulti stressati e preoccupati, i bambini hanno bisogno di pazienza e attenzione.

Ai bambini piacciono le abitudini, gli ambienti conosciuti, gli orari regolari: secondo te ai bambini piace viaggiare?

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I bambini sono abitudinari ma anche curiosi e amano passare il loro tempo con le persone che amano. Con qualche piccola accortezza logistica, il viaggio è una dimensione straordinaria di condivisione e crescita. Soprattutto, quella al viaggio è un’attitudine di scoperta e attenzione a quello che ci circonda che può essere coltivata anche “sotto casa”, non c’è sempre bisogno di attraversare il globo. E’ una questione di sguardi, del modo con cui ci si pone nei confronti della realtà intorno a noi.

Com’è nata l’idea di Italy For Kids?

Come per molti progetti l’idea è nata quasi per caso. Io e la mia socia – Donata Piva – amiamo viaggiare anche se in modo diverso: io sono per treno/aereo e città d’arte; lei per bicicletta, sacco a pelo e natura. Entrambe avevamo avuto occasione di notare come i nostri bambini fossero incuriositi e affascinati dalle mappe e dal loro uso. Un giorno ci siamo ritrovate a dire: “Sarebbe bello se ci fosse una mappa di Milano per i bambini”. Abbiamo verificato la fattibilità e il possibile interesse legato al progetto (entrambe abbiamo sempre lavorato tra editoria e comunicazione) e da lì siamo partite. La Mappa di Milano per i bambini è uscita nel 2015 e ha avuto riscontri davvero positivi. Così abbiamo deciso di continuare l’avventura e siamo uscite con le mappe di Torino, Roma, Firenze, Genova e Venezia. In questi giorni è uscito anche GiocaMilano, il nostro primo libro: un taccuino per piccoli esploratori per continuare ad andare alla scoperta delle città divertendosi.

In poche parole, cos’è che può rendere una città come Torino o Firenze un luogo interessante per un bambino?

Le storie, naturalmente, ma anche i giochi per rendere avventuroso il tragitto e le curiosità architettoniche. Ad esempio a Torino, le palle di cannone conficcate nei palazzi di Piazza San Carlo o la Fetta di Polenta, una casa strettissima. La mappa stessa è fonte di interesse per un bambino. Si entusiasmano a seguire un percorso e a tracciarlo con il dito sulla carta, cercano di capire il significato di orientamento, scala e legenda. Riconoscono i palazzi e i monumenti famosi che illustriamo. Una passeggiata in città diventa un’avventura, è come impossessarsi della mappa del tesoro. Le mappe sono strumento antico ma ancora insuperato grazie alla visione zenitale: per questo suscitano entusiasmo anche nei nativi digitali. Le nostre mappe hanno un concept preciso: da un lato lo stradario illustrato, dall’altro giochi, informazioni e curiosità. Sono racchiuse in una pratica busta che contiene anche un foglio di adesivi per personalizzare l’esperienza vissuta. Le illustrazioni, poi, non comprendono solo lo scenario architettonico ma anche quello culturale: ci sono personaggi famosi, cibi tipici, citazioni… Ad esempio sulla Mappa di Firenze abbiamo illustrato la famosa scena di Benigni e Troisi che entrano in città e devono pagare “un fiorino”; a Roma c’è Audrey Hepburn davanti alla Bocca della Verità, a Venezia passeggia Corto Maltese, Elio suona i bonghi al Parco Sempione sulla mappa di Milano, a Genova la gatta di Paoli ha rigorosamente una macchia nera sul muso. Naturalmente non mancano i vari Leonardo da Vinci, Dante, Michelangelo Buonarroti, Cesare Augusto, Pietro Micca solo per citarne alcuni. Tanti livelli da leggere, tante storie da raccontare: ognuno può scegliere quella che preferisce.

Lavorando a questo progetto hai scoperto qualcosa che non sapevi di qualche città che ti possa far dire: ecco che la prospettiva del bambino illumina anche noi adulti? Ce ne racconti una o due?

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Certo, se così non fosse non ci saremmo divertite così tanto! Andare alla ricerca di storie da raccontare illustrandole sulle nostre mappe è come aprire un forziere di tesori, anche perché l’Italia è un Paese notoriamente ricco in questo senso. Ho scoperto, ad esempio, che a Firenze e a Genova i numeri civici delle abitazioni sono in nero, quelli commerciali in rosso, quindi se un indirizzo contiene una “R” non è un vezzo. Ho anche scoperto che quando si parla di Garibaldi come dell’Eroe dei Due Mondi non è tanto per dire: leggete la sua vita, troverete una sceneggiatura.

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