BARCELLONA, LA CALAMITA GAY DEL MEDITERRANEO

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Spiagge, notti folli, un intero quartiere gay: Barcellona è una città supertollerante, all’avanguardia nel campo dei diritti degli omosessuali, con una vita notturna fra le più vivaci. Una...

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“Barcelona….Abre tus puertas al mundo….Barcelona”. Cosí cantava Freddy Mercury in duetto con la mega-soprano Monserrat Caballé nell’inno dell’olimpiadi del 1992 e da allora cosí è stato. La capitale catalana dà, infatti, il benvenuto a milioni di turisti ogni anno e molti di questi sono gay.

Barcellona è una città supertollerante, all’avanguardia nel campo dei diritti degli omosessuali (è qui che è stata approvata nel 1998 la prima legge di un Paese latino sulle coppie di fatto), con una vita notturna molto vivace e si trova a soli 25 minuti di treno da Sitges, la località gay piú famosa della Spagna.

In realtà molti gay, che programmano solo una breve sosta nella città prima di andare a Sitges, spesso rimangono cosí colpiti dalla sua bellezza e dalla sua gayezza che decidono di fermarsi per tutta la durata delle loro vacanze.

Del resto se è una spiaggia che volete, nessun problema: a San Sebastià, a solo 10 minuti a piedi dal centro, potrete fare nudismo, stendervi al sole abbracciati al vostro compagno o rimorchiare i “machos” locali in piena libertà.

Se cercate un posto dove trascorrere le giornate in un ambiente “arcobaleno” niente paura. Oltre al Gayxample, il quartiere con la piú alta percentuale di locali, negozi e attività dirette al pubblico omosessuale, che si trova dietro l’Università a pochi passi dalla centralissima Plaça Catalunya, ci sono molte altre offerte sparse qui e là. Un menu economico all’Ovlas o al Salsitas. Un caffé pomeridiano nel bar Schilling per i piú trendy o nel Casal Lambda per gli alternativi. Un poco di relax nelle due saune piú frequentate: la Casanova e la Condal. Una cena con spettacolo di drag-queen al Miranda o al Diva. Un drink al Punto o al Dietrich.

Se è invece è la voglia di notti folli quella che vi hanno spinto al di qua dei Pirinei, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il New Chaps e l’Eagle per gli amanti del leather, la discoteca Arena nelle sue versioni Classic, Vip, Madre e Dandy (paghi uno e prendi quattro) per i giovani e i modaioli, la Salvation se vi piace la passerella del muscolo in cannottiera, la Metro (soprattutto nei mercoledí della festa della schiuma) dove prima o poi passano tutti. E quando è gia l’alba tutti alla Madame o al Soleil per “sballarsi” fuori orario.

Per essere informati sui ritovi, i negozi, i ristoranti e le discoteche piú “in” del momento è sufficiente sfogliare una delle numerose pubblicazioni gay (Nois, Shangay, Odisea, Arde Barcelona…) distribuite gratuitamente in tutti i locali.

Ma ciò che di meglio Barcellona puó offrire al turista gay è l’atmosfera che si respira: solare, accogliente, cosmopolita.

La si puó respirare camminando lungo le Ramblas, il viale alberato che porta al mare, tra i chioschi dei fiorai , le terrazze dei bar , le statue umane e gli artisti da strada . Oppure visitando le visioni mistiche di Antonio Gaudí, il piú celebre architetto modernista che ha disseminasto la città di palazzi-drago, come la casa Battló, case-onda come la Casa Millà, giardini incantati come Parc Güell e capolavori incompiuti come la Sagrada Familia.

E ancora passando dalle stradine medievali del Barrio Gotico alle costruzioni spaziali della Villa Olimpica, dalle botteghe del Carrer Montcada ai negozi di lusso del Passeig de Gràcia.

Fare amicizia con i suoi abitanti è facilissimo, l’unica accortezza è quella di ricordare che la Catalogna è una nazione all’interno dello stato spagnolo, con la sua lingua, le sue tradizioni e i suoi simboli (tra cui la sardana, un ballo che assomiglia a una tarantella al rallentatore, la squadra di calcio del Barça e la “Senyera”, la bandiera con cinque striscie gialle e quattro rosse) e che i catalani sono molto orgogliosi della loro diversità. Basterà peró che li salutiate con un “bon dia” e con un “adeu” per conquistarli.

In realtà i gay catalani sono decisamente in minoranza rispetto a quelli che non solo dalla Spagna ma da tutto il mondo hanno scelto di vivere a Barcellona. La comunità gay italiana, per esempio è molto numerosa e variopinta ed è facile sentire nei locali molti ragazzi parlare lo spagnolo con il tipico accento “alla Raffaella Carrà” che contraddistingue tutti i nostri connazionali.

Visitate dunque Barcellona, ma fate molta attenzione. Potreste innamorarvene e non lasciarla mai piú…

Il sito www.bcn.es è il più completo per le informazioni turistiche di Barcellona, ma in www.mensual.com, www.hispagay.com, www.yoentiendo.com, e www.chueca.com ci sono tutte le novità dell’ambiente gay e lesbico.

di Silvio Ajmone

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