BOLOGNA, L"OMBRA DELLA RAGIONE

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La mostra allestita alla Galleria d’Arte Modernafino al 29 ottobre, si propone come uno degli avvenimenti più importanti nell’ambito delle manifestazioni culturali italiane, non soltanto per i grandi...

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La mostra allestita alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna fino al 29 ottobre, si propone come uno degli avvenimenti più importanti nell’ambito delle manifestazioni culturali italiane, non soltanto per i grandi nomi che riunisce grazie alle opere esposte, ma soprattutto per il tema che affronta e mette in scena. Stavolta, infatti, non è una corrente ad essere rievocata, né la vita o l’opera di un autore in particolare. Quello che la mostra analizza è qualcosa che, in maniera più o meno intensa, permea di sé tutta la produzione artistica europea: il concetto stesso di irrazionalità e spiritualità.

Spesso, infatti, difficilmente le maglie concettuali che reggono la ricerca di ogni corrente artistica riescono a trattenere le pulsioni, i moti interiori o semplicemente le riflessioni che ogni artista è portato a mettere in atto; la facilità con cui i propri stati d’animo riescono a passare dall’uomo alla tela prende spesso il sopravvento; ecco, allora, nell’universo borghese e post-impressionista di Munch comparire “Melancholia, Laura”, anticipazione del più famoso “Urlo”, che apre il percorso espositivo della mostra, assieme a due splendidi paesaggi. Ed ecco i ritratti di Bacon, che difficilmente riusciamo a chiamare tali: nessuna somiglianza fisica, nessun tratto ripreso con attenzione dal volto del modello, solo impasti informi di colore innaturale che però, a causa di qualche strana alchimia nota solo all’artista, riescono a rievocare il soggetto in modo ineccepibile. E ancora le città desolate e vuote di De chirico, la Nike di Samotracia vibrante d’azzurro elettrico (Yves Klein), gli ingegnosi e disarmanti ready mades di Duchamp, le forme irrazionali ma suggestive di Burri e Kiefer. Davanti a queste opere è inutile cercare di capire, non ha senso trovare un metodo di lettura: la nostra razionalità è come compromessa, messa fuori gioco, i codici di lettura che abitualmente utilizzavamo sono inutili. Sulla nostra intelligenza è calata improvvisamente un’ombra.

“L’ombra della ragione” è infatti il tema che ha guidato la cernita delle opere e riassume il concetto stesso che domina l’intera esposizione. Forma, colore, linea improvvisamente cessano di essere strumenti asserviti alla riproduzione comprensibile della realtà, e diventano mezzi capaci di sondare i lati più oscuri della personalità di un artista o tradurre in immagini complessi teoremi formali: Mondrian, Malevich, Carrà, Morandi, e ancora Boccioni, Fontana, Merz, Tapies, sono solo alcuni dei protagonisti di questo scenario.

Attraverso, quindi, una lettura critica che tiene conto del punto di vista contenutistico anziché di quello storico-formale, e di un nutrito ed eterogeneo gruppo di opere, la mostra riesce ad individuare l’esistenza di un’accezione espressiva del linguaggio artistico propria del XX secolo, segnata dall’idea di spiritualità intesa come forza interiore, misteriosa ed irrazionale, cui quasi tutti gli artisti del XX secolo hanno dimostrato essere soggetti.

L"Ombra della ragione L"idea del sacro nell"identità europea Bologna, Galleria d"Arte ModernaSpazio Aperto.Villa delle Rose.14 maggio – 29 ottobre 2000 www.exibart.com

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