CARAIBI, PARADISO E INFERNO

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Sono una delle destinazini migliori per gli amanti del sole e del mare pulito. Ma attenzione alle isole in cui si praticano forti discriminazioni contro i gay! Cayman...

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I Caraibi sono il paradiso degli amanti del sole, e possono rivelarsi una bellissima meta per una vacanza gay o lesbica, a condizione che si scelga attentamente la destinazione, secondo il tipo di vacanza che desiderate fare.

Prima di programmare il viaggio, decidete se volete stare in ambiente esclusivamente gay (il che limita considerevolmente le vostre possibilità di scelta nei Caraibi) o se vi accontentate di una vita notturna e una sistemazione gay-friendly. Se invece non cercate altro oltre a una bellissima spiaggia, allora ci sono un sacco di posti dove recarsi. Se amate girare per musei, centri storici, e magari un pochino di vita notturna gay, scegliete una delle più grandi città, come San Juan o Santo Domingo.

La maggior parte delle isole caraibiche non hanno le grandi infrastrutture destinate a una clientela omosessuale che potete trovare nei grandi paesi più sviluppati. Puerto Rico è la più evoluta in termini di organizzazione, discoteche, bar, hotel e guest-house per gay e lesbiche. Ma occorre un po’ di attenzione: alcuni luoghi nei Caraibi – come le isole Cayman o la Jamaica – possono essere un focolaio di ipocrita edonismo, dove le attitudini spensierate e ospitali così tanto sbandierate nelle promozioni non si applicano per i visitatori omosessuali.

Le nazioni associate con l’ex impero britannico, cioè la maggior parte delle isole dove si parla inglese, hanno una pessima reputazione in fatto di intolleranza. Le isole in cui si parla spagnolo tendono ad avere un atteggiamento più da "vivi e lascia vivere". Le isole francesi o olandesi sono più ospitali delle loro controparti britanniche, così come quelle affiliate agli USA come le isole Vergini americane.

Una nota circa le isole Cayman: qui si effettuano delle vere e proprie discriminazioni contro i visitatori omosessuali. L’atteggiamento generale, secondo quanto riferito dal ministero del turismo Thomas Jefferson, è che individui gay o lesbiche sono benvenuti, ma non lo sono i gruppi; e infatti, hanno negato il diritto di attracco a una crociera gay, basandosi su quello che loro sostengono essere stata una brutta esperienza avuta con un’altra crociera, formata d a un gruppo diverso, più di dieci anni prima. Il risultato è che loro considerano una crociera gay come una sorta di "nave dei bagordi", anche se è piena di anziani cittadini omosessuali.

Per farla breve, non cercate di comprendere il loro contorto modo di ragionare, non correte rischi di essere trattati a pesci in faccia a causa dei pregiudizi di un governo, e non scegliete destinazioni che promuovono le discriminazioni contro un qualsivoglia gruppo di persone.

C’è pieno di altre destinazioni caraibiche che possono stendervi un tappeto rosso di benvenuto. Godetevele.

Per info e prenotazioni, clicca su OutTravel

di Gay.com UK

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